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RECENSIONE: Dei e Mostri, Southwark Playhouse ✭✭✭✭
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douglasmayo
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Will Austin e Ian Gelder in Gods And Monsters. Foto: Annabel Vere Gods And Monsters
Southwark Playhouse
4 stelle
Siamo a metà anni Cinquanta e il regista cinematografico britannico James Whale – autore di Show Boat, Journey’s End e dei classici horror Frankenstein e La moglie di Frankenstein – non gira un film da anni.
Vive a Los Angeles con la governante Maria: isolato, la salute in declino dopo un ictus, ridotto a una vecchiaia sessualmente tormentata, continua però a inseguire le sue passioni artistiche e i suoi desideri. Non proprio la vita ideale per una mente creativa come la sua.
Le cose cambiano quando Whale riesce a fare amicizia con il giardiniere Clayton Boone, un tutto muscoli dal tipico aspetto dell’americano d’oltreoceano. Boone è colpito dal regista e si sente lusingato quando Whale gli chiede di dipingerne il ritratto. Non immagina minimamente cosa lo aspetta.
Gods and Monsters è tratto dal romanzo di Christopher Bram Father Of Frankenstein, poi diventato un film con Ian McKellen protagonista. È un racconto inquietante che mette in luce la frustrazione della vecchiaia e la devastazione che un ictus può portare. Whale si lamenta continuamente di una nebbia mentale e non vuole prendere farmaci per paura che possano offuscare la sua lucidità.
Whale è costantemente assalito da flashback di momenti significativi della giovinezza: con Barnet e Tozer, due infatuazioni di allora, sia nella sua Dudley natale sia nelle trincee della Prima guerra mondiale.
Russell Labey non solo ha adattato il romanzo, ma firma anche la regia in questa prima assoluta mondiale. Un’impresa non da poco, ma la sua messa in scena è sicura e dà agli attori l’occasione di brillare in un adattamento ben costruito. La scenografia essenziale di Jason Denvir, le luci di Mike Robertson e le proiezioni di Louise Rhodes-Brown si integrano con fluidità, restituendo i flashback di Whale e il temporale che gli si scatena nella testa mentre la mente si deteriora dopo l’ictus.
L’interpretazione di Ian Gelder nei panni di James Whale è un risultato straordinario. Un coraggio stoico traspare attraverso la fragilità del corpo di un uomo anziano. Lo si vede letteralmente lottare per restare padrone di sé mentre mente e fisico cedono.
Le scene di Gelder con Maria, interpretata da Lachele Carl, mettono in mostra un’umorismo tagliente: lei lo sprona a rilassarsi e a fare attenzione, ricordandogli che è un “bugger” e che le scappatelle di Whale vanno tollerate anche se non le approva.
Will Austin è Clayton Boone: un bell’ammasso di muscoli, con un cuore tenero dentro un guscio da duro. Il suo rapporto con Whale è virile, ma si sviluppa in modo premuroso e compassionevole man mano che comprende l’uomo che ha creato il mostro. A livello fisico è difficile non paragonare la corporatura e l’aspetto di Austin al mostro di Whale: forse anche questo fa parte dell’attrazione. Boone deve fare i conti con l’omosessualità di Whale, accanto alla loro amicizia, e a tratti il suo disagio è palpabile.
È il triangolo di relazioni tra questi tre personaggi a rendere Gods and Monsters così affascinante. Il legame tra Whale e Boone è dinamico, in continua evoluzione, con svolte e cambi di rotta lungo il percorso. Whale trova in Boone un compagno compassionevole, e Boone arriva a comprendere i terrori che devono perseguitare Whale mentre le sue facoltà si affievoliscono.
Will Rastell e Joey Phillips interpretano non solo la studentessa di cinema Kay e il medico di Whale, ma danno vita con disinvoltura anche ai flashback nella vita di Whale, passando ai dialetti di Dudley come se bastasse premere un interruttore. Le loro prove sono solide e rendono il declino di Whale ancora più straziante, mentre lui resta lì, con gli occhi lucidi.
Non venite a Gods and Monsters aspettandovi una rilettura della nascita di Frankenstein. È molto di più. È un racconto ben confezionato, pieno di humour ed emozione, con personaggi costruiti con cura. Gods and Monsters è un’ottima serata a teatro e una finestra unica nella mente di un genio creativo. Gods and Monsters resta in scena fino al 7 marzo 2015 al Southwark Playhouse
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