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RECENSIONE: Middle, National Theatre ✭✭✭✭✭
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pauldavies
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Paul T Davies recensisce Middle di David Eldridge, attualmente in scena al National Theatre di Londra.
Claire Rushbrook (Maggie) e Daniel Ryan (Gary). Foto: Johan Persson Middle.
National Theatre.
4 maggio 2022
5 stelle
Tutti sappiamo riconoscere l’Inizio, il modo in cui una relazione è partita: fa parte della nostra storia e dei ricordi condivisi. A volte si può persino intravedere la Fine. Ma come fai a capire di essere nel Mezzo? È sicuramente il momento più difficile da misurare. Incontriamo Gary e Maggie, di mezza età, nel cuore della notte. Lei sta preparando una bevanda calda; lui è sceso per vedere se va tutto bene. La loro figlia, Annabelle, dorme al piano di sopra, eppure la sua presenza aleggia sul matrimonio. Maggie dice a Gary che non lo ama più. La nuova, eccellente pièce di David Eldridge centra in pieno la solitudine del matrimonio a distanza ravvicinata.
Daniel Ryan (Gary) e Claire Rushbrook (Maggie). Foto: Johan Persson
La recitazione è sublime. Nei panni di Gary, Daniel Ryan è con naturalezza il classico “tipo dell’Essex” che ce l’ha fatta: un ragazzo di città che lavora sodo per mantenere la sua grande casa e volere il meglio per la figlia. Spazza via la rivelazione devastante di Maggie, non volendo affrontarla, convinto che abbiano appena passato un delizioso weekend di San Valentino, e rimpiangendo di non aver messo in valigia il vibratore che aveva comprato per ridare un po’ di scintilla al loro matrimonio. I suoi tempi sono impeccabili, così come quelli di Claire Rosebrook nei panni di Maggie, che insiste sul fatto che devono parlare, rivelando che potrebbe essere innamorata di un altro uomo, e raccontando con straziante sincerità aborti e percorsi di fecondazione assistita fino all’arrivo della loro figlia “miracolosa”. L’aspetto più toccante è che lei trova difficile il rapporto con la figlia: per lei non è stato un finale da favola, e crescerla in casa mentre Gary lavorava è stato solitario. Il testo ti stringe la gola, poi la scioglie con una risata quando, per esempio, Gary balla sulla loro canzone e loro ricordano momenti più felici. Quando lui ammette di non voler più fare il banchiere della City, di sentirsi ormai troppo vecchio, la sincerità diventa ancora più cruda.
Daniel Ryan (Gary) e Claire Rushbrook (Maggie). Foto: Johan Persson
È una sinergia perfetta tra regia (Polly Findlay che rende pienamente giustizia al testo), interpreti e autore, mentre attraversano un matrimonio che si sta sfaldando: a volte distanti il più possibile, sui diversi lati del perfetto interno urbano di Fly Davis, altre volte abbastanza vicini da poter forse ricucire il rapporto — e tu fai il tifo per loro per tutta la durata dello spettacolo. Il tutto è recitato con un contegno molto inglese: anche quando Gary spacca piatti e bicchieri, sta comunque attento a non indirizzarne nessuno verso Maggie. Divertente, credibile e in cui ci si riconosce, è una splendida serata al National: un ritratto intimo e realistico dell’amore moderno e delle nostre aspirazioni. Quando spunta il sole e la routine quotidiana ricomincia, vogliamo sapere se questa sia davvero la Fine. Straordinario.
In scena al National Theatre fino al 18 giugno 2022 Iscriviti alla nostra mailing list
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