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RECENSIONE: Festa dall'Est, il festival Ink in viaggio, Headgate Theatre Colchester ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce Feast From The East, Ink Festival On The Road, in tour all’Headgate Theatre di Colchester.

Feast From the East, Ink Festival on the Road.

Headgate Theatre, Colchester

20 aprile 2019

3 stelle

Prenota ora

Con un bel gioco di parole nel titolo, alcuni dei migliori nuovi corti teatrali dell’Ink Festival sono attualmente in tour. Il festival celebra il testo breve e, con base nel Suffolk, propone lavori di autori che hanno un forte legame fisico o storico con l’East Anglia.

Come in tutte le serate di questo tipo, è un insieme variegato di nove pezzi, e il gusto personale influenzerà quello che vi piacerà di più. Gli autori più noti sono Richard Curtis, che propone Another Suitcase, Another Hall, uno sketch divertente con un’attrice che tenta di cantare un classico di Evita e un regista che finisce per fissarsi un po’ troppo sulla valigia, e Shappi Khorsandi. Il suo breve Nina’s Not OK è un monologo con una giovane donna innamorata e piena d’ansia, con, come ci si aspetta, alcune battute fulminanti. Entrambi risultano però un po’ leggeri rispetto ad altri pezzi in programma.

Nel sostenere i nuovi autori, l’Ink Festival fa decisamente centro e merita di essere celebrato. Se da un lato questo significa che un paio di lavori sono troppo lunghi e gli autori hanno l’ansia di dirci troppo, dall’altro ogni testo ha un grande potenziale e invoglia a scrivere ancora. È particolarmente vero per l’intrigante After Prospero di Martha Loader, una parabola ambientata 400 anni dopo La tempesta di Shakespeare, in cui le sorelle Ariel e Miranda si ritrovano per la veglia funebre del padre, Prospero. Un po’ troppo carico nella scrittura, pullula di idee e originalità ed è un avvertimento attualissimo sul cambiamento climatico, tra molto altro, ed è interpretato molto bene da Amber Muldoon e Tessa Wojtczak, che offrono ottime prove anche in altri pezzi.  I miei preferiti sono stati Wellington di Scarlett Curtis, un testo splendidamente riflessivo sull’amore familiare in cui tre generazioni di donne guardano il Royal Wedding, e il superbo Mixed Up, un monologo divertente e acuto di James McDermott, interpretato magnificamente da Will Howard, uno degli attori più solidi della compagnia.

Howard compare anche in The Sound Guy, di Corin Child, in cui un politico di estrema destra vede un discorso importante mandato a monte dal tecnico del suono (ed è uno dei pochi pezzi che affrontano in modo più diretto temi contemporanei); questo, insieme a Bus Stop di Dan Allum, avrebbe bisogno di un montaggio più sottile, perché in entrambi la battuta finale diventa un po’ troppo prevedibile troppo presto. Invisible Irene di Jackie Carreira affronta con sensibilità il senso di invisibilità che prova Irene, di mezza età, mentre riordina il proprio guardaroba. That’s Great! di Shan Kitchener è un trio gay piuttosto poco convincente, fin troppo evidente per situazione e struttura, ma ben recitato e con alcune battute argute.

Con una messa in scena essenziale, com’è naturale in un tour, forse manca un po’ di teatralità: potrebbero essere tutti facilmente adattati per la radio. Ma l’attenzione è chiaramente rivolta alla scrittura e alla crescita degli autori. Sono alla ricerca di nuovi testi, quindi se volete mettervi alla prova, visitate www.inkfestival.org  per maggiori informazioni e per le restanti date del tour. Vale davvero la pena vederlo!

 

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