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NOTIZIE

RECENSIONE: Happily Ever Poofter, Canal Cafe Theatre ✭✭✭

Pubblicato su

Di

julianeaves

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Julian Eaves recensisce Happily Ever Poofter: The Untold Story Of a Gay Fairytale Prince, scritto e interpretato da Rich Watkins al Canal Cafe Theatre.

Foto: Mufseen Miah Happily Ever Poofter: The Untold Story of a Gay Fairytale Prince Canal Cafe Theatre

13 luglio 2019

3 stelle

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Ecco una deliziosa novità: uno spettacolo one-man che parodia i principi Disney…  Sì, avete capito bene; e aiuta essere familiari almeno con alcune delle creazioni più celebri dello studio, anche se non è indispensabile.  L’autore-interprete Rich Watkins (alto, moro e affascinante… E in calzamaglia!) si diverte con il tema, che evidentemente ama tanto quanto prende in giro.

Il suo Principe Azzurro è bloccato nel Regno delle Fate e fa una gran fatica a nascondere la propria sessualità al suo Creatore; entra in scena un consigliere più anziano, che interviene per rimetterlo sulla strada del Mondo Reale, in particolare Londra, dove si possono vivere tutte le delizie – e i pericoli – della Gay Town: dalle serate in club e le celebrazioni del Pride al sesso occasionale e alle overdose.  Ridotto ai panni dell’uomo qualunque nella sua “missione londinese”, il nostro Principe osserva tutto da un punto di vista molto più concreto.  In un vortice di un’ora, Watkins ci trascina attraverso la storia, facendo largo uso di battute e scambi con il pubblico in stile panto, canzoni, pupazzi, rapidi cambi d’abito e una grandiosa colonna sonora sinfonica firmata Lex Kosanke.

Nato originariamente sul palco del Royal Vauxhall Tavern, il testo dà il meglio quando imita la sfrontata volgarità del gergo delle drag queen. Una volta ingranato, è davvero scritto molto bene, con tante battute intelligenti e anche alcune svolte sorprendentemente serie.  È attualmente in fase di sviluppo, quindi magari se ne vedrà di più.  Altrove, però, mostra una leggera tendenza all’alta moralità, esibendo con orgoglio il suo cuore politicamente corretto sulla manica arricciata.  Ecco, un pizzico di questa cosa basta e avanza: forse più di quanto Watkins si renda conto al momento.  È più forte quando esplora gli altri personaggi, vividamente delineati, e forse verranno ampliati prima che lo spettacolo approdi all’Edinburgh Fringe. È un attore molto versatile, e questo è lo showcase perfetto per i suoi molti talenti.

Andrew Springate ha realizzato una scenografia luccicante e volutamente kitsch, e Katharine Drury figura come “Creative Consultant”.  Lo spettacolo ha appena concluso una breve e ben accolta tappa all’Above The Stag, e ora il regista (nonché addetto stampa e co-progettista delle luci) Denholm Spurr si è unito al progetto per fare un po’ da dramaturg e aggiungere più ombra e oscurità a questa spumeggiante confezione.  Simone Murphy firma anche una coreografia brillante – e il pubblico è coinvolto in alcuni movimenti, che è un ottimo momento clou del pezzo (ancora, per favore?).  Per un primo testo, è in uno stato davvero promettente e lascia ben sperare per la futura carriera di scrittura di questo giovane talento.

Sono previste altre due repliche in questa sede (17/18 luglio), prima di dirigersi a nord, in Scozia, per il Free Fringe: 03-09 agosto alle 21.40 presso The Outhouse.

BIGLIETTERIA DEL CANAL CAFE THEATRE

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