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RECENSIONE: Il Diavolo Bianco, Teatro Sam Wanamaker ✭✭✭✭

Pubblicato su

4 febbraio 2017

Di

pauldavies

Gary Cooper, Mercy Ojelade e Joseph Timms in The White Devil

Sam Wanamaker Theatre, Shakespeare’s Globe.

1 febbraio 2017

4 stelle

L’avvincente tragedia giacobea di John Webster è, come dice la regista Annie Ryan nelle note di sala, come un’intera serie TV in due ore. (O, per essere più precisi, due ore e 45). Ha, come sottolinea Emma Rice, più svolte e colpi di scena di una stradina di campagna in Cornovaglia, e questa produzione mi fa pensare che Webster abbia scritto il modello di tutte quelle serie che guardiamo, in cui ogni episodio finisce con un cliffhanger e tutto cresce fino al finale di stagione!

La pièce segue le sorti dell’impoverita famiglia Corombona, le cui vite si intrecciano con quelle dei Duchi di Firenze e di Bracciano, due tra le più importanti casate aristocratiche d’Italia. Due fratelli, Marcello e Flamineo, sono al servizio dei rispettivi duchi. La loro sorella, Vittoria, ha sposato Camillo, un ricco uomo più anziano — ma Flamineo scopre che il suo padrone, il Duca di Bracciano, si è invaghito di lei. Incoraggiato da Vittoria e Flamineo, Bracciano trama per far uccidere sia Camillo sia sua moglie, per spianare la strada alla loro unione. Ma questo è solo l’inizio del bagno di sangue.

Kate Stanley-Brennan e Joseph Timms in The White Devil

Furia, rabbia, vendetta, misoginia (Vittoria viene processata e mandata in una “Casa per donne perdute”): c’è tutto, esattamente come nel nostro feed di notizie di oggi. E l’eccellente produzione di Annie Ryan — serrata, ritmata, tesa — continua a far emergere parallelismi e a sferrare colpi di scena. Joseph Timms è straordinario nei panni di Flamineo: sexy e sicuro di sé, spudorato nella sua malvagità, e capace di sfruttare benissimo la forte intimità dello spazio, coinvolgendo il pubblico in modo brillante. È ben affiancato da Jamael Westman nel ruolo di Marcello, mentre la corruzione del potere prende forma magnificamente grazie alle interpretazioni di Jamie Ballard (Bracciano) e Paul Bazely (il Duca di Firenze). Si aggirano sul palco, predatori attorno alla figura di Vittoria (Kate Stanley-Brennan, particolarmente incisiva nella scena del processo), e per loro le morti che provocano sono solo un gioco di vendetta. Un ensemble di grande livello, che include Fergal McElherron, potente Lodovico e spassosissimo Camillo, Anna Healy nei panni di Cornelia, madre degli assassini, e Gary Cooper, presenza solida come Monticelso, che serpeggia fino a raggiungere la posizione di Papa.

Jamie Ballard in The White Devil

Anche se viene presentata come una tragedia, e il numero di cadaveri è alto, questa è una produzione deliziosa e divertente, e il ritmo tiene il pubblico incollato fin dall’inizio: la commedia nera è resa con grande efficacia. Al Wanamaker l’unica illuminazione è quella delle candele, e a tratti ho avuto la sensazione di aver bisogno di vedere più chiaramente i volti degli attori; inoltre alcuni ruoli minori risultano appena abbozzati. Tuttavia, a centinaia di anni di distanza, mi sono reso conto che Tarantino non ha ancora inventato nulla di più truculento di Webster — e che la scena finale di Reservoir Dogs è stata messa in scena per la prima volta in The White Devil! Una serata assolutamente godibile, sanguinaria e esilarante: questa produzione farà appello al diavoletto che è in voi.

Fino al 16 aprile 2017




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