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RECENSIONE: Indebted To Chance, Old Red Lion Theatre ✭✭✭✭✭
Pubblicato su
9 novembre 2018
Di
markreed
Mark Reed recensisce il testo di Charlie Ryall Indebted To Chance, attualmente in scena all’Old Red Lion Theatre di Londra.
Indebted To Chance Old Red Lion Theatre
5 stelle
Indebted to Chance ripercorre la vita di Charlotte Charke, attrice, scrittrice, bottegaia, allevatrice di maiali, burattinaia e (a quanto pare) brigante, nel Settecento. Charke fu tra le prime donne nella storia a vivere parte della propria vita come uomo, sia sul palco sia fuori scena. La sua vicenda era stata in gran parte dimenticata, ma viene riportata in vita con grande cura in questo nuovo spettacolo di Charlie Ryall – che interpreta anche Charlotte Charke. Secondo Ryall, il progetto è in lavorazione da otto anni e la sua passione nel raccontare la storia di Charke è evidente in ogni parola di un copione ricco, scritto con grande maestria.
La regista Jenny Eastop ha preso quel racconto e ne ha ricavato un meraviglioso pezzo di teatro. Lo spettacolo esplode di energia con una vivace compagnia di attori che corre nel backstage cinque minuti prima del debutto in scena de The Recruiting Officer. Si cercano parrucche sparite, si rattoppano oggetti di scena rotti e si scatena il caos generale – fin troppo familiare a chiunque abbia mai messo in piedi uno spettacolo. Charlotte sta per interpretare Captain Plume, un ruolo che desidera da tantissimo tempo. Purtroppo, i suoi sogni si interrompono bruscamente quando viene arrestata e mandata nella prigione per debitori. Da qui torniamo indietro nel tempo e attraversiamo diverse scene della vita di Charlotte – componendo, tassello dopo tassello, il ritratto di una pioniera coraggiosa che cercò di fare le cose a modo suo in un mondo che aveva ben poco rispetto per lei, o per le donne in generale.
Eastop mantiene l’azione in continuo movimento, mentre saltiamo tra i diversi periodi della vita di Charke. Se mai non siamo sicuri di dove ci troviamo, gli attori si ricalibrano subito nei nuovi personaggi e ci fanno sentire al sicuro. Questo ensemble affiatato è in gran forma e le scene corali sono tra le migliori dell’intero spettacolo – che si tratti di dare vita magnificamente a una carrozza trainata da cavalli o di muoversi in sala prove prendendosi bonariamente in giro a vicenda. Il linguaggio suona piacevolmente moderno e, allo stesso tempo, assolutamente d’epoca. È anche molto divertente, e il cast sfrutta ogni sfumatura di questo testo brillante. Anche i cambi scena funzionano come un orologio, accompagnandoci con sicurezza nella vita di Charke – il tutto scandito da splendidi intermezzi musicali composti da Richard Baker.
Pur con tanto humour, questa produzione regala anche momenti di autentica commozione, che ci permettono di intravedere la vita difficile vissuta da Charlotte. Non era semplice essere una donna che seguiva le proprie regole, soprattutto in un’epoca in cui gli uomini consideravano le mogli una proprietà. Suo marito Richard è un irresponsabile che accumula debiti e poi, quando resta senza un soldo, prende i soldi di Charlotte. La scena dell’addio, in cui Richard smonta pezzo per pezzo l’intera esistenza di Charlotte, è straziante. Suo padre, Colley Cibber, è un pomposo attore-manager, ripiegato su se stesso, più preoccupato della propria reputazione che del benessere della figlia. Charlotte ama profondamente entrambi, ma non meritano il suo affetto. Sono le donne di Indebted to Chance i personaggi davvero ammirevoli – la fedelissima Lizzie e la moltitudine di donne che accorrono a riscattare Charlotte quando finisce, per l’ennesima volta, nella prigione per debitori. Questo spettacolo sembra una storia incredibilmente importante da raccontare oggi, anche e soprattutto per le sue risonanze con le questioni sociali contemporanee.
Charlie Ryall offre una prova straordinaria nei panni di Charlotte Charke. Le parole scorrono leggere, e la sua arguzia è naturale. Ci accompagna con grande sensibilità attraverso le varie fasi della vita di Charke: l’attrice piena di spirito determinata a interpretare il protagonista maschile, la donna d’affari risoluta che cerca di farsi strada nel mondo e – in modo particolarmente toccante – la figlia disperata in cerca dell’amore e dell’approvazione del padre. Ryall cattura perfettamente come Charke abbia cambiato il modo in cui le donne venivano viste in teatro, spesso a proprie spese. È forte, schietta e a tratti difficile, ma si fa il tifo per lei fino alla fine.
Notevole anche il lavoro del resto del cast. Benjamin Garrison porta un umorismo tagliente e un cinismo pungente nel ruolo del marito di Charke, Richard. Beth Eyre è splendida nei panni di Lizzie, la compagna leale di Charke che le mostra come non debba vivere nell’ombra di nessuno. Nel complesso si tratta di un cast di grande talento, e tutti lavorano in perfetta sintonia per dare vita ai personaggi che popolano il mondo di Charlotte.
Questo spettacolo è, per molti versi, una lettera d’amore al teatro e al suo potere di trasformarci. Charke fu una visionaria nel riconoscere la forza che il teatro può avere nel cambiare la vita delle persone, e solo per questo merita di essere ricordata. Come dice Charke, se anche una sola persona esce dal teatro sentendo che lo spettacolo ha cambiato il modo in cui vede il mondo, allora gli attori hanno fatto il loro lavoro. E che lavoro importante, per giunta.
Fino al 1 dicembre 2018
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