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PROSSIMAMENTE: Crazytown: Il mondo di Ryan Scott Oliver
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julianeaves
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Julian Eaves dà un’occhiata a Crazytown: The World of Ryan Scott Oliver, in scena al The Other Palace Studio lunedì 26 marzo 2018.
C’è un graditissimo ritorno a Londra all’orizzonte per il poliedrico Ryan Scott Oliver, una delle voci più originali — e di maggior spessore — del musical theatre newyorkese. Dopo aver fatto sensazione in questo stesso spazio lo scorso anno con il debutto di '35MM: A Musical Exhibition', una sorta di lettera d’amore al futuro marito, il fotografo Matthew Murphy (ed è, di fatto, la sua unica opera non commissionata: tutto ciò che ha scritto è stato su incarico), ora si torna alla carica. La stessa squadra che ha trasformato quello spettacolo in un piccolo caso — il regista Adam Lenson e l’MD Joe Bunker — ha fatto le cose in grande, diventando anche produttrice, pur di garantire a questo progetto l’incontro con il pubblico. E che banchetto ci viene promesso. In cartellone c’è una formazione strepitosa di 15 performer, sostenuti da una band di una mezza dozzina di musicisti. Tra gli interpreti figurano tre componenti del cast londinese originale di '35MM' — Christina Modestou, Gregor Duncan e l’award-winning Sam Thomas — che riprenderanno diversi brani di quello show e saranno anche ascoltati in materiale nuovo. Oliver ha scritto una manciata di spettacoli (musica, testi e spesso anche i copioni), molti dei quali qui avranno la loro prima uscita londinese: ascolteremo estratti da 'We Foxes' (l’opera enorme e ambiziosa che l’anno scorso per poco non ha avuto una lettura proprio in questa venue), dal thriller psicologico 'Rope' e dalla rilettura della storia di Peter Pan 'Darling', oltre a 'Jasper in Deadland'; e ci saranno prime mondiali di alcune canzoni mai eseguite altrove. Se questo non è invitante, allora non so cosa lo sia. L’evento ha attirato un parterre di talenti davvero spettacolare per interpretare questi numeri così terribilmente vari e perfettamente cesellati. Fa capolino Alex Young, astro nascente tra West End e National Theatre, così come l’Alexia Khadime dalla voce vellutata. La star nordeuropea Anton Zetterholm arriva finalmente anche sulle nostre scene, così come Jill Rensing, già protagonista di un precedente concerto RSO in questa stessa sala (ai tempi dello St James's Theatre). Tra i nuovi volti interessanti ci sono il cantautore “Brummie” Matt Kane e i debuttanti Jasmine Hackett e Nick Brittain. Da New York arrivano poi il songwriter Ethan Carlson, fresco di promozione di nuovo materiale RSO al Madame Mathieu's, e l’attrice statunitense di formazione classica Charlotte Forster. E ancora: la cantautrice e attrice britannica Cassie Compton e l’attrice e imitatrice Holly Richard-Smith. Non solo: in questo show potremo vedere anche il grande uomo in persona, Ryan Scott Oliver. Christina Modestou, George Macguire, Samuel Thomas, Maisey Bawden, Gregor Duncan in 35mm La sua gamma sorprendente si comprende bene attraverso il filtro della convinzione di Oliver che tutto possa diventare un musical “fino a prova contraria” (“di”, come ama dire lui, “essere dialogo”). Eppure, ciò che più ama scrivere è proprio il book — il parlato, i dialoghi — ed è l’aspetto che più rispetta nel lavoro di qualsiasi collaboratore. Sempre alla ricerca di momenti musicali da far “esplodere”, o di occasioni per inserire una reprise, è convinto che ogni spettacolo “voglia parlare di idee, emozioni e temi. Se non riesci a trovare lo spazio per una canzone, probabilmente hai scritto una scena troppo da teatro di prosa per un palcoscenico musicale. Come dice lui: ‘Quando lavoro con i book writer, spero sempre di poter condividere la storia. Alcuni book writer sentono di essere loro ‘al comando’ della storia e che compositori e parolieri siano ‘scimmiette delle canzoni’ (ah-ah!). La collaborazione è la mia cosa preferita in assoluto — lavorare con Adam e Joe su questo concerto in arrivo è stato un piacere, anche dal punto di vista della produzione, anche a distanza, dall’altra parte dell’oceano.’ Complementando questo entusiasmo, il regista Adam Lenson è un grandissimo fan di Oliver e lo definisce ‘una voce abbagliantemente originale nel nuovo musical theatre americano’. Non è il solo ad accorgersi della sua padronanza tecnica. Ryan stesso individua una delle sue spinte principali nell’attrazione per la matematica: bilanciare equazioni e risolvere problemi, e la manipolazione organica e creativa di tutte le parti e le variabili che il musical theatre porta con sé, e la supervisione multitasking che richiedono. Cura personalmente tutti gli arrangiamenti, facendo il possibile per convincere i produttori a concedergli le risorse strumentali che desidera, così da creare suoni di un’ambizione vertiginosa e, secondo Lenson, ‘eguagliati soltanto dalla sua profonda onestà emotiva’. Il regista ha adorato lanciare la prima mondiale di '35MM' lo scorso anno nello stesso spazio e non vede l’ora di proseguire la collaborazione nei progetti futuri. Il suo sodalizio con Joe Bunker risale a molto prima: entrambi sono figure ben note nel panorama del nuovo musical theatre, soprattutto nelle drama school, dove tanta nuova scrittura viene messa alla prova. Insomma, un vero e proprio team, capace di offrirci una gamma straordinariamente ampia di competenze per rendere giustizia all’incredibile ampiezza e varietà dell’opera di Ryan. Ci sarà un mix molto vario di brani, con tante armonie complesse e backing vocals in grado di stupire e divertire: è chiaro che per una presentazione del genere servono i migliori, e siamo fortunati che due figure di punta della nuova scena britannica del musical theatre, Lenson e Bunker, li abbiano riuniti sotto lo stesso tetto, per una notte soltanto. Da non perdere!
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