Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Rotterdam, Trafalgar Studios 2 ✭✭✭✭

Pubblicato su

30 luglio 2016

Di

sophieadnitt

Share

Alice McCarthy e Anna Martine in Rotterdam. Foto: Piers Foley Photography Rotterdam

Trafalgar Studios 2

28 luglio 2016

4 stelle

Prenota i biglietti È sempre interessante quando uno spettacolo più piccolo viene ripreso per una nuova stagione. Rotterdam di Jon Brittain è una di queste produzioni, ora in scena nel minuscolo secondo spazio dei Trafalgar Studios. Con a malapena lo spazio per far “girare un gatto” in senso figurato, la sala è stranamente perfetta per questo testo; con il pubblico su tre lati e abbastanza vicino ai personaggi da cogliere ogni respiro, la natura intima dello spettacolo è ineludibile.

Dopo sette anni a Rotterdam, Alice è sul punto di fare coming out con i suoi genitori – a dire il vero via email. Pochi secondi prima di premere invio, però, la fidanzata Fiona sgancia una bomba: non si è mai sentita davvero a suo agio nel proprio corpo e vuole iniziare a vivere come Adrian, un uomo. Questo getta Alice in una crisi d’identità: è una donna gay oppure, se ora è in una relazione con un uomo, questo significa che è eterosessuale?

Alice McCarthy e Anna Martine in Rotterdam. Foto: Piers Foley Photography

Siamo voyeurs nelle vite di queste persone dal momento in cui entriamo. Alice è appollaiata al portatile, che digita con ansia. Fiona va e viene in tuta e calzini, alternando prese in giro e preoccupazioni per Alice. Molti spettatori devono attraversare questo spazio per raggiungere i posti. Già così stiamo invadendo l’esistenza della coppia.

A dire il vero, la scrittura di Brittain è così sbaldorditivamente naturalistica che spesso ci sono momenti in cui, come pubblico, ci sentiamo quasi come se stessimo origliando conversazioni intime. Certo, ci sono uno o due passaggi in cui si sfiora un tono un po’ didascalico, con una sorta di “guida per principianti” al genere, ma sono rari.

Ed Eales-White e Anna Martine in Rotterdam. Foto: Piers Foley Photography

Una playlist ben scelta di cover Europop accompagna i cambi scena, con brani di Robyn e Christine and the Queens. Tuttavia, lo spettacolo avrebbe potuto fare a meno del sottofondo strumentale nei momenti di tensione, che finisce per distrarre dai dialoghi, abbastanza forti da reggere da soli.

La scenografia versatile, leggermente penalizzata da alcune porte poco pratiche, passa da appartamento a ufficio fino a nightclub grazie allo spostamento di sedie e oggetti di scena. Le mensole squadrate e le pareti stampate, con immagini della città eponima, suggeriscono l’anonimato generico di una casa da backpacker, ricordandoci che la permanenza settennale di Alice a Rotterdam doveva essere solo temporanea. Insieme alla colonna sonora pop, questo sottolinea lo stato di continua trasformazione in cui si trovano tutti: il percorso di transizione di Adrian e i tentativi di Alice di adattarsi. Josh (Ed Eales-White) lo commenta quando si riferisce allo status di Rotterdam come città portuale, dove tutti arrivano o partono, ma non restano mai.

Jessica Clark e Alice McCarthy in Rotterdam. Foto: Piers Foley Photography

Il cast di quattro interpreti è calibrato alla perfezione e totalmente coinvolto. Il punto più alto è Anna Martine nei panni di Fiona, poi Adrian. Assolutamente magnetica, Martine rende palpabile il dolore di Adrian, da narratrice magistrale. Alice McCarthy, nei panni della combattuta Alice, è molto efficace come fidanzata rigida e chiusa. Uno sfogo formidabile verso la fine del primo atto si chiude con un’understatement splendidamente consegnata: «Sono un po’ a pezzi», che suscita la migliore reazione del pubblico della serata.

In Rotterdam non c’è nulla di definitivo, ma d’altra parte nulla è costante. In questa città portuale, dove tutti arrivano o partono, al pubblico viene semplicemente offerto uno sguardo nella vita di quattro persone. Quattro persone che non vogliono esattamente cambiare il mondo intero – solo la loro piccola parte. A tratti esilarante e a tratti straziante, Rotterdam è un lavoro teatrale solido e davvero godibile.

Rotterdam è in scena fino al 27 agosto 2016.

PRENOTA ORA ROTTERDAM

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI