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NOTIZIE

RECENSIONE: Side Show, Southwark Playhouse ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

douglasmayo

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Louise Dearman (Daisy) e Laura Pitt Pulford (Violet) in Side Show. Foto: Pamela Raith

Southwark Playhouse

26 ottobre 2016

5 stelle

Prenota i biglietti "Venite a guardare i fenomeni, i pigmei e i geek, Venite a esaminare queste aberrazioni, le loro malformazioni, fisici grotteschi, Solo pochi penny per sbirciare, venite a guardare i fenomeni!"

Così si apre il numero iniziale di Side Show, il musical di Henry Krieger e Bill Russell ora in scena al Southwark Playhouse. Quando, anni fa, sentii per la prima volta che era in lavorazione un musical basato su Daisy e Violet Hilton, gemelle siamesi congiunte passate dal freak show al vaudeville fino alla fama hollywoodiana, pensai che stessimo per assistere a uno di quei grandi, sontuosamente disastrosi incubi musicali che di tanto in tanto infestano Broadway e il West End. Quanto mi sbagliavo!

Da allora ci sono state due importanti produzioni a Broadway e, sebbene entrambe abbiano raccolto recensioni straordinarie su tutta la linea, tutte e due sono scomparse rapidamente dalla Great White Way. Ora, quasi vent’anni dopo, Londra può vivere non solo uno ma ben due dei grandi spartiti di Krieger contemporaneamente (il suo leggendario musical Dreamgirls debutta questo mese al Savoy Theatre), mentre Side Show si svela al pubblico londinese: un vero scrigno di meraviglie.

I “freaks” di Side Show. Foto: Pamela Raith

Side Show affronta temi universali come l’amore, la compassione e l’accettazione. Si parte in un malandato sideshow texano gestito dal tutore delle ragazze, Sir: Daisy e Violet sono il numero di punta, circondate da una galleria di “stranezze” umane. Alla fine, grazie a un agente di vaudeville, le sorelle riescono a fuggire dal sideshow e vengono catapultate in un mondo in cui nulla è come sembra: i loro sentimenti vengono manipolati e, in ultima analisi, capiscono che sarà il loro legame reciproco a sostenerle.

A interpretare le sorelle Hilton sono Louise Dearman (Daisy) e Laura Pitt-Pulford (Violet). Sono scelte alla perfezione e si completano in ogni aspetto. La Violet timida di Pitt-Pulford e la Daisy un po’ più spavalda di Dearman delineano con chiarezza quel tormento, quella confusione e quella paura che dovevano far parte della quotidianità nel sideshow, e come le loro vite siano cambiate una volta entrate nel circuito del vaudeville. Krieger e Russell hanno scritto per le sorelle due dei più grandi inni del teatro musicale di Broadway, Who Will Love Me As I Am? e I Will Never Leave You, che Dearman e Pitt-Pulford eseguono con una facilità squisita, da manuale. Solo questi due brani bastano a mandarvi in visibilio, se amate il musical.

Christopher Howell nel ruolo di Sir in Side Show al Southwark Playhouse

Raccontata in retrospettiva, la vicenda vede gli altri “freaks” del sideshow contribuire a narrare la straordinaria ascesa delle gemelle.  Sarebbe facile per il musical perdere mordente, ma questo ensemble di talento fa sì che il ritmo del racconto resti sempre in movimento. Genevieve Taylor (la chiromante), Agnes Pure (la ragazza tatuata), Lala Barlow (la donna barbuta), Kirstie Skivington (mezzo uomo mezzo donna), Nuno Quiemado (l’uomo lucertola), Nuwan Hugh Perera (l’uomo con tre gambe), Oliver Marshall (il ragazzo cane) e David Muscat (il puntaspilli umano) sono la coperta di sicurezza di Daisy e Violet.

Forse uno dei personaggi più interessanti di questa storia è Jake (Jay Marsh). Arruolato da Sir per prendersi cura delle ragazze, diventa confidente e salvatore delle sorelle: le aiuta a scappare da Sir, solleva dubbi su Terry e Buddy e veglia sul loro benessere. La vocalità piena e la presenza scenica di Marsh lo rendono una forza con cui fare i conti. Le sue interpretazioni di The Devil You Don't e You Should Be Loved sono semplicemente superlative.

Dominic Hodson (Buddy Foster), Louise Dearman (Daisy Hilton), Laura Pitt Pulford (Violet Hilton) e Nuno Queimado in Side Show. Foto: Pamela Raith

Il regista del film Dreamgirls, Bill Condon, ha fornito revisioni al libretto per questa versione di Dreamgirls e i suoi interventi, combinati con la visione originale di Bill Russell, ci fanno chiedere chi siano davvero i “freaks” in questa storia. La zia autoritaria, il maniacale Sir (interpretato alla perfezione da Chris Howell), Terry, l’agente di vaudeville (Haydn Oakley) determinato a sottrarre le ragazze al controllo di Sir per i propri scopi, oppure Buddy, il coreografo/uomo da song-and-dance (Dominic Hodson), che a sua volta ha le sue ragioni per avvicinarsi alle ragazze.

Per le sorelle è amaro constatare che, per quanta strada abbiano fatto e per quante verità siano state costrette ad affrontare, iniziano Side Show come “fenomeni” e concludono il loro viaggio a Hollywood etichettate allo stesso modo. Il loro duro lavoro, i sacrifici e il dolore sembrano essere stati vani, se non per la consapevolezza che, alla fine, l’unica cosa che hanno è l’una l’altra. Una consapevolezza schiacciante non solo per le ragazze, ma anche per il pubblico.

Il cast di Side Show. Foto: Pamela Raith

Hannah Chiswick ha messo in campo tutte le forze del teatro musicale contemporaneo per fare di Side Show una di quelle serate davvero grandi che merita di essere. Straziante, gioiosa, dolorosa e ispiratrice in egual misura: una serata a teatro da assaporare e gustare come un buon vino.

Il supervisore musicale Simon Hale e la direttrice musicale Jo Cichonska offrono un accompagnamento vivace allo spettacolo serrato in scena. La coreografia di Matthew Cole non permette al cast — e tantomeno al pubblico — di stancarsi o annoiarsi. Come l’ascesa al potere di Eva Perón, Daisy e Violet hanno molta strada da fare in queste due ore di spettacolo; e la delusione del risultato finale si percepisce ancora di più, proprio per l’enorme sforzo profuso nell’impresa.

Speriamo che questa sia la prima di molte produzioni di Side Show qui nel Regno Unito, anche se dubito che qualcuna eguaglierà i talenti coinvolti o la brillantezza trascendente delle sue due straordinarie protagoniste. Bravo!

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