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IN ARRIVO: Henry Carpenter e Tom Crowley parlano di Quentin Dentin
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Di
julianeaves
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Tom Crowley e Henry Carpenter PRIMO SGUARDO A… QUENTIN DENTIN
Henry Carpenter e Tom Crowley in conversazione
Tristan Bates Theatre,
Da martedì 20 giugno a sabato 29 luglio
Nell’ambito del suo nuovo impegno nello sviluppo di musical originali, il minuscolo teatro annesso all’Actors’ Centre, a Covent Garden (Londra), inaugura in questa stagione la sua seconda tenitura di 6 settimane dedicata a un nuovo musical britannico. Sulla scia di ‘The Sorrows of Satan’ di Bateman e Conley, tra poco assisteremo alla sesta (o forse la settima?) incarnazione di un lavoro che continua a crescere e crescere da quando, qualche anno fa, è apparso come poco più di un breve intrattenimento studentesco al Rag Factory. Quasi interamente opera di Henry Carpenter (anche frontman di vari gruppi rock, come ‘Jimmy Getaway’ e ora ‘Jelly’), è uno spettacolo nato da passione e grinta, e da un’irrefrenabile convinzione di avere qualcosa da dire.
La sua collaboratrice fin dall’inizio, e per tutto il percorso, è stata l’amica dei tempi del King’s College di Londra, la producer Hannah Elsy. Insieme hanno portato ‘Quentin’ attraverso il National Theatre Studio, il Rich Mix tramite IdeasTap, l’International Youth Arts Festival a Kingston-upon-Thames, l’Edinburgh Fringe e Above The Arts nel West End. A ogni tappa (io ne ho viste circa la metà), lo spettacolo è cresciuto come progetto, così come il team è cresciuto in esperienza, sicurezza e savoir-faire. Ora uniscono le forze con un nuovo regista, Adam Lenson, che torna rapidamente in questo indirizzo dopo ‘Sorrows’. E, cosa cruciale, arriva un nuovo partner di scrittura: Tom Crowley, co-autore del copione. Alcuni membri del cast e della band torneranno a riprendere il lavoro svolto nelle precedenti versioni di ‘Quentin’, e sarà affascinante vedere come questa nuova edizione li porterà tutti avanti nelle rispettive carriere, e insieme allo spettacolo.
The Quentin Dentin Show (Above The Arts). Foto: Mihaela Bodlovic.
Per avere un po’ di contesto, di recente ho incontrato Henry e Tom nel caffè dell’Actors’ Centre, per parlare della loro nuova collaborazione e ascoltare come si è sviluppato lo spettacolo. Hannah è passata per prima, per scattare la foto che accompagna questo articolo e consegnare anche un’altra dose dell’ultima “immagine” dello show: un poster cool con cielo blu e una grafica in lettere al neon dai colori accesi. Il look suggerisce la nuova sofisticatezza che lo spettacolo riflette, ed è lontanissimo dal graffito originale fatto di glitter e colla che Elsy aveva immortalato sul muro del suo bagno. Dopo averci lasciato l’immagine, sfreccia via per occuparsi di altre cose da producer e noi restiamo a chiacchierare.
Voglio capire quale sia stato il ruolo di Tom nello show. Voglio dire: avevo sentito che sarebbe entrato come “dramaturg”, e mi ero preparato a toccare l’argomento, ma subito è chiaro che – come recita il poster – è riconosciuto come co-autore. Spiega il processo di scrittura: è iniziato con qualche nota a Henry e Hannah, poi con le loro osservazioni di ritorno, la sua risposta con altre idee, e quindi un effetto valanga fino a ottenere lo stesso rilievo del lavoro di Henry sul copione. È una notizia entusiasmante: il suo adattamento impeccabile di ‘Shock Treatment’ di Richard O’Brien è una meraviglia di chiarezza e concisione e – un giorno – potremmo vederne ancora (fortunati quelli che l’hanno visto nella prima al King’s Head Theatre poco più di due anni fa). Sapere che quel talento è ora legato alla crescita e all’espansione della storia di QD è di per sé elettrizzante. Come sempre, Tom è affabile, rilassato e piuttosto taciturno sui dettagli concreti. In un certo senso, però, considerando il milieu “pop” che lo show ha fatto suo, la loro stessa ritrosia in intervista è perfettamente appropriata.
Allora cambiamo approccio. Conosco il lavoro di Tom con ‘The Night’ – un banchetto itinerante di stand-up, improv e canzoni che ora ha trovato una sede glamour al Café Zedel (grazie – di nuovo – James Albrecht); ho visto come ha curato un’intera sala per due settimane al Vaults Festival dell’anno scorso (in quel periodo, 40 nuovi lavori sono passati di lì); e ho assistito a una prima condivisione del suo adattamento musicale di ‘Bucket of Blood’ di Corman, con le canzoni di Alex Beetschen, MD di ‘Shock Treatment’. Non arriviamo neppure a parlare di cosa stia facendo ‘Wooden Overcoats’ (un altro dei suoi tanti progetti condivisi). È davvero impressionante quanto riesca a combinare. Anche Henry sta lavorando ad altro, e con altre persone; mi racconta alcune di queste avventure, compreso un rapporto di lunga data con Paul Garred, ex The Kooks – purtroppo non riesco ad andare a vedere l’uscita del suo gruppo ‘Jelly’ su Blackstock Road quella sera, ma sa che io farò il tifo con tutto il cuore. Nel frattempo ha scritto altre sette canzoni per lo show e – anche solo per questo – ce n’è abbastanza per convincere chiunque voglia una serata divertente e leggera.
Anche se annuiscono con convinzione al soprannome che invento per questo “concept”, ‘The DJ Who Fell To Earth’, (l’idolatria di Henry per Bowie è cosa nota), e anche se mi dicono quali “domande” Tom abbia portato e io arrivo a sentire non poche delle risposte che hanno trovato – con tanta immaginazione, con tanta intelligenza (non ultima: da DOVE è caduto il DJ?) – la discrezione professionale impedisce loro di svelare altro. E sono sicuro di non poter commentare. Ma fidatevi di me. Fidatevi di loro. Sarà divertente.
The Quentin Dentin Show è in scena dal 29 giugno al 29 luglio 2017 al Tristan Bates Theatre
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