Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Queers Parte 1, Old Vic Theatre ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

Condividi

Queers Parte 1

Old Vic Theatre

Quattro stelle

Negli ultimi 100 anni tutto è cambiato per uomini e donne gay, ma per certi versi alcune cose restano uguali. Nei quattro monologhi che compongono la prima parte di Queers all’Old Vic, ascoltiamo le storie di tre uomini e una donna dal 1917 a oggi e, sebbene l’omosessualità sia stata legalizzata in Inghilterra e Galles 50 anni fa e oggi le persone gay possano sposarsi, molto del passato continua ancora a risuonare con noi.

In The Man on the Platform di Mark Gatiss, il giovane soldato Percy racconta la sua amicizia con un affascinante capitano biondo del suo reggimento durante la Prima guerra mondiale. Ricco di descrizioni sensuali di suoni, aromi e colori, il testo cattura magnificamente i sentimenti di amore e desiderio di qualsiasi giovane, anche se, nel caso di Percy, assecondarli lo porterebbe in prigione. Ambientato nel 1917, il monologo ci ricorda ancora i rischi che corre, richiamando il destino di Oscar Wilde solo due decenni prima, ma mette anche in luce la gioia di riconoscere in un altro uomo gay quella “certa liquidità dello sguardo”. Jack Derges è misurato e commovente nei panni di Percy, con una scintilla di speranza negli occhi nonostante l’impossibilità di avere una relazione con l’uomo che ama.

Cogliamo ancor più il lato divertente delle vite gay in The Perfect Gentleman di Jackie Clune, dove la ragazza cockney Ellen Mary Page racconta la libertà e i piaceri di vivere la sua vita come Bobby Page nel 1927. Con gioia nostalgica ripensa all’infanzia, quando si vestiva con gli abiti del padre e scopriva i suoi sentimenti per le donne, e alla successiva scoperta di quanto fosse meraviglioso assumere in pubblico un’identità maschile. Evocando l’imitatrice maschile Vesta Tilley, celebre per le sue esibizioni da music hall di Burlington Bertie, Gemma Whelan è formidabile nei panni di Bobby, in smoking completo con papillon. Come Percy, non si abbandona al rimpianto per l’impossibilità di sposare chi ama ma guarda avanti, alle possibilità che la sua intraprendenza le ha aperto.

In I Miss the War di Matthew Baldwin, il divertimento delle relazioni clandestine è qualcosa che Jackie, sarto del West End, teme andrà perduto quando, nel 1967, ripensa alla propria vita alla luce del nuovo Sexual Offences Act che depenalizzò l’omosessualità. Racconta la sua esistenza da guardia e “rent boy” gay negli anni Quaranta come uno spasso, in un’epoca in cui gli uomini gay attraversavano la società “come anguille”, urtandosi tra loro per poi scivolare via. Se molti erano spaventati e disperati in cerca di gentilezza, Jackie trovò felicità in una vita in cui “sapevo esattamente qual era il mio posto”. Attingendo spesso al polari, lo slang gay allora segreto, il monologo è scritto splendidamente e pieno di battute fulminanti, con un’interpretazione davvero fantabulosa di Ian Gelder.

Portandoci ai giorni nostri, Something Borrowed di Gareth McLean ci presenta Stephen, che sfrutta appieno la liberalizzazione della legge sposando il suo fidanzato americano. A differenza di Percy, Bobby e Jackie, può trascorrere la vita con una persona dello stesso sesso, ma questa libertà porta con sé sfide proprie. In ansia per le manifestazioni di affetto in pubblico con il suo futuro marito, racconta l’angoscia provata crescendo da ragazzo gay, vittima di bullismo a scuola, soprattutto a causa dei messaggi lanciati dalla Section 28 che vietava la “promozione” dell’omosessualità. Mentre prova nervosamente il discorso di nozze, Stephen fatica ancora a trovare la propria strada in un mondo in cui uomini e donne gay possono avere il lieto fine da favola ascoltato da bambini. Accompagnandoci sulle montagne russe delle emozioni pre-matrimonio di Stephen, Mark Bonnar offre una prova solida, toccante e piena di humour.

Con questi primi quattro monologhi, Queers mette in evidenza le difficoltà affrontate da uomini e donne gay prima della depenalizzazione di 50 anni fa ma, invece di proporre racconti tristi di sofferenza, è più una celebrazione di come le persone abbiano trovato la felicità nonostante l’intolleranza che le circondava. Diretti da Mark Gatiss e Joe Murphy, sono pungenti e divertenti ma, soprattutto, sono storie di speranza e sopravvivenza.

Queers Parte 2 è all’Old Vic lunedì 31 luglio 2017. Le versioni televisive di tutti e otto i monologhi saranno trasmesse su BBC4 dalle 21:00 ogni sera dal 31 luglio al 3 agosto.

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI