Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: The Changeling, Sam Wanamaker Playhouse ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

stephencollins

Share

Hattie Morahan in The Changeling. Foto: Marc Brenner The Changeling

Sam Wanamaker Playhouse

27 gennaio 2015

4 stelle

Tra tutte le opere che beneficiano della penna di Thomas Middleton, The Changeling, scritto con William Rowley, è la più conosciuta; di certo è rappresentata regolarmente, con ben quattro importanti produzioni nell’ultimo decennio. Secondo il programma della ripresa di Dominic Dromgoole, ora in scena al Sam Wanamaker Playhouse, quando debuttò originariamente, intorno al 1622,  veniva considerata una commedia. Dromgoole, in questa versione, scova davvero ogni risata possibile. The Changeling è un testo strano, ma straordinario. La lettura accademica suggerisce che Middleton e Rowley abbiano scritto trame separate e poi, insieme, le abbiano fuse, assicurandosi un finale che chiudesse entrambe. A Middleton viene attribuita la vicenda sanguinaria di desiderio, efferati omicidi e vendetta che ruota attorno alla bellissima Beatrice-Joanna; a Rowley si assegna invece la storia un po’ più leggera della bella ma maltrattata Isabella, i cui marito e aspiranti corteggiatori mettono in scena i loro sotterfugi nel manicomio gestito dal marito di Isabella, Alibius.

Così, al cuore di entrambe le trame c’è la stessa idea: una donna trattata male. Beatrice-Joanna dal padre, che insiste perché sposi Alonzo quando lei si è perdutamente innamorata di Alsemero; Isabella dal marito, che diffida della sua fedeltà e la rinchiude nel manicomio che dirige per garantirsi la sua “correttezza”. Le due donne reagiscono in modo molto diverso alle loro disgrazie, ma l’esito delle loro azioni, in entrambi i casi, è un cambiamento negli altri. Cambiano atteggiamenti, percezioni, comprensioni: ma, chiaramente, c’è cambiamento. Tutto ciò diventa chiarissimo nella scena finale, quando vari personaggi ammettono le trasformazioni attraversate, ma è anche un’idea centrale lungo l’intero percorso dell’opera.

Il tono del racconto cambia di continuo: scene cruente come il massacro di Alonzo sono accostate a momenti più leggeri e scherzosi, mentre l’innamorato Antonio fa di tutto per convincere Lollio, servitore del manicomio, di essere pazzo, così da poter tentare di sedurre Isabella.

Beatrice-Joanna, colpita da un amore puro quando incontra Alsemero in chiesa, è così trasformata da ciò che prova per lui da affidare vita e libertà a un uomo che detesta, Deflores, per ottenere l’omicidio di Alonzo e poter essere libera di stare con Alsemero. La devozione incrollabile di Deflores per lei, nonostante l’odio dichiarato e professato di Beatrice-Joanna, e il legame che li unisce per il sangue versato di Alonzo cambiano Beatrice-Joanna in modo fondamentale: cospira con la sua cameriera per ingannare Alsemero la notte di nozze; ha dato la sua verginità a Deflores come parte del “pagamento” per la sorte raccapricciante di Alonzo e deve nasconderlo al nuovo marito. Il significato di amore e dovere per Beatrice-Joanna muta radicalmente man mano che gli eventi precipitano.

È un ricchissimo guazzabuglio di personaggi cesellati con cura, impegnati in una danza amara e selvaggia della disperazione. Con l’eccezione di Isabella, praticamente tutti sono pronti a fare ciò che serve, qualunque sia il prezzo, per ottenere ciò che bramano: potere, sesso, vendetta o controllo. Per quanto in parte sia molto divertente, è cupo come la pece, alimentato da disperazione e inganno.

La regia di Dromgoole è dettagliata e limpida, e passa senza sforzo dal mondo cupo e macabro di Beatrice-Joanna a quello più leggero, sebbene altrettanto bizzarro, di Isabella. L’umorismo che trova, persino nelle scene di Beatrice-Joanna, è benvenuto: serve sia ad alleggerire l’atmosfera sia a sottolineare la crudezza delle azioni sbagliate di molti personaggi.

C’è una sequenza iniziale inquietante che definisce con precisione il clima. La maggior parte del cast appare in scena, con una luce che illumina i volti dal basso. Nel buio pesto che il Sam Wanamaker sa creare con facilità e intimità, l’effetto è al tempo stesso perturbante e sacrilego. Segue una sorta di mascherata, con Beatrice-Joanna al centro, mentre il resto del cast, con i volti ancora sinistramente illuminati, le si intreccia attorno. Poi lo spettacolo comincia, con la certezza che si dispiegheranno azioni oscure. Un inizio ispiratissimo.

Hattie Morahan è una gioia assoluta nei panni di Beatrice-Joanna. La sua padronanza del linguaggio è eccellente e sfrutta tutta la gamma della sua voce roca e ricca per tracciare la caduta del personaggio nell’orrore e nella disperazione. Cattura perfettamente l’amore per Alsemero che, in ultima analisi, guida le sue azioni, ed è abilissima nel rendere il graduale spostamento dei suoi sentimenti per Deflores: dall’odio dichiarato alla disperata complicità, fino al suicidio condiviso. È magnetica.

Morahan valorizza al massimo i rari momenti più leggeri concessi al personaggio e la scena delle pozioni, così come quella successiva in cui finge sintomi di verginità, sono interpretate con intelligenza. In ogni aspetto, è una prova superba.

È sostenuta da un cast uniformemente eccellente.

Nei panni dell’insidioso Deflores, Trystan Gravelle porta al personaggio un’aria di noncuranza che ne accentua la malvagità di fondo. Le sue scene con Morahan sono del tutto convincenti e lui uccide e muore con grande efficacia, immerso nel sangue. L’Alonzo dolce e ingenuo di Tom Stuart è perfetto sotto ogni aspetto: la sua natura gentile è resa con cura. Di conseguenza, il suo omicidio è molto difficile da guardare.

Joe Jameson è eccellente come Tomazo, fratello di Alonzo, disperato nel vendicare il massacro del congiunto. È una piccola supernova di energia e potenza compressa. L’Alsemero di Simon Harrison, che ama davvero Beatrice-Joanna ed è disposto a uccidere Alonzo per ottenere il suo premio, è delineato con precisione: una persona perbene spinta allo stremo, che poi scopre una verità orribile. Harrison accompagna il percorso con grande sicurezza.

Sarah MacRae è un’attrice luminosa e il suo lavoro qui, come Isabella, aggiunge ulteriore brillantezza a una prova già splendente. La sua Isabella è focosa, determinata, bellissima e scaltra: strappa tutto l’umorismo possibile dalla sua situazione, e il suo lavoro raffinato con l’Antonio molto divertente di Brian Ferguson e lo sciocco Franciscus di Adam Lawrence è davvero godibilissimo.

Come Lollio, l’opportunista arguto che tiene in pugno i reclusi del manicomio, Pearce Quigley è magistrale. Inesauribilmente divertente, offre quel mix perfetto di vecchia canaglia scafata, predatore sessuale, idiota e ricattatore, che rende il personaggio pieno di interesse e colore. Quigley è superbo.

C’è un tormentone ricorrente tra uno degli internati e Quigley che fa ridere di gusto e diventa sempre più esilarante a ogni ripresa. Clownerie ispirata.

Claire van Kampen firma una partitura originale evocativa per lo spettacolo, che resta inquietante dall’inizio alla fine. A volte è difficile usare le musiche di scena per accentuare gli sviluppi drammatici, ma qui funziona davvero molto bene.

La scenografia di Jonathan Fensom è semplice e precisa, come devono essere tutte le creazioni in questo spazio, ma ho apprezzato in particolare il senso di iconografia religiosa usato come sfondo alle azioni orribili che si susseguono, molte delle quali ruotano attorno al sacramento del matrimonio.

È un’ottima produzione di un testo difficile e impegnativo. Finora il Sam Wanamaker Theatre è stato un successo costante, con una produzione dopo l’altra di grande forza ed energia stilistica. The Changeling è l’ultima in cui la combinazione di spazio, regia e un cast di prim’ordine ha dato risultati notevoli.

The Changeling resta in scena fino al 1° marzo 2015. Per ulteriori informazioni visita il sito web di Shakespeare’s Globe.

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI