Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Eroi del West End, Dominion Theatre ✭✭✭✭

Pubblicato su

6 ottobre 2015

Di

danielcolemancooke

Share

La Royal Marines Corps of Drums. Foto: Claire Bilyard West End Heroes

Dominion Theatre

4 ottobre

4 stelle

A tutti piacciono i grandi brani dei musical del West End. A tutti piacciono le bande militari. E a qualcuno piace Christopher Biggins (per fortuna io sono tra questi!). Quindi West End Heroes era destinato a essere il modo perfetto per cantare e marciare via la malinconia della domenica sera.

West End Heroes è uno spettacolo di varietà per una buona causa, che unisce i talenti più in vista del West End ad alcune delle bande militari più prestigiose del Paese. Il programma comprendeva canzoni da musical di ieri e di oggi, magia (grazie a Jamie Raven, secondo classificato a Britain’s Got Talent) e danza. Il tutto era arricchito da filmati toccanti sul lavoro svolto dai beneficiari della serata, Help for Heroes.

La serata è stata presentata da Christopher Biggins, più “camp” ed energico che mai, capace di tenere insieme lo spettacolo con un divertente flusso di battute e doppi sensi. Non aveva paura di rendersi un po’ ridicolo per una buona causa: ha partecipato a una marcia d’ordinanza con il Queen’s Colour Squadron e si è travestito con una serie di costumi tanto bizzarri quanto meravigliosi.

Tra le voci in scena c’era il meglio del West End, con numeri da applausi a scena aperta per tutta la serata. Il momento clou, senza dubbio, è stato John Owen-Jones insieme a Celinde Schoenmaker da The Phantom of the Opera, con l’esecuzione del brano omonimo, seguita da Owen-Jones in Music of the Night. Owen-Jones ha un’estensione vocale straordinaria ed è un Phantom cupo e tormentato, mentre Schoenmaker sfoggia un registro acuto di impronta operistica capace di far venire la pelle d’oca.

Il cast di Elf. Foto: Claire BilyaRD

Notevole anche Bradley Jaden, che ha offerto una travolgente interpretazione di Who I’d Be da Shrek. Rachel John e Jon Robyns hanno regalato due esibizioni intense e piene d’anima dal musical Memphis, ottenendo meritatamente un’ottima risposta dal pubblico. Alcuni cori amatoriali erano un po’ meno rifiniti, ma hanno compensato con grinta ed entusiasmo.

È stato inoltre bellissimo vedere alcuni giovani talenti emergenti avere l’occasione di brillare; Abigail Rose del National Youth Theatre ha proposto una splendida esecuzione di Nightporter dalla recente produzione NYT di Romeo and Juliet, mostrando una sicurezza e una presenza scenica ben oltre la sua età. Allo stesso modo, la diciannovenne Charlotte Jaconelli (un’altra concorrente di BGT) ha colpito con la sua versione di Love Never Dies).

Da segnalare per gli appassionati di musical anche la prima presentazione britannica di Elf the Musical, che aprirà più avanti a ottobre. Lo spettacolo ha suscitato molto clamore (in parte anche per via dei prezzi dei biglietti piuttosto elevati) e, sebbene siano stati proposti solo pochi numeri in anteprima, ciò che ho visto mi ha lasciato un po’ tiepido. Pur cantando molto bene, i due protagonisti (Ben Forster e Kimberley Walsh) avevano a disposizione canzoni sì natalizie, ma non particolarmente memorabili.

Il presentatore Christopher Biggins. Foto: Claire Bilyard

La messa in scena era sorprendentemente curata, considerando che lo spettacolo si basava sul fatto che cast e troupe rinunciassero all’unico giorno di riposo della settimana, con tempi di prova quindi limitati. Le luci erano magnifiche, con un uso brillante di fasci e ombre, soprattutto durante il secondo atto. I Royal Air Force Squadronaires hanno fornito un accompagnamento superbo per tutta la serata, dimostrando perché sono considerati una delle big band più solide al mondo.

Anche la coreografia di Matt Flint era al tempo stesso complessa e trascinante (in particolare Tap Your Troubles Away da Mack & Mabel), sostenuta dalla splendida compagnia dei West End Heroes Dancers. La selezione dei brani in generale funzionava, anche se era un po’ curioso che una raccolta fondi militare si concludesse con Do You Hear People Sing?, un pezzo che incita a un’insurrezione popolare proprio contro l’esercito!

Con intelligenza, West End Heroes ha evitato di trasformare il concerto in una serata commemorativa; è stata invece una celebrazione del talento straordinario presente sia nelle forze armate sia nella scena teatrale del Regno Unito. Il regista Tim Marshall ha detto di voler offrire “una gran bella serata fuori”: e, da questo punto di vista, la produzione ha superato l’esame a pieni (militari) voti.

Barnaby Thompson e i West End Heroes Dancers. Foto: Claire Bilyard

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI