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RECENSIONE: No Milk For The Foxes, Teatro Popolare di Camden ✭✭✭
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editoriale
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No Milk for the Foxes
Camden Peoples’ Theatre
22 aprile 2015
Recensione di James Garden
3 stelle
È quel periodo dell’anno in cui il teatro politico entra nel vivo e grida a gran voce dai tetti che i Conservatori devono andarsene. O almeno, questo è ciò che sembra dire la preponderanza del teatro politico. (Se qualcuno scrivesse uno spettacolo esplicitamente pro-Tory che non si basasse sul carisma per conquistare il pubblico, potrebbe essere rivoluzionario, anche se totalmente fuori strada.)
Ma forse è proprio per questo che No Milk for the Foxes, pur estremamente inventivo e curato nella messa in scena, dà l’impressione di muoversi su un terreno già battuto. Conrad Murray e Paul Cree, ideatori e interpreti del lavoro, hanno certamente costruito un mondo interessante: due guardie di sicurezza che discutono dello stato del loro mondo. Il risultato sta a metà tra un “Aspettando Godot in versione chav” e il celebre discorso sullo stato della nazione pronunciato dai giardinieri nel Riccardo II di Shakespeare — una premessa davvero intrigante.
Il beatboxing dal vivo, mescolato all’attualissima produzione vocale in tempo reale con loop a pedale — come si ritrova nel lavoro di artiste come Imogen Heap e della violoncellista Zoe Keating — è particolarmente efficace nel evocare l’umore disperato dei personaggi. I due interpreti costruiscono i loro ruoli con naturalezza e i tempi comici sono impeccabili. Il mix di naturalismo, curato da Rosalind Russell, e le luci espressioniste di Simeon Miller funzionano benissimo nel creare l’universo dello spettacolo.
Tuttavia, purtroppo, sembra mancare qualcosa: quasi come se soffrisse della stessa mancanza di direzione che ha caratterizzato il Labour durante la coalizione. Come molti ricorderanno dalla marcia cittadina del TUC all’inizio delle misure di austerità dei Tory, Miliband e il Labour continuavano a rimbalzarsi l’idea della “March For The Alternative” e noi bravi “lefties” alzavamo il pugno dicendo “Sì, amico!” senza però pretendere alternative davvero specifiche allo status quo.
Come i partiti politici di successo, il miglior teatro politico fa più che chiarire un problema: propone una qualche visione positiva per il futuro. Tutti, più o meno, “sappiamo” che i contratti a zero ore e i (piuttosto inutili) coach del Jobcentre stanno danneggiando le masse del Regno Unito, la gente comune, il cosiddetto “sale della terra”. E se le masse magari non mettono a fuoco la propria condizione in modo così sintetico, il pubblico medio del Camden Peoples’ Theatre di certo sì.
No Milk for the Foxes è un lavoro solido, un pezzo di teatro che predica al coro della borghesia di sinistra; ma alla fine quel coro ha bisogno di qualcosa in più di “Non siamo tutti un po’ nella stessa barca? Parliamo di quanto siamo messi male” perché l’operazione politica risulti davvero significativa.
No Milk For The Foxes è in scena al Camden People's Theatre fino al 9 maggio 2015
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