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NOTIZIE

RECENSIONE: Le Cose Che So Essere Vere, Storyhouse Chester ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

ashleykurtz

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Things I Know To Be True Storyhouse Chester (Tour nel Regno Unito)

5 stelle

Info sul tour nel Regno Unito Si apre con un uomo, vestito soltanto con il pigiama, avvolto nell’oscurità, che riceve una telefonata. Questa breve scena iniziale dà il via a Things I Know To Be True di Andrew Bovell: un intenso ottovolante emotivo che segue una famiglia attraverso prove e tribolazioni. È davvero sorprendente quanto questo spettacolo sia riconoscibile: ci sono andata con un’amica e entrambe abbiamo trovato più scene che colpivano fin troppo da vicino – ma ci hanno tenute incollate fino all’ultima scena.

Lo spettacolo conta un cast di soli sei interpreti nei panni della famiglia Price: Mark (Matthew Barker), Fran (Cate Hamer), Pip (Seline Hizli), Bob (interpretato dal regista Scott Graham), Rosie (Kirsty Oswald) e Ben (Arthur Wilson). Come in qualsiasi famiglia, ci sono momenti belli e momenti difficili, e noi li vediamo tutti – anche in modo scomodamente ravvicinato.

I registi, Geordie Brookman e Scott Graham, scrivono nella loro nota di produzione che «la scrittura di Andrew riguarda sempre, in un modo o nell’altro, la nostra lotta per amare e il modo in cui possiamo ferire chi ci è vicino», ed è proprio questo che rende il testo così duro da guardare. Fran Price, per esempio, è la matriarca della famiglia e si potrebbe dire che sia il personaggio più complesso. È gentile ma rabbiosa, appassionata e triste, e terribilmente frustrante. In un momento mi ha fatto venire voglia di darle uno schiaffo, e in quello successivo di abbracciarla. Le figlie, Pip e Rosie, sono agli antipodi: Pip è la figlia rancorosa, con dei figli e un marito, in cerca di qualcosa che la sua vita mediocre non riesce a offrirle. Rosie è una giovane donna che sta solo cercando di diventare adulta dopo aver viaggiato per il mondo. Fran critica Pip per tutta la vita, e questo le si ritorce contro all’improvviso, mentre i due figli maschi, Mark e Ben, custodiscono entrambi segreti che potrebbero distruggere la famiglia. L’attore che di norma interpreta Bob Price era malato nella replica che ho visto, e al suo posto è andato in scena Scott Graham che, anche con il copione in mano, è stato straordinario. Sembrava mio padre, il padre dei miei amici, il padre di tutti. Era così convincente che ho smesso di far caso ai momenti in cui doveva leggere le battute.

Pur avendo momenti tragici e cupi, lo spettacolo ha anche un notevole lato comico. Il botta e risposta serrato ha fatto ridere il pubblico a pochi minuti dall’inizio e riaffiora per tutta la durata, anche se sempre meno man mano che la storia procede. Le questioni più pesanti prendono il sopravvento ma, nonostante ciò, sono uscita dallo spettacolo adorandolo. Non sono riuscita a smettere di parlare di alcune parti, di come mi hanno fatta sentire e di ciò che mi hanno ricordato della mia famiglia. Mettere in scena uno spettacolo in cui quasi tutti possano riconoscersi è una sfida enorme, ma Things I Know To Be True è un successo. Ogni personaggio lotta con problemi umanissimi e ho provato empatia per ognuno di loro.

I cambi scena sono impressionanti, eseguiti dagli stessi attori: ad esempio, in una scena in cucina sedie e tavolo scorrono senza sforzo sul palco proprio mentre Rosie e i suoi genitori stanno per sedersi. La coreografia dei passaggi e i tempi sono perfetti e fluidissimi: rendono davvero la sensazione del flusso continuo, ininterrotto, della quotidianità. Anche la famiglia è costantemente in movimento, persino durante i propri monologhi, che sia camminando avanti e indietro o tremando sotto la pioggia: nessuno si ferma mai. Forse mostra come la vita, in realtà, non si arresti davvero. Qualunque problema ci si presenti nel corso dell’esistenza, continuiamo ad andare avanti. Il linguaggio ripetitivo chiude il cerchio, iniziando e finendo con Rosie. Nel monologo di apertura dice: «E per non andare in pezzi faccio un elenco di tutte le cose che so... voglio dire che so davvero con certezza che sono vere, e la cosa davvero spaventosa è… che è un elenco molto breve. In fondo non so poi così tanto.» Forse è questo il senso dello spettacolo: che poche cose, nella vita, si possono sapere come veramente vere.

 

INFORMAZIONI SUL TOUR DI THINGS I KNOW TO BE TRUE

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