Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: The Audit, Pulse Festival, New Wolsey Theatre ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

Share

Paul T Davies recensisce The Audit di Proto-type Theatre, presentato nell’ambito del Pulse Festival al New Wolsey Theatre.

The Audit The Audit (Or Iceland, a Modern Myth)

Pulse Festival, New Wolsey Theatre, Ipswich.

8 giugno 2018

3 stelle

Info sul Pulse Festival

La seconda produzione teatrale di Proto-type che affronta la politica contemporanea, dopo A Machine They’re Secretly Building – che esplorava la raccolta dei dati e la privacy (rivelandosi, a distanza di due anni, decisamente in anticipo sui tempi) – si concentra sul crollo dell’economia globale nel 2008. Da lì si arriva agli anni di austerità che abbiamo vissuto da allora, e lo spettacolo mette a fuoco la reazione del popolo islandese, che scese in piazza contro l’ingiustizia di banchieri e speculatori. Furono portate alla luce operazioni illegali e chi venne riconosciuto colpevole di frode fu incarcerato.

Scritto e diretto da Andrew Westerside, lo spettacolo assume la forma di una conferenza, con leggio e proiezioni, e intreccia al racconto la storia di una ragazza islandese e di suo nonno, accompagnandoci fino alla loro protesta. Questo apporta umanità alla vicenda, e Rachel Baynton e Gillian Lees lo interpretano con grande sicurezza, risultando coinvolgenti dall’inizio alla fine.

Si tratta di un tema enormemente complesso, carico di dati e informazioni, ed è merito della compagnia se riesce a dare un senso a statistiche ed eventi, con una videografia ottima e una notevole sincronia tra immagini e parola. Tuttavia, a mio avviso, il risultato è un po’ troppo clinico: più una lezione che un vero pezzo teatrale, e mi sono sentito distante dal materiale. È sconcertante che eventi così importanti, accaduti appena dieci anni fa, siano stati quasi cancellati dalla velocità del ciclo di notizie guidato da Twitter, e lo spettacolo fa bene a ricordarcelo. Inoltre solleva una domanda: che cosa serve, esattamente, perché i britannici afferrino pentole e padelle e scendano in piazza?

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI