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RECENSIONE: Ushers, Arts Theatre ✭✭✭✭
Pubblicato su
15 settembre 2015
Di
danielcolemancooke
Ushers: The Front of House Musical
Arts Theatre
15 settembre
4 stelle
L’idea di uno spettacolo nello spettacolo è antica quanto il teatro stesso. Che si tratti della farsa di The Play That Goes Wrong, della disperazione da showbiz di A Chorus Line o della graziosa quasi-storicità di Shakespeare in Love, è un contesto collaudato per raccontare storie di ogni tipo. Eppure, finora nessuno aveva puntato i riflettori sulle maschere di sala, gli eroi silenziosi di ogni teatro che si rispetti. Fino ad oggi, grazie a Ushers: The Front of House Musical, in scena all’Arts Theatre di Leicester Square.
Lo spettacolo illumina (badum tss) il lavoro di maschere e responsabili di sala di un teatro londinese mentre è in cartellone un musical jukebox di Britney dall’aria, diciamo, piuttosto tremenda. Tra attori in erba, performer in crisi e superfan del teatro, tutti sgobbano sotto il regno del terrore di Robin, il loro capo altocamp e tirannico. Le maschere si innamorano e si lasciano, e devono fare i conti con il fatto che quel lavoro “di passaggio” potrebbe essere più definitivo di quanto immaginassero.
La scrittura di James Rottger sfreccia piena di energia ed è, a tratti, insieme divertente e tenera. Oggettivamente, un gruppo di maschere non dovrebbe essere una premessa così interessante per un musical, ma questo spettacolo riesce più o meno a farla funzionare. Detto ciò, il copione è letteralmente disseminato di (per quanto spassosissime) strizzate d’occhio e battute per addetti ai lavori: una meraviglia con il pubblico della stampa la sera della prima, ma mi sono chiesto quante ne coglierà lo spettatore medio. Inoltre, il finale è così pulito e ordinato che potresti dover lasciare un po’ di incredulità da qualche parte nel foyer entrando.
Le musiche di James Oban e Yinannis Koutsakos sono molto piacevoli, anche se alcune ballad solistiche “a effetto” finiscono per somigliarsi un po’, nonostante siano interpretate benissimo. In compenso ci sono numeri davvero brillanti; in particolare The Parts I Could Play, in cui Stephen canta dei ruoli che sogna di interpretare, e Interval Preparation, dove le maschere si sfogano su alcuni dei clienti più imbarazzanti (compresi quei fastidiosi critici). Sono entrambi brani ad alto ritmo, con testi intelligenti e graziose citazioni teatrali.
Vocalmente, il cast è impeccabile su tutta la linea, senza alcun punto debole. I due interessi amorosi, Stephen (Cameron Sharp) e Lucy (Corrine Priest), colpiscono in modo particolare, offrendo le interpretazioni più simpatiche e naturali. Sharp fa un lavoro splendido in The Parts I Could Play, arricchendo un’ottima prova vocale con una divertente carrellata di imitazioni. Anche Priest è molto solida e adorabile in Dreams and Ice Creams, dove Lucy canta dei suoi sogni nel West End.
La coppia gay litigiosa Gary (Ben Fenner) e Ben (Rory Maguire) condivide alcune scene davvero dolci, anche se i loro brani non sono proprio il massimo dell’ispirazione. Ciononostante, entrambi hanno voci forti e risultano una coppia credibile.
Il capo fuori di testa Robin (Harry Stone) e la stalker Rosie (Alexandra Parkes) sono interpretati entrambi con un’iperattività maniacale che, alla lunga, stanca e a tratti scivola nell’eccesso. Nonostante ciò, Stone ha una voce splendida, con un vibrato profondo e potente che rende il suo numero solista una vera delizia.
È anche molto divertente nei clip video “istruzionali” che compaiono durante lo spettacolo, a conferma che forse il personaggio funziona meglio a piccole dosi. Un altro espediente scenico intelligente è che i ritardatari vengono accompagnati ai posti dalle… maschere, con un effetto comico irresistibile (se sei uno che arriva spesso tardi, qui non vorrai perderti l’inizio!).
Questa inventiva, insieme ad alcune interpretazioni di prim’ordine, rende Ushers una serata davvero godibile. Tuttavia, le continue citazioni e le battute “da teatro” implicano che serva un minimo di bagaglio per coglierlo fino in fondo. Per questo, pur non essendo destinato a piacere al grande pubblico, è facile immaginare Ushers come un futuro cult.
Ushers: The Front Of House Musical resta in scena all’Arts Theatre fino al 18 ottobre 2015
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