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RECENSIONE: Musik, Assembly Rooms, Edinburgh Fringe ✭✭✭✭
Pubblicato su
9 agosto 2019
Di
markludmon
Mark Ludmon recensisce Frances Barber in Musik di Jonathan Harvey e dei Pet Shop Boys, presentato all’Assembly Rooms di Edimburgo prima di una stagione al Leicester Square Theatre.
Musik Assembly Rooms, Fringe di Edimburgo
Quattro stelle
ULTIM’ORA: Musik torna al Leicester Square Theatre di Londra per una stagione limitata di quattro settimane dal 5 febbraio 2020. Prenota ora!
Sono passati 18 anni da quando Billie Trix è esplosa sul palcoscenico nel musical del West End dei Pet Shop Boys, Closer to Heaven. L’icona rock, artista e attrice d’avanguardia è ora tornata, altrettanto camp e altrettanto favolosa, nel nuovo solo show Musik, con Frances Barber che riprende magnificamente il ruolo da lei creato nel 2001.
Ora settantaquattrenne, Billie brilla ancora, sfidando età e mortalità e continuando ad abbracciare ogni esperienza che la vita le mette davanti. Con Jonathan Harvey di nuovo alla scrittura, ci racconta la sua coloratissima storia: dalla nascita nella Berlino Est comunista nel 1945, alle avventure tra New York, Vienna, Vietnam, Parigi e Londra. Diretto da Josh Seymour, lo spettacolo è arguto, a tratti sciocco e spesso sboccato, con Billie che spara frecciate e battute con stile e verve tra una striscia di coca e un sorso di Jack Daniel’s. Non tutte le gag vanno a segno, ma quelle riuscite sono più che sufficienti. Attingendo ad archivi fotografici e opere d’arte, il racconto è accompagnato da un vivace fondale video firmato Milk. Persino il costume bianco e nero aderente celebra la sua vita da rockstar: design di Lee Newby, con cappello di Stephen Jones Millinery.
Billie snocciola nomi a ogni respiro. Musa di Andy Warhol, Jackson Pollock e Damien Hirst, parla con nonchalance di feste con personaggi come i Beatles, Mick Jagger e Frank Zappa. Nel mezzo, canta alcuni dei suoi successi: un viaggio nella storia del rock e del pop del dopoguerra. Dopo il numero d’apertura, malinconico, Mongrel, sul suo crescere senza amore, arriva una gioiosa e deliziosamente surreale celebrazione della zuppa che “non ti deluderà”, legata al fatto che fu lei a ispirare Warhol per la sua opera più celebre. Run, Girl, Run è presentata come canzone di protesta contro la guerra in Vietnam, ispirata all’iconica fotografia del 1972 di una bambina di nove anni colpita dal napalm: un riferimento che stona un po’ in uno spettacolo pensato soprattutto per far ridere. Siamo su un terreno più congeniale con il pastiche di euro-disco Ich Bin Musik, dove Barber ondeggia sotto una palla stroboscopica.
I fan dello spettacolo originale riconosceranno il grande numero biografico di Billie, Friendly Fire, che ci ricorda quanto sia impossibile ignorarla. I rimandi a Closer to Heaven punteggiano lo spettacolo, ma non è necessario conoscerli o coglierli. Il finale arriva con un nuovo brano che riassume perfettamente ciò che Billie – e Musik – rappresenta: sopravvivenza, sguardo sempre avanti e il vivere “la tua vita in ogni istante”. Un ritorno divertente e pieno di energia per un personaggio che è sempre stato troppo grande per il musical che l’ha fatta nascere.
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