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GIOVEDÌ RETRÒ: Blake Patrick Anderson

Pubblicato su

14 ottobre 2020

Di

giornatadisarah

Questa settimana, per Throwback Thursday, parliamo con Blake Patrick Anderson, che sta per interpretare Mark nella produzione di Rent di Jonathan Larson al Hope Mill Theatre.

1) Qual è stato il primissimo spettacolo che hai fatto da bambino, e cosa ti ha portato nel mondo del teatro? Ho fatto l’audizione per la produzione scolastica di Annie (no, non ero Annie, anche se avrei dovuto esserlo) e mi hanno preso come “New Yorker” e “Servitore”, credo. Avevo circa 12 anni. Da lì in poi ho fatto l’audizione ogni anno e mi è piaciuto tantissimo! 2) Le cose sono cambiate molto per tutti nel settore. Raccontaci del tuo percorso di audizioni per ‘Rent’ e di come sia diverso dalle tue audizioni ‘normali’ Ho fatto l’audizione per Rent a febbraio, quindi in realtà era proprio come qualsiasi altra audizione. Ma quando siamo entrati in lockdown c’era così tanta incertezza che non sapevamo nemmeno se sarebbe andato in scena. E adesso il significato dello spettacolo e ciò che questa esperienza rappresenta si sono trasformati completamente. Sarà Rent come davvero non lo si è mai visto prima.3) Come stanno andando le prove durante una pandemia? Prima di tutto, è meraviglioso. Mi sento davvero felice e fortunato a poter lavorare in teatro in questo periodo. Nel quotidiano, però, è strano. Ci sono tantissime misure di salute e sicurezza e regole di distanziamento sociale, piuttosto “aliene”, ma è incredibile che nonostante tutto stiamo riuscendo a creare qualcosa di davvero speciale. Blake nei panni di Mark in Rent. 4) Qual è la tua routine ogni sera per entrare nel personaggio? Principalmente, cerco di restare rilassato e con i piedi per terra. Cerco sempre di rendere il mio camerino il più zen possibile, così quando sono sul palco non penso a nient’altro se non a quello che sto facendo. 5) Raccontaci uno dei tuoi ricordi migliori/più divertenti sul palco Credo ce ne siano più di quanti riesca a contarne ripensando a Starlight Express. Quando tutti sono sui pattini, cadere diventa un evento piuttosto frequente. Lo spettacolo è interamente in tedesco, quindi quando dimentichi le parole non è così semplice come inventarle sul momento. Però lo impariamo anche in inglese. Una volta ho dimenticato il testo e sono andato nel panico, così l’ho cantato in inglese. Il pubblico dev’essere rimasto confusissimo.6) Come hai continuato a mantenerti creativo durante il lockdown? Ho cercato di non essere troppo duro con me stesso quando si tratta di creatività. All’inizio mi stavo forzando a scrivere musica o a trovare modi per essere creativo, ma mi sono reso conto in fretta che il mio lavoro migliore nasce in modo naturale ed è importante non spingerlo a forza. Per la maggior parte di noi, essere creativi è un istinto naturale, quindi sembra succedere da sé, se glielo permetti. Blake in Sweeney Todd a 14 anni 7) Quali sono le tre cose che possiamo trovare sempre nel tuo camerino? Ad esempio portafortuna… cose che ti aiutano sul palco… m&ms blu… La mia coperta da muro per il camerino (anche se non è appesa al muro). Il mio umidificatore e ci saranno sempre dolci!8) Qual è il tuo cast album preferito da ascoltare in questo momento? In questo periodo sto adorando la registrazione del cast londinese di Amélie. Audrey Brisson ha una voce davvero magnetica!9) Se la tua vita fosse un musical, come si chiamerebbe e perché? Probabilmente si chiamerebbe “ad occhi aperti” o qualcosa del genere. Sogno ad occhi aperti tantissimo: a volte non sono nemmeno davvero nella stanza. Sarebbe un mix artistico del mondo reale e di uno immaginario. 10) Che consiglio daresti a tutti i neolaureati – sia del 2020 che ai prossimi del 2021? A chi si è laureato nel 2020 o lo farà l’anno prossimo direi: prendetevi cura di voi, fisicamente e mentalmente, siate fiduciosi e restate entusiasti del futuro. E poi, quando il futuro arriverà, sarete pronti. Non c’è un modo giusto per affrontare ciò che sta accadendo al teatro in questo momento, quindi fate ciò che vi sembra giusto.

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