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RECENSIONE: Angela - un'opera teatrale audio di Mark Ravenhill ✭✭✭✭
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pauldavies
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Paul T Davies recensisce l’opera autobiografica di Mark Ravenhill, Angela, presentata nell’ambito di Sound Stage, una nuova piattaforma digitale di teatro audio online.
Mark Ravenhill con la sua cinepresa nel 1971. Foto: Mark Ravenhill Angela Angela. In streaming: 26-28 marzo e 1-2 aprile (tutte le repliche alle 19:00, tranne il 28 marzo alle 16:00) - www.pitlochryfestivaltheatre.com e www.lyceum.org.uk
4 stelle
Angela è il primo spettacolo della stagione inaugurale di Sound Stage, una nuova piattaforma digitale di teatro audio online presentata da Pitlochry Festival Theatre, dal Royal Lyceum Theatre e da Naked Productions, nonché la prima pièce autobiografica di Mark Ravenhill. A 84 anni, affetta da demenza, la madre di Ravenhill, Angela, ripercorre la propria vita, lottando con i ricordi mentre riflette sulle difficoltà di diventare madre, sulla figlia persa in seguito a un aborto spontaneo; e, a fare da cornice, c’è l’amore di una vita di Mark per il balletto e la sfida di impararlo quando era ormai sulla cinquantina. È un testo scritto a cuore aperto, bello e toccante, che ci conduce nella mente confusa di Angela, attraversata da improvvisi lampi di sorprendente lucidità.
Mark Ravenhill da neonato nel 1967 con la madre Angela e il padre Ted. Foto: Mark Ravenhill Angela
Al centro dei suoi ricordi c’è l’amore d’infanzia di Mark per il film di balletto tratto dai racconti di Beatrix Potter, in particolare Jemima Puddleduck: un ricordo che Mark aveva sepolto e che è riaffiorato quando la madre è venuta a mancare e lui ha iniziato a scrivere la pièce. (Era piuttosto esigente nel voler ricreare la danza di Jemima, mai soddisfatto delle sue interpretazioni: “Ne voleva sempre di più!”) Il padre, Ted, gli legge le storie e segue i rituali del bagnetto: l’amore traspare davvero da ogni riga di questo testo. Un cast superlativo crea immagini vivissime mentre si ascolta lo spettacolo: Mark nel suo costume da Jemima e il papà che lo filma; la passione di lei per il teatro amatoriale e per la torta alle noci. Pam Ferris è splendida nei panni dell’Angela anziana, portando l’ascoltatore dentro la sua intimità e la sua confusione: dimentica di avere un figlio e desidera la figlia che ha perduto, eppure il ritratto è quello di una donna forte. Toby Jones è un Ted sensibile e solido, un sostegno costante dall’inizio alla fine.
Diretto con grande finezza da Polly Thomas, Ravenhill struttura la sua storia in modo impeccabile e, benché sia chiaramente autobiografica, molte scene risuoneranno in chi ascolta. Mia madre ha avuto la demenza negli ultimi anni e, anche se la mia esperienza è stata diversa, ci sono stati molti momenti di riconoscimento. È un ritratto senza sconti della brutalità della demenza, ma amore, gentilezza e supporto emergono con forza. Un lavoro bellissimo, da non perdere, da parte di tutta la compagnia.
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