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RECENSIONE: 27, The Cockpit ✭✭✭✭✭
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Di
julianeaves
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Anthony Selwyn in 27 27
The Cockpit
12 settembre 2016
5 stelle
Poche produzioni del circuito fringe possono vantare, la sera della prima, una fila di ospiti celebri in platea come questa: Eric Idle; Tim Minchin; il Prof. Brian Cox; Tracy Ullman. Eppure erano tutti lì, e con loro altri grandi nomi del teatro, della musica, della televisione e dell’intrattenimento, allineati sulle panche del The Cockpit per assistere all’arrivo di questo straordinario nuovo evento di musical theatre: la prima di ‘27’. All’ingresso del piccolo teatro (appena 170 posti), si srotolava un tappeto rosso davanti a un photo call illuminato dai loghi dello spettacolo e di uno degli sponsor principali, Pineapple Dance Studios (generosi nel mettere a disposizione ampi spazi e tempi di prova). Era chiaro che ciò che stavamo per vedere sarebbe stato qualcosa di speciale.
Ryan Molloy e la compagnia di 27
In effetti, dal primo istante in cui metti piede in sala al The Cockpit – uno spazio di dimensioni contenute in una traversa di Marylebone – resti a bocca aperta: la magnifica scenografia in metallo bianco, sottile e slanciata, firmata dal designer Nick Eve, e il tripudio di luci fanno sembrare il luogo tre volte più grande di quanto sia. Capisci di esserti lasciato alle spalle il mondo del fringe in piccolo formato e di trovarti davanti a quello che, per usare le parole del suo brillante giovane produttore Adam Pritchard, è «uno spettacolo grande che per caso è in uno spazio piccolo».
Cassie Compton in 27
Questo livello di entusiasmo è esattamente ciò che serve per seguire questa rilettura epica della leggenda di Orfeo, scopritore della musica e del canto, trasportata nell’era moderna delle rockstar. La scena viene introdotta dalla narrazione declamatoria delle Parche, con l’eccellente Jodie Jacobs meravigliosamente sostenuta dalle nuove arrivate Maisey Bawden ed Eloise Davies. Fin dalla scena d’apertura, i peli sulla nuca iniziano a rizzarsi e provi – per la prima di molte volte nel corso dello spettacolo – quel brivido che questo pezzo sorprendente riesce a generare.
Sam Cassidy, autore e co-regista, affida il suo eroe di divina ispirazione – reso con credenziali da livello professionale da Greg Oliver – al ruolo dell’elemento più scaltro dal punto di vista commerciale di un trio che comprende anche Max (Jack Donnelly) e Jason (Ryan Gibb): gli Argonauti. Un po’ come nell’‘Orphée’ di Cocteau, qui i personaggi soprannaturali si presentano sotto le spoglie di persone comuni, tradendo solo a tratti i loro poteri extra-umani. Tentato da Ms. M (la perfetta Lucy Martin), Orfeo stringe un patto con l’amministratore delegato della Hades Records (Ryan Molloy, spaventosamente seducente) in una svolta di trama che richiama il mito di Faust, soprattutto per le numerose distrazioni con cui viene poi adescato e alle quali cede fin troppo facilmente. Sconvolta, la fidanzata ideale di Orfeo, Amy (Cassie Compton, con una voce splendida e vellutata), viene ‘morsa’ dal ‘serpente’ dell’abuso di sostanze e muore. Fine del primo tempo.
Ryan Molloy, Greg Oliver, Jack Donnelley, Ryan Gibb in 27.
Dopo l’intervallo, e un magnifico lamento in assolo che è forse l’apice musicale dello spettacolo (me lo sento ancora risuonare nelle orecchie due giorni dopo!... ‘I’m alive, and I don’t know why’), anche Orfeo va in overdose, proiettandosi nel regno delle ombre, e seguiamo la sua discesa negli inferi alla ricerca dell’amata. Ne conseguono alcuni colpi di scena originali, mentre le trame orfica e faustiana si intrecciano sempre più strettamente, fino a quando il protagonista, raggiunto un livello di consapevolezza di sé quasi buddhista (posso dire… ‘Nirvana’?), viene liberato dalla sua sofferenza. E questo è quanto.
Questa storia semplice è attraversata da numeri musicali magnifici, che mostrano grande varietà e virtuosismo da parte di Cassidy e del suo co-autore Matt Wills. Cassidy co-dirige anche con la signora Phillips, mentre le coreografie sono di Ryan-Lee Seager e della signora Martin. Mark Benheim firma le orchestrazioni: una serie di tracce pre-registrate mixate ‘dal vivo’ con le voci in scena, molto nello stile di una sessione in studio di registrazione, e include l’unico elemento davvero ‘live’: fantastici assoli di chitarra eseguiti da una pedana alta sopra il pubblico. La direzione musicale è di Matt Nalton, con un suono splendidamente limpido e ben bilanciato a cura di Harry Barker. La compagnia sfoggia i semplicemente favolosi costumi di Lucy Alexander.
Jodie Jacobs in 27
Sette anni fa, l’autore-compositore-paroliere Sam Cassidy ha iniziato questo percorso, con gli altri creativi e membri del team che si sono uniti gradualmente lungo la strada. L’arrivo del produttore Adam Pritchard ha fatto davvero la differenza nell’innalzare l’ambizione del progetto: ha permesso di presentare un workshop riservato agli addetti ai lavori un anno fa all’Union Theatre, poi una vetrina di estratti al The Cockpit come parte della residenza ‘Made In London’ di Tori Allen-Martin in primavera, e ora di offrire questa splendida tenitura di sei settimane. È stato raccolto un investimento molto consistente, speso con intelligenza per sviluppare lo spettacolo fino a questo punto: adesso la caccia è aperta per capire quale sarà la prossima direzione e con quali mezzi finanziare l’ulteriore sviluppo. Avere Arlene Phillips nel team (dal 2013) è un aiuto enorme per tutto il processo. Un anno fa, ero seduto in una sala al Laban Dance Centre, a Greenwich, con Arlene, Anthony van Laast e Alistair Darling in giuria, insieme a un gruppo di professionisti del settore a discutere della necessità di un’azione urgente per far nascere un musical theatre davvero nuovo, entusiasmante e rinfrescante.
Questa produzione attuale sembra una lezione pratica su come fondere il meglio dei leader esperti del settore con nuovi talenti dinamici. E qui il team di scrittura-regia-coreografia sta centrando un enorme successo con il progetto d’esordio: senza dubbio sfrutteranno la tenitura al The Cockpit per apportare ulteriori affinamenti al testo. Per un primo lavoro, dimostra una maturità e una perizia abbaglianti. Ho già prenotato di tornarci per una seconda visione di questa produzione folgorante più avanti questa settimana. Prendete i biglietti adesso!
Foto: Nick Ross
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