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SCELTA DEL CRITICO 2016: Paul T Davies

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Abbiamo chiesto ai nostri recensori di ripensare al 2016 e di segnalare alcune produzioni particolarmente memorabili dell’anno.

Paul T Davies ha risposto così:-

1. Kenny Morgan

Un testo ben costruito, naturalistico e interpretato magnificamente è la mia scelta come miglior nuova opera teatrale del 2016. Kenny Morgan fu l’amante nella vita reale del drammaturgo Terence Rattigan e, dopo essere precipitato nella disperazione in seguito alla rottura con Rattigan, si tolse la vita asfissiandosi con il gas davanti a un camino a gas. Di conseguenza, Rattigan scrisse The Deep Blue Sea, che si apre con la sua eroina, Hester Collier, intenta a tentare di asfissiarsi con il gas. Il testo di Mike Poulton, per molti versi, è la pièce che Rattigan non avrebbe potuto scrivere. Al centro della produzione c’era la prova intensa e commovente di Paul Keating nei panni di Kenny Morgan: per me, l’attore dell’anno. Ma tutto l’ensemble è stato straordinario, la scenografia perfetta e la drammaturgia brillava di una dignità trattenuta e tragica. Continuo a sperare che arrivi nel West End.

2. A Midsummer Night's Dream (Shakespeares Globe)

Emma Rice, una delle migliori registe britanniche, ha portato tutta la vivacità e l’invenzione della sua esperienza con Kneehigh, facendo sembrare questo classico shakespeariano un testo nuovissimo. Con un casting “colour-blind”, “gender-blind” e aperto a orientamento e età, la produzione è stata una gioia dall’inizio alla fine. I “meccanici” erano lo staff di sala del Globe (con Bottom responsabile di Salute e Sicurezza), Puck era armato di pistole ad acqua, Helena diventava Helenus e la coppia gay gettava una luce nuova sugli amanti spesso tediosi. Dirompente e capace di far tremare le fondamenta, mi sono commosso quando il pubblico di scolaresche ha applaudito il bacio tra persone dello stesso sesso. Eppure il Consiglio direttivo, a quanto pare, non aveva mai visto una produzione di Emma Rice prima d’ora, e l’hanno messa alla porta. Nel 2017, nella sua seconda e ultima stagione, cercate di vedere tutto ciò che firma al Globe e lasciate che l’aumento degli incassi parli da sé. Sarà davvero difficile raccoglierne l’eredità.

Foto: Mark Douet 3. Iphigenia in Splott (National Theatre)

Nato allo Sherman Theatre di Cardiff e approdato al National durante la tournée, è stato un tour de force in solo di Sophie Melville: la miglior interpretazione femminile dell’anno. Effie è il tipo di ragazza per cui cambieresti marciapiede pur di evitarla: dura, ubriaca, chiassosa, aggressiva, disoccupata. La sua vita cambia quando incontra in un club un soldato ferito. Fin qui, nulla di speciale. Eppure la tragedia che segue diventa un grido di rabbia contro i tagli al NHS e l’austerità, e il drammaturgo Gary Owen, nei momenti finali, trasforma questa donna in una rivoluzionaria. Teatro perfetto: intelligente, commovente e profondamente attuale. Quest’estate, Owen e lo Sherman coprodurranno Killology al Royal Court. Ho la sensazione che sarà uno spettacolo da non perdere.

Jacqui Dubois, Denise Gough e Sally George in People, Places and Things. Foto: Johan Persson 4- People, Places and Things. (West End)

Dato che non riesco a separarli, questo è un ex aequo al terzo posto o un’aggiunta extra! Arrivato tardi alla festa, ho visto il capolavoro di Duncan McMillan durante la sua stagione nel West End. La storia di un’attrice dipendente e del suo percorso di recupero: testo e regia giocavano continuamente con realtà e teatro, e contenevano QUELLA prova di Denise Gough. Non lasciava mai il palcoscenico, ipnotica, e nessun’altra avrebbe potuto vincere quell’Olivier Award.  L’ensemble era alla sua altezza ed è stata una serata a teatro indimenticabile.

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