Una delle produzioni più attese all'Edinburgh Deaf Festival di quest'anno è Pray for Me, un'opera in fase di sviluppo, cruda e visivamente sorprendente, che affronta il modo in cui le persone sorde vengono trattate nelle comunità religiose e nella società in generale. Fondendo poesia, movimento, danza e musica dal vivo, lo spettacolo si preannuncia come un'esperienza indimenticabile per il pubblico sia sordo che udente, quando debutterà durante la quinta edizione del festival, che si svolge in collaborazione con l'Edinburgh Fringe.
La produzione illumina un tema raramente esplorato in scena: l'intersezione tra sordità, fede, razza e identità. Creata da Sarah Adedeji, scrittrice, danzatrice e audiologo del NHS sorda originaria di Londra, lo spettacolo attinge a esperienze profondamente personali: quella di crescere in una famiglia nigeriana fortemente religiosa in cui la sordità non veniva vista come parte di ciò che lei era, ma come qualcosa che doveva essere guarito.
Di cosa parla Pray for Me?
Pray for Me racconta la storia di una giovane donna nera che si muove tra le supposizioni culturali, i pregiudizi e le barriere che derivano dall'essere sorda sia negli spazi religiosi che in quelli laici. Anziché presentare la sordità come un deficit, la produzione la reinterpreta come una fonte di forza, creatività e prospettiva unica.
Il lavoro è descritto come un intreccio intimo di poesia, movimento fisico, danza e musica dal vivo, eseguito insieme al musicista ISRA3L. Esplora come la cultura e la fede nel Regno Unito si intreccino, si scontrino e coesistano, in particolare all'interno delle comunità della diaspora africana, dove la guarigione spirituale viene talvolta imposta alle persone con disabilità.
Al cuore dello spettacolo vi è la sfida alla nozione che le persone sorde siano "rotte" o abbiano bisogno di essere "riparate". Crescendo frequentando la chiesa, Adedeji ha vissuto ripetuti tentativi da parte di pastori di "guarire" la sua sordità attraverso la preghiera, incluso il versarle olio santo nelle orecchie. L'implicazione era chiara: se la guarigione non funzionava, era perché la sua fede non era abbastanza forte. Pray for Me analizza il peso emotivo di quelle esperienze, celebrando al tempo stesso la resilienza e la creatività che ne sono scaturite.
La sordità come superpotere creativo
Lungi dal considerare la propria sordità come una limitazione, Adedeji ha parlato con passione di come essa abbia arricchito la sua pratica artistica. Descrive come sia diventata "molto più osservativa" a causa della perdita dell'udito, sviluppando una sensibilità acuita al linguaggio del corpo, ai gesti e al tono visivo che informa sia la sua scrittura che la sua danza.
"Vedo cose che gli altri non colgono necessariamente", ha detto. "Leggiamo le labbra, leggiamo il linguaggio del corpo, usiamo le mani. Siamo molto gestuali e riusciamo a percepire il tono nelle diverse situazioni, così non abbiamo necessariamente bisogno di sentire il tono di voce di qualcuno. Possiamo vedere il tono di qualcuno."
Questa prospettiva confluisce direttamente nel linguaggio creativo di Pray for Me, che utilizza l'espressione fisica e la narrazione visiva come modalità comunicative primarie. Anche se gli impianti cocleari hanno trasformato la sua capacità di sentire, Adedeji a volte li rimuove per vivere la musica in modo diverso, percependo le vibrazioni e il ritmo attraverso il corpo piuttosto che attraverso le orecchie. È questo tipo di ricchezza sensoriale a conferire alla produzione il suo carattere distintivo.
L'Edinburgh Deaf Festival: una forza in crescita
Giunto alla sua quinta edizione, l'Edinburgh Deaf Festival (EDF) si è affermato come una celebrazione fondamentale della cultura, della lingua e del patrimonio sordo. Svolgendosi in parallelo all'Edinburgh Fringe, il festival offre un programma straordinario di oltre 80 spettacoli ed eventi locali e internazionali, fornendo una piattaforma agli artisti sordi troppo spesso trascurati dalla programmazione mainstream.
Nadia Nadarajah, la direttrice del festival, ha sottolineato l'importanza di opere come Pray for Me nel rappresentare l'esperienza condivisa delle comunità sorde. Ha elogiato la capacità di Adedeji di illuminare il talento "straordinario, spesso sottovalutato" all'interno della comunità sorda, e ha ribadito la missione del festival di abbattere le barriere e offrire una piattaforma in cui gli artisti sordi possano prosperare alle proprie condizioni.
L'EDF si distingue per il suo impegno verso l'accessibilità. Le produzioni sono progettate per essere pienamente accessibili sia al pubblico sordo che a quello udente, garantendo che il festival non sia un evento di nicchia ma una celebrazione culturale genuinamente inclusiva. Questa filosofia si allinea con un movimento più ampio nel teatro britannico volto a rendere i palcoscenici più rappresentativi e accoglienti.
Perché questo spettacolo è importante per il teatro britannico
I temi esplorati in Pray for Me risuonano ben oltre l'Edinburgh Deaf Festival. In tutto il panorama teatrale del Regno Unito cresce il riconoscimento che le arti della disabilità non sono una sottocategoria, ma una parte vitale della conversazione culturale. Le produzioni che mettono al centro le esperienze dei sordi sfidano il pubblico a riconsiderare le proprie supposizioni sulla comunicazione, sull'espressione e su cosa significhi essere ascoltati.
L'intersezionalità dell'opera, che esplora la sordità insieme a razza, fede e identità culturale, aggiunge ulteriori livelli di significato. Le storie sull'esperienza della diaspora africana nel Regno Unito sono ancora sottorappresentate in scena, e la specifica dinamica della disabilità all'interno di comunità fortemente religiose è un argomento che ha ricevuto pochissima attenzione teatrale fino ad ora.
A 25 anni, Adedeji è un talento emergente con una domanda crescente per il suo lavoro nel cinema, nella danza e nella performance. Ha trovato nelle arti creative un ambiente più accogliente di molti altri settori, notando che ci sono persone nel settore che "vedono la disabilità come una cosa positiva, la superano e apprezzano ciò che sto producendo". La sua duplice carriera come audiologo del NHS e come performer conferisce al suo lavoro una profondità e un'autenticità insolite.
Accessibilità e il futuro della performance inclusiva
Vale la pena sottolineare l'impegno a rendere Pray for Me accessibile al pubblico udente. Troppo spesso si presume che il lavoro degli artisti sordi sia "destinato" esclusivamente al pubblico sordo. L'EDF, e produzioni come questa, si oppongono attivamente a tale presupposto. Incorporando musica dal vivo, teatro fisico e poesia visiva, lo spettacolo crea un'esperienza condivisa che trascende il confine tra udenti e sordi.
Questo approccio riflette tendenze più ampie nel teatro del West End e dell'Off-West End, dove le disposizioni per l'accessibilità, come le rappresentazioni con sottotitoli, gli spettacoli con interpretazione LIS e le rappresentazioni rilassate, stanno diventando sempre più standard. L'Edinburgh Deaf Festival è in prima linea in questo movimento, dimostrando che l'accessibilità non è un accessorio aggiuntivo ma una parte fondamentale dell'eccellenza artistica.
Vale la pena prenotare?
Pray for Me è un'opera in fase di sviluppo, il che significa che il pubblico avrà la rara opportunità di vedere un potente nuovo lavoro teatrale nelle sue fasi formative. Se state andando a Edimburgo questa estate, questo è esattamente il tipo di lavoro audace, personale e politicamente carico che rende il Fringe imprescindibile. Lo spettacolo è accessibile al pubblico udente e offre una prospettiva su sordità, fede e identità che difficilmente incontrerete altrove.
Tenete d'occhio il programma dell'Edinburgh Deaf Festival per le date confermate e i dettagli sulla sede. Per coloro che rimangono più vicino a casa, il profilo crescente del teatro guidato da persone sorde significa che ci sono più opportunità che mai di vivere questo vitale filone della performance in tutto il Regno Unito.
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Susan Novak has a lifelong passion for theatre. With a degree in English, she brings a deep appreciation for storytelling and drama to her writing. She also loves reading and poetry. When not attending shows, Susan enjoys exploring new work and sharing her enthusiasm for the performing arts, aiming to inspire others to experience the magic of theatre.
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