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I miei momenti salienti del teatro nel 2017 - Mark Ludmon

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markludmon

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Abbiamo chiesto al nostro team di recensori di nominare i loro momenti clou teatrali del 2017. Mark Ludmon ha scelto i suoi preferiti.

Celeste Dodwelland Vivian Oparah in An Octaroon An Octoroon, (Orange Tree Theatre) Quest’anno nel Regno Unito è arrivato il lavoro dell’acclamato drammaturgo americano Branden Jacobs-Jenkins. L’Hampstead Theatre ha presentato la sua satira cupa e inquietante Gloria, mentre l’Orange Tree Theatre ci ha regalato la sua pièce teatralmente inventiva An Octoroon. Prendendo come punto di partenza il melodramma del 1858 un tempo popolarissimo di Dion Boucicault, The Octoroon, lo spettacolo esplora con intelligenza l’esperienza nera dal punto di vista della schiavitù ottocentesca. Con un cast solido diretto da Ned Bennett, la produzione traboccava di idee, risate ed energia, rompendo spesso la quarta parete con grande efficacia. Leggi la mia recensione.

Il cast di The Barbershop Chronicles al National Theatre Barber Shop Chronicles, (National Theatre)

La vitalità della nuova pièce di Inua Ellams, Barber Shop Chronicles, ti investe dal momento in cui entri nel foyer del Dorfman Theatre del National, allestito con insegne di barbieri da tutto il mondo. Sulle pulsanti sonorità africane, il pubblico balla sul palco con il cast ancora prima che lo spettacolo inizi, e questa esperienza coinvolgente e intima prosegue per tutta la durata. Ricrea l’universo unico dei barber shop, da Peckham a Londra fino a Johannesburg, Harare, Kampala, Lagos e Accra. Oltre a indagare cosa renda questi luoghi così speciali, esplora l’identità africana, la mascolinità e i rapporti tra padri e figli. Non sorprende che alcuni siano tornati più volte a vederlo, soprattutto quando il National lo ha riproposto questo inverno.

Il cast di The Ferryman The Ferryman, (Royal Court and Gielgud Theatre) È difficile non citare la nuova pièce di Jez Butterworth, The Ferryman, in qualsiasi riepilogo dei momenti clou del 2017. C’è tutto: una storia potente dalle proporzioni quasi mitiche, una scrittura brillante, un cast incredibile di tutte le età e conigli vivi e un’oca in scena. Ambientato negli anni ’80 nella contea di Armagh, la tensione cresce lentamente mentre l’idillio rurale della famiglia Carney si rivela costruito su basi fragili, minacciato dal conflitto lungo il confine in Irlanda del Nord. Diretto da Sam Mendes, è avvincente, potente e indimenticabile. Prenota i biglietti per vedere The Ferryman al Gielgud Theatre

Il cast di Follies Follies, (National Theatre)

Imelda Staunton è apparsa quest’anno a Londra in due revival straordinari: prima nei panni di Martha accanto al George di Conleth Hill in Who’s Afraid of Virginia Woolf, poi nella nuova produzione del National di Follies di Stephen Sondheim. In quest’ultima è superba come l’illusoriamente tenera Sally, ma stavolta è soprattutto parte di un ensemble di interpretazioni memorabili, accanto a Philip Quast, Janie Dee e Peter Forbes, nei panni delle due coppie che ricordano la giovinezza mentre affrontano l’invecchiare, insoddisfatte di come sono andate le loro vite. Diretta da Dominic Cooke, conquista con il suo splendore e la sua malinconia per due ore e 10 minuti senza intervallo. Le agrodolci canzoni di Sondheim sono eseguite con intelligenza e bellezza dal numeroso cast, con eccellenti prove di supporto da parte, tra gli altri, di Di Botcher e Tracie Bennett.

Ben Stock e Stella Gonet in Glorious. Foto: Christian Davies Glorious!, (Frinton Summer Theatre) Quest’anno ha segnato la 78ª stagione del leggendario Frinton Summer Theatre – il più antico teatro di repertorio ancora attivo nel Regno Unito – a Frinton-on-Sea, nell’Essex. Nel programma settimanale, che cambiava di continuo tra prosa e musical, c’era anche un revival della commedia di Peter Quilter, Glorious!, con un cast di nomi di spicco accanto ad alcuni degli interpreti di repertorio di quest’anno. Diretto dall’attrice Amanda Root, vedeva Stella Gonet nel ruolo di Florence Foster Jenkins, la soprano dilettante che nella New York degli anni ’40 si ritagliò una carriera di concerti e incisioni nonostante le sue limitate doti canore. Con Simon Shepherd, Matilda Ziegler e Ben Stock nel cast, è stato delizioso: pieno di humour che fa stare bene e di interpretazioni esilaranti, regalando alla minuscola McGrigor Hall di Frinton una produzione degna del West End londinese. Leggi la mia recensione.

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