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NOTIZIE

SCELTA DEI CRITICI: I 10 migliori musical del West End - 1 settembre 2015

Pubblicato su

Di

stephencollins

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Quale musical dovresti vedere per primo a Londra?

Abbiamo messo insieme questa lista per risparmiarti la fatica di capirlo! È solo il nostro punto di vista – e ognuno ne ha uno – basato sulle opinioni dei nostri recensori. Aggiorneremo regolarmente l’elenco, così le nuove produzioni finiranno sul tuo radar e, quando cambieranno i cast originali, lo terremo in considerazione.

I musical in scena da più di tre anni non sono inclusi: questa è una lista di produzioni nuove o relativamente nuove attualmente in cartellone a Londra.

Quindi vai a vederli!

1. Gypsy

Tutti in questa compagnia sono superbi nel proprio ruolo: sanno davvero cantare, davvero danzare e davvero “portare a casa” la parte, sia sul versante drammatico sia su quello comico. È una rarità: un musical castato in modo squisito, in cui le esigenze dei ruoli contano più, nel processo di casting, del potenziale richiamo al botteghino o della popolarità su Twitter. È difficile credere che sia mai esistita una Rose migliore di quella che Staunton crea qui. L’unico spettacolo ad aver mai ricevuto una recensione da 6 stelle su BritishTheatre.com.

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Katie Brayben e Carole King in Beautiful. Foto: Brinkoff Mogenberg 2. Beautiful: The Carole King Musical

Il cuore pulsante, maestoso e luminoso di questa produzione nasce dall’interpretazione impeccabile, radiosa e assolutamente trionfale di Katie Brayben nei panni di Carole King. Brayben ricrea il feeling, il suono e l’aspetto di Carole King in modo totalmente autentico e coinvolgente – sembra davvero la “natural woman”.

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3. Charlie and the Chocolate Factory

La produzione di Sam Mendes dell’adattamento musicale di Charlie and the Chocolate Factory è in ottima forma. Nulla lo dimostra più chiaramente del fatto che lo spettacolo non perda un colpo nonostante siano stati chiamati in causa tre sostituti per andare in scena. La compagnia non ha fatto una piega. Le routine sono rifinite e ben rodate; i costumi e le scene di Mark Thompson, meravigliosamente colorati (e a volte inaspettatamente incolori), sono impeccabili e evocano senza sforzo il necessario senso di magia. La cantabilità e la vivacità divertente della musica di Marc Shaiman restano contagiose e dolcissime.

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Daniel Buckley, Alison Jiear, Leanne Jones, Taofique Folarin in The Three Little Pigs. 4. Three Little Pigs

Scrivere qualcosa che intrattenga i bambini non è un compito facile. Scrivere qualcosa che piaccia sia agli adulti sia ai bambini è ancora più difficile. Con The Three Little Pigs, George Stiles e Anthony Drewe – il team dietro Honk!, Peter Pan e tutto il glorioso nuovo materiale per Mary Poppins – fanno centro in pieno. I bambini seduti intorno a me si stavano divertendo un mondo. Coinvolti, intrattenuti e felicissimi, e questa è una cosa splendida.

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5. Bye Bye Birdie

Nelle mani sbagliate questo spettacolo potrebbe diventare esattamente ciò che sta cercando di prendere in giro: una faccenda smielata, da battimani a tempo, tutta lustrini e buoni sentimenti. Eppure le coreografie folgoranti, una partitura orecchiabile e alcune interpretazioni fantastiche fanno sì che questa riproposta funzioni su ogni livello.

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Gli Hounslow Harriers in Bend It Like Beckham. Foto: Ellie Kurttz 6. Bend It Like Beckham

Il secondo atto è praticamente perfetto. Si apre con un numero favoloso per le ragazze, Glorious, e da lì non si volta più indietro. È pieno di grande musica di Goodall, e la gamma di stili che attraversa è notevole. Usa efficacemente sonorità punjabi; c’è un formidabile solo per la madre di Jules, There She Goes; un duetto melodioso, tenero e gioioso, Bend It; poi un quintetto trascinante e un brano travolgente e pieno di gioia che celebra il matrimonio di Pinky e Teetu in contrappunto, in parallelo ai festeggiamenti per la vittoria nella finale di calcio. Quando il secondo atto si conclude, le lungaggini del primo sono state spazzate via e l’infettivo senso di armonia e felicità è incontenibile.

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Jon Jon Briones nel ruolo dell’Engineer in Miss Saigon 7. Miss Saigon

Certo, questa produzione ha una cosa che la maggior parte delle produzioni del West End non ha: un grande ensemble. Oltre ai protagonisti, ci sono quasi venticinque uomini e donne in scena, tutti impegnati come triple threat. È difficile ricordare l’ultima volta che venti uomini siano stati su un palco del West End a cantare con potenza e in splendida armonia, come accade nel meraviglioso Bui Doi che apre il secondo atto.

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8. Memphis

Più di ogni altra cosa, Memphis parla di cambiamento e accettazione, e del modo importante in cui cultura e arte (in questo caso la musica) possono trasformare in maniera concreta e tangibile. Ma non è mai pedante o seriosa; al contrario, si affida a humour, cuore e hockadoo, creando mini-tornado di gioia cantata e danzata capaci di lanciare il tuo spirito nella stratosfera.

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9. Book of Mormon

Per quanto mi riguarda, è chiaro come il sole che gli interpreti al lavoro in questo pezzo di Parker, Lopez e Stone siano, senza eccezioni, al massimo della forma e diano costantemente ben più del 100%. Questa produzione è di gran lunga, ma proprio di gran lunga, migliore di quella originale di Broadway.

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10. The Commitments

Lloyd è un regista straordinario, con un’ampiezza e un gusto davvero notevoli: è raro il giorno in cui non sappia illuminare, rinfrescare o dare nuova energia a un’opera – e qui sembra proprio così. Il ritmo non cala mai, le scene sono colorate e ricchissime di dettagli e interesse, e non hai dubbi che la musica sia il fulcro della serata.

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