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NOTIZIE

RECENSIONE: West End Eurovision 2018, Shaftesbury Theatre ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

24 aprile 2018

Di

sophieadnitt

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Sophie Adnitt recensisce West End Eurovision, uno speciale evento a sostegno di TheatreMad, ospitato al londinese Shaftesbury Theatre.

Il cast di The Phantom Of The Opera interpreta Rise Like A Phoenix per West End Eurovision. Foto: Darren Bell West End Eurovision

Shaftesbury Theatre

22 aprile 2018

Cinque stelle

Maggiori informazioni su TheatreMad

Pensavo di essere pronta per West End Eurovision. Perché non avrei dovuto? Amo il teatro e amo l’Eurovision, e tutto il necessario camp che accompagna entrambi. Inoltre, i concorrenti di quest’anno (dopo una pausa di quattro anni) erano stati scelti da un’ottima selezione di spettacoli, e il tutto era per un’ottima causa: il Make A Difference Trust, a sostegno di chi vive con HIV e AIDS.

Ma lasciate che ve lo dica: non ero pronta per West End Eurovision.

In un Shaftesbury Theatre gremito (di solito casa di Motown the Musical), la serata è partita con stile grazie agli ospiti Carl Mullaney ed Emma Lindars, che hanno eseguito un medley di successi Eurovision del passato, con ballerini di supporto, effetti pirotecnici e una generosa dose di glitter. Sono tornati dopo l’intervallo per un omaggio ad ABBA fin troppo breve (con parrucche e costumi, naturalmente).

 

I giudici di West End Eurovision - John Partridge, Arlene Phillips e Tom Allen. Foto: pbgstudios

A condurre la serata è stato Richard Gauntlet, che ha offerto una buona scorta di commenti ammiccanti, battute per intenditori, giochi di parole da far gemere e, in generale, ha tenuto il ritmo senza intoppi. C’erano anche tre giudici incaricati di decretare i vincitori: il comico Tom Allen (che ha suscitato molte risate con i suoi frequenti tentativi di descrivere coreografie che gli piacevano senza conoscerne i termini corretti), la coreografa Arlene Phillips e la star del palcoscenico John Partridge. Anche se i commenti del trio su ogni esibizione non erano particolarmente costruttivi, sono stati accolti con entusiasmo dai performer e sono riusciti a galvanizzare la platea.

 

La sfilata delle bandiere. Foto: Leigh Carter

Il concept era semplice: ogni cast presentava la propria versione di un brano Eurovision del passato, preceduta da un video ident realizzato da loro. In palio c’erano tre premi: miglior ident, miglior creatività (scelta dai giudici) e miglior performance complessiva, votata dal pubblico e da una giuria composta da un rappresentante per ciascuno spettacolo in gara.

Il cast di Hamilton interpreta Cliche Love Song. Foto: Darren Bell Ad aprire è stato il cast di Hamilton, che ha mixato l’entry danese del 2014 Cliche Love Song con una sezione del loro The Schuyler Sisters. Il gruppo, carismatico, ha dato un avvio scoppiettante e ha fissato l’asticella per il resto della serata.

Il cast di Young Frankenstein interpreta Take Me To Heaven. Foto: Darren Bell A seguire è arrivato il cast di Young Frankenstein, con un ident incentrato su come creare il concorrente Eurovision perfetto—finché il mix di perossido, finta abbronzatura e una scarsa padronanza dell’inglese non li ha portati a un personaggio più interessato a “rendere l’America di nuovo grande”. Hanno scelto la Svezia con Take Me To Your Heaven del 1999, puntando su un camp ad alto voltaggio, tanto “formaggio” e, ovviamente, cambi rapidissimi di costume. Il cast di 42nd Street ha puntato su un grande classico con Boom Bang a Bang, però in versione samba, con tanto di apparizione a sorpresa della stessa Lulu.

Il cast di 42nd Street con Lulu interpreta Boom Bang A Bang. Foto: Darren Bell Dreamgirls ha aperto la seconda parte della serata con la propria versione del classico Eurovision Making Your Mind Up, dando al brano più noto una grintosa rinfrescata che ha infiammato la sala.

Il cast di Dreamgirls interpreta Making Your Mind Up. Foto: Darren Bell Kinky Boots ha portato attitude e glamour con una squadra di ballerini drag queen, scatenando urla di “Miss Vanjie!” (chi segue RuPaul’s Drag Race capirà) mentre sfilavano e “cacciavano” sul palco con Warrior, l’entry della Georgia del 2015. Anche Mamma Mia ha scelto un brano meno noto, lo svedese Undo del 2014, ma non ha deluso: coreografie solide, salti, acrobazie e vocali splendide hanno contribuito a una performance di grande livello.

Il cast di Aladdin interpreta Drama Queen. Foto: Darren Bell A chiudere lo show è stato il cast di Aladdin —e l’attesa è stata ripagata. Il loro numero Drama Queen era Eurovision allo stato puro, con ballerini muscolosi a torso nudo, una drag queen tutta loro e, ancora una volta, coreografie straordinarie. Ma le vere stelle della serata, e poi vincitori assoluti, sono stati il cast di The Phantom of the Opera. Dal loro ingegnoso ident ispirato a Gogglebox, per loro è filato tutto a meraviglia. Con una cover del brano vincitore di Conchita Wurst Rise Like a Phoenix, la scelta della canzone era azzeccata e, inaspettatamente, di una sensibilità perfetta per il momento. Ogni membro del cast sfoggiava una barba notevole (tranne un “Cousin It” che rubava la scena), includendo personaggi come Gesù, Silente e persino una Christine barbuta. Al di là delle risate suscitate dal concept, la loro esibizione è stata davvero sensazionale.

The Phantom Of The Opera vince West End Eurovision 2018. Foto: Leigh Carter.

Durante la serata ci è stato ricordato più volte il motivo per cui eravamo lì: raccogliere fondi per il Make a Difference Trust. I secchielli per le donazioni erano facilmente accessibili ma mai invadenti, e la scelta degli speaker ha mantenuto un buon equilibrio tra serio e faceto.

È inoltre davvero ammirevole che così tanti performer del West End abbiano accettato di partecipare nel loro unico giorno libero, riversando energia a palate e tanto razzle-dazzle anche dopo una settimana da otto repliche. Tra glitter e glamour, l’evento aveva un sorprendente calore umano ed era, senza dubbio, divertentissimo.

A completare la serata, esibizioni applauditissime dell’ex concorrente Eurovision Lucie Jones e della speranza di quest’anno SuRie, che hanno lasciato tutti nell’umore benevolo del vero Eurovision. Deliziosamente sopra le righe, la serata è stata un autentico regalo tanto per i fan degli spettacoli quanto per i frequentatori abituali di Theatreland.

Non credo che sarò mai del tutto pronta per West End Eurovision, ma potete scommetterci: l’anno prossimo ci sarò di nuovo.

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Reportage di notizie su West End Eurovision

Il cast del musical più longevo del West End, The Phantom of the Opera, è stato acclamato come la star di West End Eurovision 2018, conquistando una straordinaria doppia vittoria.

Interpretando il brano vincitore del 2014 di Conchita Wurst, ‘Rise Like a Phoenix’, e totalizzando l’eccellente punteggio di 106—ben 36 in più dei rivali più vicini, Dreamgirls.

La performance di The Phantom of the Opera è stata votata vincitrice assoluta e ha ricevuto anche il premio della giuria—Best Creative—dal  panel composto dalla coreografa, regista e leggenda dello showbiz Arlene Phillips, John Partridge e la star della stand-up Tom Allen.

Con un cast di personaggi barbuti tra cui Conchita, Alphaba, la Principessa Jasmine e The Bearded Lady da The Greatest Showman, oltre a una favolosa trasformazione d’abito con quick change, il cast di The Phantom of the Opera ha travolto l’evento ottenendo più voti massimi di qualsiasi altra

produzione.

Il terzo trofeo della serata, Best Ident, assegnato tramite voto del pubblico via SMS, è stato vinto da Hamilton.

La classifica finale è stata:

1. The Phantom of the Opera - 106 voti

2. Dreamgirls - 70 voti

3. Aladdin - 60 voti

4. Young Frankenstein - 50 voti

5. 42nd Streeet - 42 voti

6. Kinky Boots - 38 voti

7. Mamma Mia - 32 voti

8. Hamilton -  24 voti

La serata ha incluso anche due esibizioni epiche della rappresentante UK di quest’anno, SuRie, con l’intensa e incoraggiante Storm, il brano che porta le speranze del Regno Unito al 63° Eurovision Song Contest a Lisbona, in Portogallo, sabato 12 maggio, e della protagonista del musical theatre Lucie Jones, che ha rappresentato il Regno Unito nel 2017 ottenendo il miglior piazzamento nazionale degli ultimi otto anni—con una versione dance della sua entry Never Give Up On You.

La leggendaria produzione benefica West End Eurovision è andata in scena allo Shaftesbury Theatre per la prima volta dopo quattro anni ed è stata un successo travolgente, tutto esaurito.

Melanie Tranter, presidente del Make A Difference Trust, ha dichiarato: ”Siamo felici di dare nuovamente il benvenuto a West End Eurovision e non vediamo l’ora che diventi uno dei nostri appuntamenti annuali di raccolta fondi. L’evento di ieri sera è stato la dimostrazione della generosità delle straordinarie persone della comunità teatrale, unite per sostenere il Trust. I fondi raccolti ci aiuteranno a continuare il nostro lavoro a sostegno di chi vive con o è colpito da HIV e AIDS. Complimenti a The Phantom of the Opera per una vittoria meritatissima. Non vediamo l’ora di vederli difendere il trofeo il prossimo anno.”

Da quando il primo concorso West End Eurovision è stato organizzato nel 2008, l’evento ha raccolto migliaia di sterline a sostegno del MAD Trust. Il Trust lavora con i propri partner per sostenere progetti su HIV e AIDS sia nel Regno Unito sia nell’Africa subsahariana, aumentando la consapevolezza e offrendo assistenza, supporto e programmi di educazione.

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