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RECENSIONE: Momma Golda, King's Head Theatre ✭✭✭

Pubblicato su

6 novembre 2018

Di

jenniferchristie

Jennifer Christie recensisce Momma Golda con Thelma Ruby al King’s Head Theatre.

Momma Golda

King’s Head Theatre

4 novembre 2018

3 stelle

Prenota ora Momma Golda è una celebrazione di due donne. La prima, naturalmente, è la donna al centro della storia: Golda Meir. Nata Golda Mabovitch (3 maggio 1898 – 8 dicembre 1978), è stata un’insegnante israeliana, una kibbutznik, una statistA, una politica e la quarta primo ministro d’Israele. La vita di Golda Meir merita di essere studiata per la sua determinazione e dedizione, qualunque siano le vostre idee politiche. L’altra figura di spicco è la protagonista, Thelma Ruby. Anche la signora Ruby vanta una carriera lunga e illustre, tutta da ripercorrere. E lei stessa vi dirà volentieri la sua età: ha 93 anni, ma il numero conta poco se si considera la portata del ruolo che affronta in Momma Golda. È enorme e, a qualsiasi età, metterebbe alla prova energia e memoria. Momma Golda è stato adattato da Ruby e dal suo compianto marito Peter Frye a partire da un testo originale di William Gibson. Il Golda di Gibson prevedeva un grande cast, con oltre 40 personaggi, ma Momma Golda è stato ridotto a soli 2 interpreti: Ruby interpreta Golda dall’età di 5 anni, mentre Sean Baker veste i panni di una moltitudine di diplomatici e politici, oltre al padre di Golda, Moishe Mabovitch, e al marito Mossir Myerson. Momma Golda ha la forma di un racconto che alterna narrazione e brevi scene recitate. La linea temporale è frammentata e salta avanti e indietro con disinvoltura. È complessa e, a tratti, un po’ sconnessa.

Nei panni di Golda, Ruby cambia raramente costume e ancora più raramente lascia il palco. Vederla trasformarsi dalla Golda provata e malata che gestisce la crisi della guerra del Kippur del 1973 è una vera masterclass di caratterizzazione. Il passaggio avviene senza altro che uno spostamento interno di energia che trasforma la statista settantacinquenne in una bambina di 5 anni e in una giovane donna innamorata.

Sean Baker, invece, dovendo essere praticamente tutti gli altri personaggi dello spettacolo, deve sentirsi un attore “a caleidoscopio”, costretto a cambiare identità talvolta mentre attraversa la scena da un lato all’altro. Baker, come Ruby, è un interprete con una quantità di esperienza e con capacità e solidità evidenti. Tuttavia, in questa occasione, è parso che ci fosse un cambio di troppo.

Momma Golda offre un racconto lineare dei fatti che circondano la vita di Golda Meir e, in particolare, i primi giorni della guerra del Kippur, ma chi cerca una definizione più nitida della donna e della sua politica non la troverà qui. C’è poco tempo perché simili profondità vengano esplorate.

Sul versante creativo, la messa in scena essenziale della regista Sarah Berger è risultata efficace ed è stata valorizzata in modo significativo dal disegno luci di Clancy Flynn. L’uso di poche luci è stato determinante per segnare i cambi di tempo e luogo. C’è stato anche un utilizzo intelligente della colonna sonora lungo tutto lo spettacolo.

Fino al 12 novembre

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