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NOTIZIE

RECENSIONE: Grand Guignol, Southwark Playhouse ✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

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Grand Guignol

Southwark Playhouse

3 stelle

Carl Grose è noto per pièce cupe e fuori di testa come Horse Piss for Blood, oltre che per i suoi drammi strani e fantasiosi creati per la compagnia teatrale cornovagliese Kneehigh. Con Grand Guignol si è lasciato ispirare dal famigerato teatro dello spettacolo sanguinoso che, dalla fine del XIX secolo, ha sconvolto il pubblico parigino per oltre 60 anni. Molti dei personaggi realmente esistiti del Théâtre du Grand-Guignol dei primi del Novecento tornano in vita in questa commedia frenetica e schizzata di sangue, arrivata al Southwark Playhouse dal Theatre Royal Plymouth. La storia ruota attorno ad André de Lorde, che tra il 1901 e il 1926 scrisse più di 100 drammi dell’orrore per il Grand-Guignol, e alla sua collaborazione con lo psicologo sperimentale Alfred Binet. La trama, tortuosa e contorta, indaga su cosa possa spingere qualcuno come de Lorde a inventare racconti tanto truculenti, sullo sfondo di un misterioso serial killer che si aggira per le strade di Montmartre.

Accanto a ricostruzioni volutamente camp di pièce in stile Grand-Guignol, l’azione ci porta dietro le quinte con una variopinta troupe di attori, anch’essa liberamente ispirata a figure reali. Emily Raymond e Robert Portal strappano risate nei panni degli esageratissimi mattatori Maxa e Henri, che hanno trovato la loro dimensione interpretando assassini e vittime mutilate, mentre Paul Chequer è delizioso quando inventa nuovi congegni di tortura e morte nei panni del direttore tecnico del teatro, Ratineau. Max Maurey, direttore del Grand-Guignol per quasi 20 anni, viene reinventato con un umorismo asciutto e impassibile da Andy Williams, mentre cerca nuovi modi per guadagnare con melodrammi raccapriccianti.

Nei panni di de Lorde, Jonathan Broadbent è dolorosamente educato e affabile, anche quando con entusiasmo condivide la sua ultima, folle storia dell’orrore. Matthew Pearson interpreta l’intenso ma spaesato dottor Binet, spesso sull’orlo dell’isteria come fanboy affascinato da de Lorde e dalle sue creazioni malate. Il lavoro funziona al meglio come ensemble, con molti interpreti che ricoprono più ruoli, in una produzione dal ritmo serrato diretta da Simon Stokes, direttore artistico del Theatre Royal Plymouth. Il sangue, le budella e le membra mozzate non mancano, ma difficilmente c’è motivo di svenire come accadeva spesso agli spettatori del Grand-Guignol originale. È uno spettacolo divertentemente oscuro, in cui il gusto camp e la comicità ampia ci ricordano che l’orrore è solo un gioco.

Al Southwark Playhouse fino al 22 novembre.

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