Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Footloose, New Wimbledon Theatre ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

douglasmayo

Condividi

Luke Baker (Ren) e il cast di Footloose. Foto: Matt Martin Footloose

New Wimbledon Theatre

3 maggio 2016

4 stelle

Prenota ora

Forse il primo grande film della generazione MTV, Footloose ha trasformato Kevin Bacon in una star internazionale e la sua colonna sonora piena di hit è diventata un classico. Oggi sembra incredibile che nessuno abbia pensato di portarlo a teatro come musical. Nessuno, cioè, finché Carole Schwartz (moglie del compositore di Wicked Stephen Schwartz) non suggerì che avesse perfettamente senso e che potesse essere popolare anche nelle scuole.

Lo sceneggiatore del film Dean Pitchford, insieme a Tom Snow e Walter Bobbie, si è messo all’opera per portare Footloose sul palcoscenico. Il risultato è un quasi-jukebox musical, innestato su elementi più tradizionali del musical, che funziona perché gran parte della musica originale ha un forte valore drammaturgico.

Ispirata a una storia vera, l’idea venne a Pitchford leggendo il New York Times: un paesino del Midwest americano che aveva vietato il ballo. Ren e sua madre sono costretti a trasferirsi a Bomont per vivere con lo zio. Arrivano e trovano una città in cui il ballo è stato proibito dopo un incidente d’auto che ha ucciso quattro adolescenti. È il classico scontro tra giovani e autorità, raccontato molte volte, e nel caso di Footloose era abbastanza solido da sostenere anche un recente remake del film.

Il cast di Footloose. Foto: Matt Martin

Dove questa produzione di Footloose diventa interessante è nel fatto che si tratta dell’ultima tournée ad aver adottato il modello “actor-musician”: quasi tutti gli interpreti in scena suonano dal vivo ogni nota della partitura mentre recitano. Non sempre funziona: i ragazzi con le chitarre, fino a un certo punto, te la cavano; ma viene davvero da solidarizzare con le ragazze che si ritrovano a suonare tromba, flauto e sax tenore.

Detto questo, parliamo di un cast di artisti straordinariamente talentuosi che riesce a farlo funzionare. Guardare alcuni di loro passare da uno strumento all’altro può essere divertente quanto la storia stessa.

Al centro di questa produzione di Footloose c’è Luke Baker nei panni di Ren McCormack. Baker canta e balla con un’energia travolgente e porta una vera forza emotiva nella scena cruciale con il Reverendo Shaw. Riempie Ren di frustrazione, energia e passione: è il motore di Footloose. Proprio non riesce a stare fermo.

Maureen Nolan (Vi Moore) in Footloose. Foto: Matt Martin

L’ex cantante di boyband Lee Brennan debutta nel musical theatre nel ruolo di Willard. Rendendo Willard un po’ più “campagnolo” rispetto ad altre versioni dello spettacolo, Brennan gli dona una fisicità e una simpatia che conquistano subito il pubblico.

Nel profondo, Footloose è un dramma intergenerazionale che funziona perché non si limita all’energia giovanile, ma guarda con empatia anche agli adulti. A differenza di Grease, qui non vengono messi da parte come stereotipi: sono personaggi completi, con un punto di vista e una complessità che stanno al centro del conflitto. Nigel Lister e Maureen Nolan interpretano il Reverendo Shaw Moore e sua moglie Vi Moore. La loro relazione è segnata dalla morte del figlio e dalle conseguenze di quell’evento nel rapporto con la figlia Ariel (Hannah Moore). Nolan è splendida nei panni di Vi: non è un ruolo “d’effetto”, ma richiede una grande verità emotiva, e lei la offre in abbondanza. Learning To Be Silent e Can You Find It In Your Heart sono momenti davvero da ricordare.

Far cantare Shaw Moore dev’essere una delle sfide più difficili in qualsiasi produzione di Footloose. È un uomo diviso tra l’amore per Dio e l’amore per moglie e figlia. Crede sinceramente di fare la cosa giusta, ma nel percorso si smarrisce. Lister dà il meglio di sé nel secondo atto di Footloose, e la scena chiave con Ren (Baker) nell’Atto II aveva una vera intensità emotiva.

Si coglie davvero quanto i numeri pop del film originale siano drammaticamente efficaci quando si arriva a un brano come Somebody’s Eyes, eseguito alla perfezione da Natasha Brown, Miracle Chance e Joanna Sawyer.

Matthew Tomlinson (Chuck) e il cast di Footloose. Foto: Matt Martin

È impossibile parlare di ogni singola performance in Footloose, ma una menzione speciale la meritano Scott Haining e Matthew Tomlinson. Haining sembra padroneggiare qualunque strumento tocchi, e balla con un’energia travolgente. Tenete d’occhio alcuni momenti meravigliosi con Haining al violoncello nell’Atto II. Tomlinson interpreta Chuck Cranston, il “bad boy” di Bomont. È una prova compiuta, ma ho trovato impossibile distogliere lo sguardo mentre Tomlinson attraversava la produzione con naturalezza, passando a tastiere e chitarra quando richiesto.

Questa produzione di Footloose è stata guidata soprattutto dall’economia delle tournée dei grandi musical. La regista Racky Plews, per la maggior parte, riesce nel suo approccio “actor-musician” a Footloose. Ci mette un po’ a ingranare nel primo atto, ma presto trova la propria strada. Le scene di Sara Perks e le luci di Humphrey McDermott servono perfettamente i molteplici ambienti di Footloose e creano spazi “nascosti” in cui gli attori possono restare in scena a suonare, pur non essendo coinvolti nell’azione immediata.

Hannah Price (Ariel) e Luke Baker (Ren) in Footloose. Foto: Matt Martin

Footloose è sempre stato uno spettacolo che vive di danza e, nel passaggio dal cinema al palcoscenico, resta la forza trainante dello show. A Bomont ballare è vietato e, di conseguenza, i movimenti che vediamo all’inizio dai ragazzi della città sono frenetici e “proibiti”. Il coreografo Matthew Cole ha dato a Footloose quell’energia e ha fatto danzare lo spettacolo con passione. Considerati i vincoli imposti da alcuni strumenti, non è affatto cosa da poco.

Footloose ha un beat trascinante a cui è impossibile resistere, e il merito è di David Keech, appollaiato in alto sul palco, che tiene insieme musicalmente la serata mentre suona anche la batteria. Mettere insieme uno spettacolo di actor-musician non dev’essere semplice, ma insieme al Supervisore Musicale Mark Crossland, l’integrità musicale di Footloose viene mantenuta.

Ieri sera Footloose ha fatto alzare in piedi tutti i 1600 spettatori del New Wimbledon Theatre, che hanno ballato alla fine con pura gioia! Vicino a me c’erano genitori che, da adolescenti, avevano visto il film e stavano presentando Footloose ai loro figli. Direi che questo dice tutto.

PRENOTA ORA FOOTLOOSE IN TOUR

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI