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RECENSIONE: Circo 1903, Royal Festival Hall, Southbank Centre ✭✭✭✭✭
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rayrackham
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Ray Rackham e suo figlio Barnaby recensiscono Circus 1903, tornato in scena in questa stagione delle feste alla Royal Festival Hall, sul Southbank di Londra.
Circus 1903 al Southbank Centre. Foto: Dan Tsantilis Circus 1903
Royal Festival Hall
Southbank Centre, Londra
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Circus 1903 è tornato trionfalmente sul Southbank, in una produzione che – almeno per questo recensore – si spera diventi una tradizione natalizia annuale.
Quando il pubblico entra in sala, viene accolto dall’evocativo disegno scenografico di Todd Edward Ivins che – pur restando saldamente nel perimetro del boccascena – riesce in realtà a eliminare quella sensazione di municipalità di metà Novecento che affligge la Festival Hall. Willy Whipsnade, il direttore di pista interpretato da David Williamson – forse una delle persone più amabili del pianeta – passeggia cordialmente tra le file, chiacchierando con gli spettatori mentre prendono posto e abbattendo la quarta parete prima che la festa abbia inizio.
La Ruota della Morte in Circus 1903. Foto: Dan Tsantilis
La partitura, ben cesellata, di Evan Jolly introduce la dozzina circa di numeri pronti a intrattenere e si intreccia come un arazzo capace di suscitare meraviglia: ci sono chiuse musicali che punteggiano i momenti più emozionanti in scena, dando al pubblico un chiaro segnale su quando sospirare, trattenere il fiato e – soprattutto – applaudire. I numeri sono un incrocio tra luna park, vaudeville e festa di piazza, e si completano con intelligenza. Il giocoliere Francois Borie, con la sua tradizionale manipolazione del bastone venata d’ironia, convive fianco a fianco con Ganbayar Munkhbat e Andryei Batbokd, che al posto degli attrezzi “giocolano” con i corpi. L’equilibrismo di Rokardy Rodriguez ha costretto molti a guardare tra le dita, e il numero di contorsionismo di Senayet Asefa Amare è davvero da ammirare. Ma le vere star dello spettacolo restano sempre i magnifici elefanti-pupazzo: un incontro tra War Horse, l’immaginario di Jim Henson e una manipolazione in stile marionetta. Le scene con gli elefanti sono talmente belle che sembra davvero di assistere alla celebrazione del rapporto tra addestratore e animale. La marionettistica è la ciliegina su una torta che abbraccia pienamente forma e periodo.
Peanuts in Circus 1903. Foto
: Dan Tsantilis
Più di una lacrima è scesa durante un momento quietamente incantevole tra Williamson e un bambino del pubblico, dopo quella che si può descrivere solo come una scatenata scorribanda con un procione-pupazzo; quando il direttore di pista sussurra al piccolo che dovrebbe sempre provare a “essere la migliore versione di te stesso, e riempirai il mondo di magia”. Un messaggio meraviglioso nel periodo più bello dell’anno.
La semplicità del concept di Circus 1903, unita alla minuziosa complessità della sua realizzazione, è sorprendente; e anche se sappiamo di non essere mai troppo lontani dal Southbank (tra i bambini chiamati sul palco con Williamson c’erano due Matilda e un Indigo), ci sentiamo trasportati in un luogo e in un tempo magici che di solito esistono soltanto nei nostri sogni a occhi aperti. Una produzione perfetta in ogni aspetto, che spero torni ad arricchire il Southbank per il Natale 2020!
LA RECENSIONE DI BARNABY 5 stelle
Mi è piaciuto così tanto Circus 1903 che ho chiesto a papà di comprare i biglietti per un altro spettacolo prima di Natale. Era troppo divertente quando il direttore di pista chiamava i bambini dal pubblico per farli partecipare allo show. Queenie e Peanut (gli elefanti) erano fantastici: pensavo fossero elefanti veri. Tutti dovrebbero vedere questo spettacolo!
Queenie e Peanuts in Circus 1903. Foto: Dan Tsantilis
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