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SCELTA DELLA CRITICA: I 10 migliori nuovi spettacoli teatrali dal 1° maggio 2015
Pubblicato su
1 maggio 2015
Di
stephencollins
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Le 10 migliori nuove opere teatrali a Londra
Quale spettacolo dovresti vedere per primo a Londra?
Abbiamo stilato questa lista per risparmiarti la fatica di capirlo da solo! È solo il nostro parere – e ognuno ne ha uno – basato sulle impressioni dei nostri recensori. Aggiorneremo l’elenco regolarmente, così le nuove produzioni finiranno sul tuo radar e, quando cambiano i cast originali, ne terremo conto.
Non includiamo gli spettacoli in scena da più di tre anni: questa è una lista di produzioni nuove o relativamente nuove attualmente a Londra.
Quindi vai a vederle!
1. Oppenheimer
Morton-Smith ha scritto un capolavoro che Angus Jackson ha scelto e diretto in modo da rendergli piena misura, lucentezza e potenza. Qui nessuno offre qualcosa che non sia una prova di prim’ordine. John Heffernan, nel ruolo centrale, con il peso dello spettacolo saldamente sulle spalle, è di livello mondiale. È magico, cangiante, magnifico.
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2. Carmen Disruption
In poco più di 90 minuti, è uno spettacolo teatrale: un arazzo e un affresco tanto etereo e vitale quanto straniante e indecifrabile. Simon Stephens frulla insieme elementi come la distruzione della comunità, l’isolamento degli individui, la globalizzazione e la sterilizzazione della cultura, il potere del denaro e i sogni capitalistici, la disperazione che nasce dal non intervenire, con i personaggi e alcuni passaggi musicali e snodi di trama della Carmen di Bizet, creando un paesaggio distopico contemporaneo in cui praticamente qualsiasi cosa può – e succede – davvero. Le sfumature poetiche attraversano la scrittura in modo tale che tornare a vedere la produzione una seconda volta diventa quasi obbligatorio.
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Rosie Holden e Joel MacCormarck in Each His Own Wilderness. Foto: Richard Hubert Smith 3. Each His Own Wilderness
L’Orange Tree Theatre si è ritagliato una nicchia unica come casa della nuova drammaturgia e di revival scelti con cura da un repertorio a lungo trascurato. Questa produzione è un’ulteriore, prestigiosa medaglia aggiunta a quella reputazione e un altro successo notevole per il regista Paul Miller e il suo team creativo, nella loro prima stagione premiata.
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Ralph Fiennes e Indira Varma in Man and Superman di Shaw 4. Man and Superman
Al centro della scena, a reggere un carico erculeo di dialoghi complessi e densi, c’è un Ralph Fiennes in forma smagliante. Ha un’energia inesauribile e, anche se snocciola il testo a una velocità notevole, dà pieno valore a ogni parola e rende chiaro, senza complicazioni, il senso di ogni passaggio. È fenomenale, come una scarica elettrica confinata sul palcoscenico. La splendida produzione di Simon Godwin fa esplodere il testo di Shaw – una partita di tennis filosofica di idee e ideali ribattuti – in arguzia, innovazione e puro piacere.
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Foto: Johan Persson. 5. The Audience
Una di quelle rare esperienze teatrali che abbracciano e restituiscono tutte le possibilità: una meditazione ricca, perfettamente calibrata e interpretata sulla Monarchia del Regno Unito, sulla carica di Primo Ministro e sullo stato di un Regno Unito in evoluzione… Se tutte le produzioni del West End fossero così, Londra morirebbe di piacere.
6. Golem
Potresti essere perdonato se pensassi a una fiaba: così delicato e divertente, eppure pieno di verità, è Golem. Se Tim Burton facesse un live-action per adulti di una pantomime britannica, potrebbe essere proprio questo.
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Joshua Jenkins e il cast di The Curious Incident Of The Dog In The Night Time. Foto: Brinkoff Mogenberg 7. The Curious Incident of the Dog in the Night Time L’adattamento di Simon Stephens del romanzo bestseller di Mark Haddon, The Curious Incident of the Dog in the Night-Time ha ricevuto sette Olivier Awards nel 2013, tra cui Miglior nuova opera, Miglior regia, Miglior disegno luci e Miglior disegno sonoro. PRENOTA I BIGLIETTI
Phoebe e Jonathan Pryce nella produzione di Jonathan Munby di The Merchant Of Venice. Foto: Manuel Harlan 8. The Merchant Of Venice
Ambientato saldamente nel suo tempo, intorno al 1597, con costumi e accessori che fissano un’epoca esotica, lontana e, soprattutto, passata, Munby evita le grandi domande del testo e traccia una rotta tra le acque della simpatia, dell’interesse personale e del capitalismo. Il risultato è una lettura piacevolmente divertente, coinvolgente e chiara, ma che non raggiunge mai grandi vette di lirismo o di dramma, accettando con serenità l’“ordinario” come battito complessivo. Il momento di massima poesia della serata arriva con il sentito monologo di Jonathan Pryce “Hath not a Jew eyes?”, parole strappate dalla sua stessa anima.
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9. Abyss
Ma alla fine la tensione tra il conteggio quotidiano dello scorrere del tempo e l’evitare una direzione narrativa è troppo difficile da sostenere e, nelle sezioni finali, torniamo con un certo sollievo a una tecnica espositiva più prevedibile. Inoltre, le interpretazioni degli attori si distendono sensibilmente quando l’astratto formalismo staccato, quasi ieratico, lascia il posto a una resa più naturalistica.
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10. Scarlet
L’esame tour de force della violenza di genere firmato Theatre Renegade, Scarlet, è uno dei lavori più serrati del fringe attualmente in cartellone e assolutamente da non perdere.
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