ULTIME NOTIZIE
RICORDO DEL GIOVEDÌ: Emily Redpath
Pubblicato su
17 dicembre 2020
Di
giornatadisarah
Questa settimana, per Throwback Thursday, Emily Redpath ci racconta com’è stato interpretare Giulietta accanto al Romeo di Sam Tutty e come si fa a dare corpo al Vomito all’Edinburgh Fringe.
Emily Redpath Qual è stato il primissimo spettacolo che hai fatto da bambina, e che cosa ti ha fatto entrare nel mondo del teatro?
Da bambina, come tanti, la prima volta che mi sono esibita è stata in salotto con cugini e amici. Inventavamo spettacoli di ogni tipo e facevamo sedere tutti gli adulti (più o meno) volenterosi a guardare. Credo di essermi davvero innamorata del teatro/della live art quando ho realizzato il mio progetto finale per gli A-Level. Era su Medusa, con pochissimo testo e un’estetica splendidamente grottesca. Lì ho capito quanto possa essere ampio il teatro e ho sentito che volevo continuare a creare e a esibirmi.
Siamo felicissimi che tu interpreti l’iconico ruolo di Giulietta, accanto al Romeo di Sam Tutty. Com’è stato mettere insieme uno spettacolo durante una pandemia? Quali difficoltà hai incontrato e come le hai superate? È stata un’esperienza bellissima: ha mostrato quanto questo settore sia forte e innovativo. Abbiamo girato tutto su green screen e c’è stato un solo giorno in cui, dopo i test Covid, Sam e io abbiamo potuto filmare le scene più intime. Completare il tutto in appena 12 giorni è stata una sfida enorme, ma ha aggiunto urgenza e coraggio al lavoro. Non c’era modo di nascondersi, e per me è stato utile ed entusiasmante. (Guarda qui l’annuncio del film).
Sam Tutty (Romeo) e Emily Redpath (Giulietta). Foto: Ryan Metcalfe Perché il teatro è importante per te?
C’è qualcosa di davvero speciale nel teatro e nella performance dal vivo in generale. Si tratta di sconosciuti che si ritrovano nella stessa sala per condividere qualcosa di bello, e la speranza è che tu esca sentendoti sollevato o con qualcosa che ti resta addosso, come un ricordo che riaffiora. Ti ricorda come si gioca e come ci si gode la vita, e credo sia importantissimo, soprattutto man mano che si cresce.
Qual è la tua routine ogni sera per entrare nel personaggio – soprattutto per un ruolo come Giulietta!
Ritorno a tutte le immagini che ho creato per il personaggio, medito e poi mi dico di lasciare andare e buttarmi.
Tra i tanti meravigliosi personaggi di Shakespeare, chi ti somiglia di più?
Non credo che lei mi somigli necessariamente, però adoro la passione di Giulietta e sicuramente voglio portarmi dietro un po’ di quel fuoco.
Di recente sei anche apparsa nel film ‘Help’ nel ruolo di Grace. Qual è, per te, la differenza principale tra lavorare sullo schermo e in teatro? Hai una preferenza?
Sento che l’unica differenza sia il pubblico: in teatro reciti fino in fondo alla platea, mentre sul set hai una camera proprio davanti. C’è un’energia nel teatro dal vivo che amo, ma le possibilità dello schermo mi affascinano, quindi non credo di avere una preferenza.
Emily Redpath Raccontaci uno dei tuoi ricordi più belli/divertenti sul palco?
Una volta, all’Edinburgh Fringe, interpretavo la personificazione del Vomito in un pezzo di clown. Durante lo sketch chiedevo a qualcuno il nome e gli facevo una serenata. Eravamo verso la fine delle repliche, eravamo tutti stremati, e quando ho chiesto a una persona del pubblico come si chiamasse, ha risposto Emily. Mi sono emozionata così tanto che ho inspirato di colpo e stavo quasi per dire “È il mio nome”, ma invece ho iniziato a camminare in cerchio e ho detto: “Lascia perdere… io… conosco solo qualcuno che si chiama così.” Credo l’abbiano capito comunque.
Quali tre cose troviamo sempre nel tuo camerino? Tipo portafortuna… cose che ti aiutano in scena… M&M’s blu…
Cuffie. Acqua. Diario.
Foto: Mark Pickthall Se la tua vita fosse uno spettacolo, come si chiamerebbe e perché?
Bella domanda…
Qualcosa tipo “Certo, perché no.” Oppure “Buttiamoci…” perché sento che le cose accadono tutt’intorno a noi e tutto è in continuo movimento, ma quando resto qui, rimango aperta e lascio che le cose succedano, faccio esperienze nuove che non avrei mai vissuto se avessi cercato di forzarle.
Che consiglio daresti a tutti i neolaureati – sia quelli del 2020 che i prossimi del 2021?
Sono tutti consigli che arrivano dal mio insegnante di recitazione John Osborne Hughes:
· Ciò che è destinato a te non ti passerà davanti. (A meno che tu non faccia proprio niente, ahah)
· Non hai nulla da dimostrare a nessuno, tantomeno a te stesso.
· Togliti di mezzo e lascia che ciò che deve accadere accada.
In fondo questo lavoro è un gioco, e se non ottieni la parte significa semplicemente che non era per te. Spesso si sente dire “C’è una competizione durissima” o “Conta chi conosci”, quando in realtà le opportunità ci sono e, quando sei pronto e disponibile, quella giusta arriverà.
Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta
Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.
Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy