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RECENSIONE: Let It Be, Garrick Theatre ✭✭✭✭
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douglasmayo
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Il cast di Let It Be. Foto: Chantal Gilbert
A volte mi chiedo se, agli albori delle loro carriere, Lennon e Macartney avessero anche solo un’idea della magia che la loro unione di autori avrebbe potuto generare e, in effetti, di quanto le loro canzoni avrebbero continuato a risuonare in tutto il mondo per molti decenni dopo essere state scritte.
Let It Be è una celebrazione musicale dei Beatles e dei tantissimi, gloriosi successi che hanno inciso nel decennio dal 1906 al 1970. Lo spettacolo non finge minimamente di essere un jukebox musical con elementi biografici: offre semplicemente al pubblico un ricchissimo smorgasbord di hit, in gran parte in ordine cronologico, come difficilmente qualsiasi altro gruppo pop potrà mai eguagliare. La chiave della magia di Let It Be sta nell’ensemble di musicisti riuniti per interpretare la band. Paul Canning (Lennon), Emanuele Angeletti (Macartney), John Brosnan (Harrison) e Luke Roberts (Starr) sono musicisti di prim’ordine, che presentano questo canone con cura e un’energia travolgente. Michael Bramwell alle tastiere si unisce alla formazione, arricchendo il suono con quelle timbriche d’archi che il gruppo utilizzava con grande efficacia in alcuni dei suoi brani. Duncan McLean fa sì che Let It Be sia messo in scena in modo semplice ma efficace. Questi musicisti straordinari propongono, sera dopo sera, un repertorio che include All You Need Is Love, Blackbird, Eleanor Rigby, Get Back, Help, Hey Jude, Let It Be, Penny Lane, Please Please Me, Ticket To Ride, Twist And Shout e Yesterday, fra moltissimi altri. Mentre la maggior parte dei musical fatica ad avere una o due canzoni di successo, Let It Be ne ha più di quaranta! Non sembra esserci un copione fisso, solo battute e scambi tra la band e il pubblico. Questo, unito ad alcune proiezioni video d’epoca a cura di Duncan McLean, fa sì che Let It Be sia messo in scena in modo semplice ma efficace. Il regista e supervisore musicale John Maher ha fatto in modo che la musica resti al centro di Let It Be. Insieme al sound designer Gareth Owen, garantiscono che ogni singola parola e ogni nota di Let It Be arrivino con una nitidezza cristallina. Un avvertimento: non andate a vedere Let It Be se per voi il teatro significa stare seduti in silenzio a guardare. I produttori chiariscono fin dall’inizio che le fotografie sono benvenute (qui sopra ho incluso uno scatto fatto dal mio accompagnatore quella sera), e gli interpreti non perdono occasione per far alzare il pubblico in piedi e invitarlo a ballare. Alla prima, la platea ha risposto con entusiasmo. Let It Be è una maratona di successi di due ore. Non c’è una sola canzone sottotono. Ogni brano è un classico. Spettatori dai 16 ai 70 anni erano in piedi a cantare e a divertirsi. Cos’altro si può desiderare da una serata nel West End? Let It Be è attualmente in scena al Garrick Theatre. Prenota i biglietti online.
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