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SCELTA DEL CRITICO: I 10 migliori nuovi spettacoli del West End 30 giugno 2015
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Di
stephencollins
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Quale spettacolo dovresti vedere per primo a Londra?
Abbiamo messo insieme questa lista per risparmiarti la fatica di capirlo! È solo il nostro punto di vista – e ognuno ne ha uno – basato sulle opinioni dei nostri recensori. Aggiorneremo l’elenco regolarmente, così le nuove produzioni finiranno sul tuo radar e, quando cambiano i cast originali, ne terremo conto.
Non includiamo gli spettacoli in scena da più di tre anni: questa è una lista di produzioni nuove o relativamente nuove attualmente in cartellone a Londra.
Quindi vai a vederle!
1. To Kill A Mockingbird
La produzione di Timothy Sheader di To Kill A Mockingbird è assolutamente sbalorditiva, profondamente bella e incredibilmente coinvolgente, ed è ora in scena al Barbican Theatre. Non è “praticamente perfetta in ogni modo” – è assolutamente perfetta in ogni modo. Per grandiosità del racconto e per un lavoro d’ensemble superbo che restituisce con entusiasmo una storia ricchissima di dettagli e di risonanza straordinaria – ma di una semplicità sublime – non c’è nulla che, al momento, possa competere a Londra con questa produzione (a parte Gypsy).
2. The Elephant Man
A prima vista sembra un semplice racconto storico con un paio di interpretazioni da star: materiale ordinario, ma capace di toccare vette scintillanti. Ellis però guarda oltre e, sebbene il cast sia indubbiamente stellare, ne esce una riflessione intelligente, tagliente e, alla fine, devastante su tolleranza, convenzioni, accettazione e amore.
Foto: Richard Davenport 3. Second Soprano
In questa stagione teatrale, in cui la commemorazione e il ricordo dello scoppio della Prima guerra mondiale sono molto in primo piano, molte delle iniziative drammatiche più riuscite sono di piccola scala. Per certi versi questo ottimo duo, scritto da Martha Shrimpton ed Ellie Routledge e interpretato da Shrimpton e Olivia Hirst, è l’immagine speculare di Stony Broke in No Man’s Land, che ho recensito qui di recente. Entrambi sono virtuosi esercizi di mestiere attoriale, che attraversano più generi, costruiscono molteplici ruoli e mescolano umori e registri, musica e parole, creando una miscela ineffabile e personale di umorismo e pathos. Il risultato è che l’atto della commemorazione diventa più complesso e, direi, più toccante di un approccio narrativo o storico diretto e “a tutta forza”.
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Asking Rembrandt. Foto: Chris Gardner 4. Asking Rembrandt
Al piano di sopra dell’Old Red Lion c’è poco spazio di manovra, ma il team creativo, guidato dal regista Jonathan Kemp, ha allestito una scenografia flessibile e curatissima che offre un fondale ricco di texture per lo spettacolo, pieno di cianfrusaglie e detriti artistici pertinenti e di splendidi tessuti – consapevolmente teatrale in un modo del tutto appropriato ai dipinti di questo periodo della vita di Rembrandt. L’atmosfera intima e la recitazione finemente calibrata ti trascinano subito dentro le relazioni e i temi, e il risultato è una serata a teatro davvero lucida e, al tempo stesso, dal cuore caldo. Lo spettacolo è in scena fino a metà luglio ed è appagante sotto ogni aspetto. E forse non penserai mai più ai guanti nello stesso modo….
Foto: Johan Persson. 5. The Audience
The Audience, scritto da Peter Morgan e diretto da Stephen Daldry, è una di quelle rare esperienze teatrali che abbracciano e realizzano tutte le possibilità: una riflessione ricca, perfettamente calibrata e interpretata sulla monarchia del Regno Unito, sul ruolo del Primo Ministro e sullo stato della società britannica in continua evoluzione. Non capita spesso di pensare che si potrebbe continuare ad ascoltare e guardare il lavoro dell’autore per altre dodici ore, ma qui era indiscutibilmente così.
6. The Seagull
L’adattamento di Betts (forse sarebbe più corretto dire “re-immaginazione”) cerca certamente di evocare lo stesso effetto che Čechov deve aver avuto sul suo pubblico originale. C’è una robusta modernità nel linguaggio che rende situazioni e personaggi immediatamente comprensibili, vicini e riconoscibili. Questo comporta un costo reale in termini di lirismo, quello che Čechov aveva scritto, ma alla fine la chiarezza della comprensione vale la pena. Per alcuni, senza dubbio, il testo sarà troppo ruvido, troppo volgare – ma distilla l’essenza dell’intento di Čechov in modo coerente e concreto.
The Curious Incident Of The Dog In the Night-Time. foto: Brinkhoff-Mogenburg 7. The Curious Incident of the Dog in the Night L’adattamento di Simon Stephens del romanzo bestseller di Mark Haddon, The Curious Incident of the Dog in the Night-Time ha vinto sette Olivier Awards nel 2013, tra cui Miglior nuovo spettacolo, Miglior regia, Miglior lighting design e Miglior sound design, e il Tony Award 2015 per il Miglior spettacolo.
8. 1984
Questo adattamento di 1984 è un capolavoro moderno. Prendi i biglietti ora, prima che ti portino nella Stanza 101.
9. Hay Fever
Felicity Kendal è un trionfo nei panni della frizzante, egocentrica diva che è Judith. Il suo timbro gutturale e graffiato; l’accendere senza sosta e lo spegnere le sigarette nel posacenere; il gesto casuale ma insistente di scuotere i riccioli spettinati; gli occhi innocenti e la battuta maliziosa e la battuta maliziosa e gli occhi innocenti; la diavoleria, l’abbandono selvaggio, la sicurezza furtiva, l’alterigia indifferente. Ogni aspetto della performance è calibrato splendidamente da Kendal.
Bobby Davro nei panni di Eric e Oliver Joel nei panni di Tony in Not A Game For Boys. Foto: Lia Waber 10. Not A Game For Boys
Not A Game for Boys è stata una serata fantastica, con interpretazioni di altissimo livello e un copione brillante – decisamente qualcosa di cui fare un gran baccano!
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