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Scelte della critica: Spettacoli di Broadway, la Top 10 - Aprile 2015
Pubblicato su
14 aprile 2015
Di
stephencollins
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Quale spettacolo dovrebbero vedere per primo gli spettatori del Regno Unito se visitano la Great White Way?
Abbiamo compilato questa lista per risparmiarvi la fatica di capirlo! È solo il nostro punto di vista – e ognuno ne ha uno – basato sulle opinioni dei nostri recensori. Aggiorneremo la lista quando possibile.
In questa lista sono inclusi solo spettacoli di prosa e musical in scena da meno di due anni. (La lista presume che gli spettacoli trasferiti dal West End siano già stati visti nel West End: Skylight, The Audience, The Curious Incident of the Dog In The Night-Time e Wolf Hall.)
Quindi andate a vederli!
1. The Visit
Per 90 minuti di narrazione estatica, venite trasportati in un luogo in cui amore, morte e conseguenze danzano insieme e dove una vittoria del vero amore potrebbe non essere affatto ciò che pensavate all’inizio. Chita Rivera, stella incandescente del palcoscenico di Broadway in splendida forma, è impeccabile. Uno dei migliori musical di Kander & Ebb, The Visit è il miglior e più importante musical attualmente in scena a Broadway.
2. Something Rotten
Qui non c’è nulla di marcio. Anzi, Something Rotten è compatto, succoso, fruttato, coltivato alla perfezione: aspro e dolce; e ogni spicchio, ogni strato che si svela, è pieno di vita. È quasi un orgasmo di piacere; un’ode alla forma del musical, che al tempo stesso ne fa la parodia e la tratta con affettuosa devozione. Broadway farebbe fatica a trovare una compagnia più serrata, più superlativamente accordata di questa.
Steven Boyer e Sarah Stiles in Hand To God. Foto: Joan Marcus 3. Hand To God
Scritto da Robert Askins e diretto da Moritz von Stuelpnagel, Hand To God funziona come una farsa nerissima, d’ossidiana, che ruota attorno agli elementi tipici della farsa – violenza, sesso e religione. L’estremizzazione di questi ingredienti e l’uso che se ne fa qui è ciò che distingue lo spettacolo da una farsa qualsiasi. Askins scrive dialoghi di una crudeltà esilarante e le situazioni assurde che ne scaturiscono sono innegabilmente spassose. Ma la sua dote più grande è lo sguardo: è un lavoro molto serio avvolto nella risata lucida e scintillante della farsa.
Kelli O'Hara, Ken Watanabe in The King and I. Foto: Paul Kolnik 4. The King and I
Insieme allo scenografo Michael Yeargan, alla costumista Catherine Zuber e al coreografo Christopher Gattelli, Bartlett Sher ha completamente reimmaginato e rivitalizzato il musical di Rodgers e Hammerstein sia per lo spazio immenso del palcoscenico della Vivian Beaumont sia per il XXI secolo. È un trionfo sotto ogni aspetto: meraviglioso da vedere, impeccabile da ascoltare e un’esperienza splendida da vivere. Watanabe, con grande merito, fa suo il Re, trasformandolo in una creazione speciale e unica. Nei panni di Anna, Kelli O'Hara è impareggiabile.
5. It Shoulda Been You
È il tipo di commedia musicale che dà lo stesso peso alle sue parti costitutive – musica e comicità. È una delizia gentile, coinvolgente e irresistibile. Un po’ come un matrimonio, richiede un’accurata costruzione e pianificazione; un po’ come una torta nuziale, ha molti strati e ingredienti di prim’ordine per garantire che ci sia qualcosa che piaccia a tutti. Non è stucchevolmente dolce, ma sorprendente e toccante, come dovrebbero essere tutti i bei matrimoni.
On The Twentieth Century. Foto: Joan Marcus 6. On The Twentieth Century
Qualunque siano le vostre idee su Chenoweth, la sua performance in questo musical è uno di quei numeri da star assolutamente irripetibili, folgoranti, incredibilmente straordinari, che vi lasciano senza fiato e storditi dalla potenza, dalla ferocia e dal magnetismo dell’interpretazione – vocale e fisica – desiderosi di vederla ricominciare subito da capo e certi, certissimi, che, per quanto a lungo vivrete, non vedrete mai più nessuno interpretare quel ruolo in quel modo.
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7. Finding Neverland
Finding Neverland è un’esperienza di teatro musicale davvero magica. La partitura è vivace e, davvero, bellissima. Dalle ballate ai brani scatenati “da ragazzi”, fino ai grandi numeri generosi d’ensemble, più un inno eccezionale o due – Barlow e Kennedy centrano davvero il bersaglio. Senza dubbio, però, la star qui è Matthew Morrison, che offre un’interpretazione di energia inesauribile nei panni del tormentato drammaturgo J.M. Barrie. Morrison non è mai stato così bravo.
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Clyde Alves, Tony Yazbeck, Jay Armstrong Johnson e il cast di Broadway di On The Town. Foto: Joan Marcus 8. On The Town
La danza ha uno stile, un linguaggio tutto suo e, certamente per come l’ha coreografata Bergasse, è più eloquente di pagine di dialogo. I passi sono difficili, pulsano di intenzione ed esplodono di energia e stile. Molto “balletto”, sì, ma con quel taglio jazzato tipicamente Broadway che è un piacere guardare, soprattutto quando – come qui – il cast è perfettamente preparato, perfettamente sincronizzato e perfettamente abbagliante.
Foto: Angela Stirling 9. An American In Paris
La visione di Christopher Wheeldon, qui regista e coreografo, è straordinariamente dettagliata e di un fasto e di un’ambizione inesauribili. Senza grandi scenografie pre-costruite, Bob Crowley crea un panorama mai statico di strade parigine, monumenti, salotti e spazi performativi. Tutto contribuisce a una sensazione cinematografica, alle qualità oniriche che spingono la produzione. Il cast è impeccabile e questo è probabilmente l’ensemble dall’aspetto migliore, più naturalmente elegante, di qualsiasi spettacolo oggi in scena a Broadway. Robert Fairchild, al suo debutto a Broadway, è rivelatorio nei panni di Jerry. Leanne Cope è un fiore luminoso di grazia fatata nei panni di Lise, e Max von Essen trionfa come Henri in un’interpretazione di misura intelligentissima, cantata magnificamente e perfetta nell’intonazione.
10. It's Only A Play
La serata è tutta di Nathan Lane, esilarantemente cattivo nei panni di James Wicker, un attore che rifiutò il ruolo da protagonista nella pièce scritta dal suo migliore amico perché pensava fosse un fiasco. Spara perle comiche e frecciate velenose con gusto: un lanciamissili umano di risate.
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