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RECENSIONE: Il Nostro Uomo all'Avana, Frinton Summer Theatre ✭✭✭
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Di
pauldavies
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Paul T Davies recensisce Our Man In Havana, presentato nell’ambito della Frinton Summer Theatre Season.
Our Man in Havana.
Frinton Summer Theatre.
17 luglio 2018
3 stelle
È una calda notte cubana nel classico di Graham Greene, e una calda notte d’estate a Frinton rispecchia perfettamente l’atmosfera dello spettacolo, con ottimi mojito in vendita e una temperatura in sala un filo umida! Ambientato all’Avana negli anni ’50, in piena Guerra Fredda, lo spettacolo segue le vicende di Jim Wormold, un venditore di aspirapolveri Hoover senza successo a cui viene offerta la possibilità di diventare una spia. Con una figlia sempre più esigente da mantenere e debiti che aumentano, accetta l’incarico e alcune sue invenzioni, le sue “fake news”, iniziano a prendere la forma della realtà.
Il cast di quattro interpreti si getta nello spettacolo con totale convinzione. Charles Davies è perfetto nei panni di Wormold, eroe improbabile, con un’inglesità e un fascino alla Hugh Grant; la sua innocenza viene messa a dura prova man mano che la storia si addentra in acque più torbide. È l’unico del cast a interpretare un solo ruolo: gli altri tre si dividono tra più personaggi. John D Collins incarna molto bene la spia britannica Hawthorne, ma risulta leggermente meno efficace in altri ruoli che avrebbero bisogno di essere differenziati con maggiore chiarezza. Affidare a Emily Tucker sia la parte di Milly, la figlia adolescente di Wormold, sia quella di Beatrice, l’interesse amoroso di Wormold, manda segnali un po’ confusi, ma lei si diverte molto in una varietà di ruoli, in particolare come ballerina esotica! La serata, però, è dell’eccellente David Ahmad, che interpreta più personaggi di quanti io sia riuscito a contare, compreso un capo della polizia meravigliosamente sinistro.
Le mie perplessità riguardano soprattutto l’adattamento di Clive Francis. La regia di Patrick Marlowe funziona bene nel far emergere gli aspetti comici del copione, ma non riesce del tutto a nascondere il fatto che, in alcuni punti, siamo più davanti a un valzer pacato che a una salsa cubana infuocata. La prima parte è lunga e appesantita da un’esposizione un po’ macchinosa, e i cambi scena probabilmente prenderanno ritmo nel corso della settimana. (Lo spettacolo è composto da scene molto brevi e da un numero enorme di cambi, che rallentano l’azione.) La seconda parte contiene una sequenza splendida con una fuga da una squallida sala da ballo: il pubblico è coinvolto nello scherzo e lo spettacolo comincia a decollare, adottando uno stile più vicino al recente adattamento di The 39 Steps. Poi però rallenta di nuovo, e una scena culminante che ruota attorno a una partita a dama giocata con bottigliette mignon di whisky è più efficace sullo schermo in primo piano e, a teatro, si perde un po’.
C’è comunque molto da apprezzare, in particolare una bellissima scena in cui i “progetti” di Wormold per armi segrete nemiche, ispirati agli aspirapolveri, vengono presi sul serio; ma l’adattamento sembra incapace di decidere se vuole essere una farsa a tutto campo o un thriller teso. Ma il Frinton Summer Theatre, l’ultimo sistema di repertorio ancora attivo nel Regno Unito, è un’esperienza che vale la pena vivere; e la prossima settimana cambia tutto, per fare posto al bellissimo dramma di Michael Morpurgo, Private Peaceful.
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