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NOTIZIE

RECENSIONE: Il Mondo Alla Rovescia, Donmar Warehouse ✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce la commedia della Restaurazione The Way Of The World, ora in scena al Donmar Warehouse.

Il cast di The Way Of The World. Foto: Johan Persson The Way of the World.

Il Donmar Warehouse.

6 aprile 2018

3 stelle

Prenota ora Oggigiorno è di moda modernizzare i testi classici, per sottolinearne la rilevanza contemporanea e scoprire nuovi aspetti dell’opera. A volte funziona splendidamente (Julius Caesar al Bridge Theatre), altre volte l’interpretazione finisce per soffocare un po’ il testo (The Plough and the Stars al Lyric Hammersmith). Che piacere, allora, vedere una commedia della Restaurazione con parrucche, scene e costumi splendidi d’epoca, interpretata con uno stile che non ha bisogno di urlare la propria attualità. La commedia di William Congreve, dal intreccio volutamente complicatissimo, ruota in sostanza attorno all’abuso e alla manipolazione di Lady Wishfort e dei suoi sentimenti, in pratica perché gli uomini possano mettere le mani sul suo denaro. In questo mondo l’amore è capitale e il denaro è proprietà, e la frattura tra i generi è evidente a tutti.

Alex Beckett (Waitwell), Haydn Gwynne (Lady Wishfort) e Sarah Hadland (Foible) in The Way Of The World. Foto: Johan Persson La produzione del Donmar Warehouse è uno splendore: le scene di Anna Fleishle e Ilona Karas con il suo team costumi sono, di fatto, le vere star dello spettacolo. La recitazione è ricca quanto i costumi, con alcune prove comiche centrate al millimetro. Geoffrey Streatfeild nei panni di Mirabell, che trama per amore, e il suo contraltare Tom Mison come Fainall, che trama per denaro, sono entrambi eccellenti; anche se, nella prima parte, appesantita da molta esposizione, il loro approccio risulta un filo troppo manierato e formale, rallentando il ritmo. Fisayo Akinade porta un’energia frizzante a Witwould; Justine Mitchell è splendida come Millamant, cinica sull’amore eppure innamorata; e Sarah Hadland mette a frutto tutto il suo talento comico nella sfacciata e intrigante cameriera Foible.  Caroline Martin è davvero notevole come Mrs. Fainall, il personaggio più sincero: un’osservatrice stanca e disincantata del suo tempo.

Geoffrey Streatfield (Mirabell) e Justine Mitchell (Millament) in The Way Of The World. Foto: Johan Persson

Ma la serata è tutta per la formidabile Haydn Gwynne nei panni di Lady Wishfort, donna di “frivolezze da pensionata”, disperata all’idea di risposarsi e ignara del prezzo che la sua fortuna ha messo sulla sua parrucca. Esilarante nella sua autoillusione di bellezza e status, è anche straziante vederla manipolata con tanta crudeltà dagli uomini – e dalla sua presunta migliore amica. Nella seconda parte, Goldsmith offre una serie di duetti che sembrano scambi su scambi in una grande partita di singolare a Wimbledon: arguzia e comicità rimbalzano con maestria da un partner all’altro. Tra questi, Christian Patterson quasi ruba la scena come il campagnolo Sir Wilful Witwould, e c’è una sequenza superba con Alex Beckett che, fingendosi Waitwell, tenta di assicurarsi il denaro di Lady Wishfort: una vera masterclass di tempi comici.

Fisayo Akinade (Witwould), Christian Patterson (Sir Wilfull Witwould) e Simon Manyonda (Petulant) in The Way Of the World. Foto: Johan Persson

Eppure, oltre tre ore sono  tante per guardare ricchi oziosi spettegolare, tramare e manipolare, e la regia di James MacDonald prende vita a tratti; per me decolla davvero solo quando la signora Gwynne entra in scena nel terzo atto. La prima metà, un po’ troppo lunga, beneficerebbe di qualche taglio mirato per portarci più in fretta all’oro comico, e mi ha sorpreso che lo spazio del Donmar non sia stato sfruttato ancora di più per un’interazione con il pubblico. Detto questo, la compagnia è di alto livello e lo spettacolo si assesterà recita dopo recita, offrendo molte scene appaganti, anche se la maggior parte si concentra nella seconda parte.

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