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RECENSIONE: Wild Bore, Traverse Theatre, Edinburgh Fringe ✭✭✭
Pubblicato su
Di
pauldavies
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Wild Bore
Traverse Theatre
10 agosto 2017
3 stelle
Ecco la questione. Uno spettacolo nato da recensioni tremende, sia rivolte agli interpreti sia assemblate a partire da altre recensioni, ora deve a sua volta essere recensito. All’improvviso mi rendo conto che qualunque cosa dica potrebbe finire nello spettacolo!
Togliamoci subito di mezzo il fatto che gli interpreti usano il sedere per “parlare” quando citano i critici, perché, si sa, parliamo con il culo: fatto! E alcune recensioni davvero feroci vengono condivise con il pubblico. Ma Zoe Coombs Marr, Ursula Martinez e Adrienne Truscott ormai si sono appropriate di questo materiale e hanno creato uno show catartico e anarchico, con molti momenti da risata a crepapelle.
Lo spettacolo è divertente e ha molto da dire su metateatro e meta-critica; chiunque abbia fatto teatro si godrà i riferimenti, e le performer prendono in giro con grande brillantezza sia se stesse sia i critici. Tuttavia, la battuta sul sedere viene sfruttata un po’ troppo e alla lunga stanca, e alcuni gag iniziano a perdere mordente. Uno spettacolo leggermente più breve sarebbe stato più efficace.
C’è poi un intervento davvero riuscito di un quarto personaggio, che getta una nuova luce sullo show ed è perfettamente centrato su tendenze attuali, privilegio e sulla programmazione stessa del Traverse. (Sarebbe un peccato rovinare la sorpresa.) E il pezzo si chiude con un esilarante pastiche dei generi teatrali e con la rivendicazione di quelle brutte recensioni. Di certo non è la cosa peggiore vista al Fringe!
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