Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: L'arte del successo, Rose Theatre Kingston ✭✭✭✭

Pubblicato su

9 ottobre 2018

Di

markludmon

Share

Mark Ludmon recensisce la ripresa dell’opera di Nick Dear The Art of Success, nell’ambito del dittico Hogarth’s Progress al Rose Theatre di Kingston

Ben Deery (Frank), Bryan Dick (William Hogarth), Jack Derges (Henry Fielding) in Hogarth's Progress - The Art Of Success. Foto: Manuel Harlan Hogarth's Progress: The Art of Success Rose Theatre, Kingston

Quattro stelle

Prenota ora

Tutta l’energia caotica della Londra del Settecento irrompe in scena nella vivace ripresa della pièce del 1986 di Nick Dear, The Art of Success. Dai bordelli ai Vauxhall Pleasure Gardens, fino alla prigione di Newgate, segue il percorso del grande incisore e pittore inglese William Hogarth, quasi interamente nell’arco di una sola giornata. Con una galleria di personaggi che va dalle prostitute al Primo Ministro, ha l’ampio respiro di una commedia nera degna di alcune delle sue opere morali più celebri, da A Harlot’s Progress a Gin Lane – ciò che il romanziere Henry Fielding definiva “storie comiche”.

Ci sono parrucche, arguzia e costumi georgiani, ma non è affatto un rispettoso pezzo in costume. È osceno, scatologico e pieno di linguaggio anacronistico che sottolinea quanto molte delle preoccupazioni di Will Hogarth risuonino ancora oggi. Come artista, si dibatte nella tensione senza tempo tra il desiderio di creare ciò che vuole e la necessità di guadagnarsi da vivere, così come tra l’ambizione di ottenere l’adorazione dell’alta società e il bisogno di parlare a un pubblico più ampio, compresi i meno istruiti. La sua passione per un’arte inglese o britannica capace di reggere il confronto con quella dell’Europa continentale suona particolarmente attuale, mentre la nostra identità nazionale è sotto i riflettori dell’era Brexit.

Ruby Bentall (Jane Hogarth) e Jasmin Jones (Sarah Sprackling) in Hogarth's Progress - The Art Of Success. Foto: Manuel Harlan

Ispirati dal ritratto reale dell’assassina Sarah Malcolm, i tentativi di Will di disegnare una detenuta famosa e condannata sollevano domande su chi detenga i diritti della propria immagine – il pittore o il soggetto – e su dove risieda il valore di un’opera d’arte quando può essere trasformata in una stampa destinata al grande mercato. Con copie dei lavori di Hogarth appese alle pareti delle case in tutta la Gran Bretagna del XVIII secolo, ci viene ricordato che fu lui a guidare la campagna perché la legislazione sul copyright includesse anche le arti visive.

Proveniente da un ceto medio-basso, il talento di Will lo ha catapultato nel mondo di aristocratici e politici ma, nella pièce di Dear, questa mobilità sociale è tutt’altro che serena. Resta comunque un “bastardo” outsider, la cui opera osa satirizzare e condannare la società che gli dà da vivere. Interpretato in modo brillante da Bryan Dick, Will è un uomo che fa del suo meglio per orientarsi tra capricci e complessità della vita moderna, non da ultimo il misoginismo radicato della sua società e il disprezzo per i poveri.

Jack Derges nei panni di Henry Fielding in The Art Of Success. Foto: Manuel Harlan

Ruby Bentall è davvero esilarante nel ruolo della moglie Jane, che scopre le possibilità di un pensiero indipendente e le gioie del sesso. Accanto a loro c’è un ricco ensemble di personaggi tratteggiati con precisione: dal roboante Primo Ministro Robert Walpole di Mark Umbers, all’aristocratico tronfio Oliver di Ian Hallard, fino alla prigioniera Sarah, fieramente individualista, interpretata con forza da Jasmine Jones, e alla prostituta Louisa in una toccante prova di Emma Cunniffe. Con una lieve cadenza del West Country, Jack Derges è affascinante e divertente nei panni dell’idealista Fielding, che si scontra con lo Stato attraverso le sue opere satiriche – alla sua scrittura viene spesso attribuito il merito di aver innescato 250 anni di censura teatrale.

Il cast di Hogarth's Progress - The Art Of Success. Foto: Manuel Harlan

Il mondo di Will Hogarth prende vita in modo vivido grazie alle proiezioni video di Douglas O’Connell e all’ingegnoso disegno luci di James Whiteside, inseriti nella scenografia essenziale ma ampia ideata da Andrew D Edwards, con le incalzanti musiche originali di Olly Fox. The Art of Success sarà una gioia particolare per chiunque sia interessato alla cultura e alla storia del XVIII secolo (come me), ma, sotto la regia di Anthony Banks, questa “storia comica” sprigiona un fascino esuberante a cui è difficile resistere.

In scena in parallelo con Hogarth's Progress: The Taste of the Town fino al 21 ottobre 2018

PRENOTA ORA PER THE ART OF SUCCESS

PRENOTA ORA PER THE TASTE OF THE TOWN

 

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI