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RECENSIONE: Raz, Assembly George Square Studios ✭✭✭✭
Pubblicato su
31 agosto 2015
Di
markludmon
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Raz
Assembly George Square Studios
Quattro stelle
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Negli anni ’80 e ’90, Jim Cartwright si è guadagnato grandi consensi con opere che raccontavano la vita nel Lancashire, come Road e The Rise and Fall of Little Voice. Con il suo nuovo monologo, RAZ, torna a quel mondo, catturando l’energia e la frenesia disperata di una serata tra ragazzi a Bolton. Il racconto passa attraverso Shane, un giovane camionista che vive per il weekend, quando può riempirsi di birra e droghe e provare a dimenticare il lavoro malpagato e l’ex fidanzata.
James Cartwright (che, per inciso, è il figlio del drammaturgo) cattura l’attenzione fin da subito: entra in scena con addosso solo degli occhialoni e un paio di mutande di Superman, mentre si prepara alla serata con un “blaster di nove minuti” al The Tanning Shop. Lo vediamo attraversare i rituali della preparazione per un venerdì sera “in razza”, mentre al telefono raduna gli amici Robo, Micksy, Sparky e Staunton per un tour di pub e club, tra pinte, birre e droghe ricreative. In una prova ad alto voltaggio, di puro virtuosismo, Cartwright dà vita a questi personaggi e ad altri ancora, sotto la regia lucida e precisa di Anthony Banks.
Con la sua poesia ruvida e vernacolare, il testo non offre soluzioni né vere chiusure, lasciandoci la sensazione che questa giostra di notti decadenti continuerà ogni fine settimana per Shane e i suoi amici, presumibilmente finché non incontreranno una ragazza e non metteranno la testa a posto. Incappato in una serata open mic in un pub, Shane sale sul palco e si lancia in una filippica contro il “governo” e su come abbia creato “una generazione dimenticata”. Ma parla anche del rave del venerdì sera come della prosecuzione di ciò che hanno vissuto anche i suoi genitori, oltre che di un’esperienza che, in forme diverse, risale addirittura all’età della pietra. Eppure, al di là del commento sociale, RAZ ci trascina su un divertente ottovolante attraverso gioie, frustrazioni e crepacuore di quel tipo di serata che, ogni weekend, non succede solo nel Lancashire ma in paesi e città di tutta la Gran Bretagna.
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