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RECENSIONE: Sunset Boulevard, London Coliseum ✭✭✭✭✭
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Di
douglasmayo
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Glenn Close Sunset Boulevard
London Coliseum
4 aprile 2016
5 stelle
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Non c’è dubbio che, di tanto in tanto, un evento teatrale prenda letteralmente fuoco a Londra e, per le prossime cinque settimane, tocca a Sunset Boulevard, attualmente in scena in forma di concerto semi-allestito al London Coliseum con Glenn Close nel ruolo che interpretò a Broadway: quello della diva del cinema ormai appassita Norma Desmond.
Sunset Boulevard di Andrew Lloyd Webber torna nel West End dopo quasi 20 anni di assenza. In versione concerto semi-allestita e con una tenitura relativamente breve, questa produzione può contare su due elementi di peso che dovrebbero metterla nella lista dei “da vedere assolutamente” di chiunque. Primo: l’interpretazione della già citata Glenn Close. Secondo: l’orchestra dell’ENO, composta da 48 elementi.
Ambientato tra la fine del 1949 e l’inizio degli anni ’50, Sunset Boulevard è una gelida favola hollywoodiana. Le stelle nascono e vengono poi scartate da un sistema di studio onnipotente; e Norma è, in larga misura, un prodotto di quel sistema, ora segregata ai margini di quella che resta pur sempre una città di cinema.
Glenn Cose
Glenn Close è ipnotica nei panni di Norma Desmond: la tiene in equilibrio precario tra manipolazione machiavellica e follia. È un gioco di bilanciamento che rende questa versione di Sunset Boulevard davvero avvincente.
Quando Joe Gillis arriva per la prima volta al 10086 di Sunset Blvd, Close è brusca e liquidatoria; solo quando lui accenna alle sue credenziali da scrittore si vede la mente di Desmond mettersi in moto. La star sbiadita passa subito in “modalità performance” e, come un ragno al centro della ragnatela, comincia ad attirare la preda: Joe Gillis. Alla fine del primo atto lui soccombe e Desmond, gelida, avvolge le braccia attorno alla sua vittima.
Questo non significa che Joe sia ingenuo. Ciò che fa funzionare Sunset sul piano drammaturgico è che si tratta di due persone che si incontrano per caso, ma che hanno bisogno l’una dell’altra. Norma, con i suoi bisogni, è perfetta per un Joe disperato, ma a un certo punto il conto arriva. Come in Follies, il contributo principale di Price in Sunset è far sì che Norma sia accompagnata dall’ombra—dal fantasma—del suo io passato. Dopo una reclusione così lunga, gli unici ricordi che la gente ha di lei sono quelli impressi sulla celluloide, lontanissimi da chi sia oggi; ma nella foschia della nostalgia, forse è proprio quella Norma di celluloide che continuano a vedere.
Close affronta con disarmante naturalezza i brani “da kolossal” della partitura di Lloyd Webber. È un carisma da mille watt, e ne viene fuori una serata di teatro davvero inebriante.
Michael Xavier e Sionhan Dillon
Michael Xavier è Joe Gillis. In quanto narratore centrale dello spettacolo, vediamo Norma dal suo punto di vista. È una prova sicura, cinica e sensuale. Come Norma, anche Joe intravede un’opportunità e la coglie. Non si rende conto, però, che sta giocando con una professionista navigata e che è completamente fuori profondità. Il modo in cui Xavier canta il brano titolo all’apertura del secondo atto è senza dubbio uno dei momenti più alti di questa produzione.
Siobhan Dillion interpreta Betty Shaefer, aspirante sceneggiatrice e rivale per il cuore di Joe. Xavier e Dillion formano una coppia perfetta. Too Much In Love to Care non è mai suonato meglio. La sua Betty è intelligente ed è un piacere da ascoltare.
Fred Johanson
Fred Johanson è Max, ex regista, ex marito e ora una sorta di unità di terapia intensiva in un solo uomo per Norma Desmond. È il filtro di Norma con il mondo reale e protegge con ferocia la sua “assistita”. È un’interpretazione magistrale e la ricca voce di basso-baritono di Johanson è perfettamente adatta al ruolo.
È splendido rivedere Michael Reed alla guida di un’orchestra. Non vi capiterà di ascoltare la partitura di Sunset suonare meglio di così. Come una buona colonna sonora cinematografica, la musica di Lloyd Webber stabilisce con decisione il tono del pezzo: dal brulichio di Hollywood alla calma e alla solitudine della villa di Desmond. Accompagna le scene di dialogo proprio come al cinema e, quando esplode con numeri come With One Look e As If We Never Said Goodbye, offre a Close un sostegno che la maggior parte delle attrici può solo sognare. E che gioia, inoltre, risentire una sezione d’archi completa nel West End. Il suono lussureggiante che scaturisce da questi musicisti eccellenti è semplicemente meraviglioso.
Lonny Price sembra aver consolidato il suo ruolo di riferimento per la regia dei musical in forma di concerto: prima con il suo Sweeney Todd in versione allestita, e ora con Sunset. Price mantiene un ritmo vivace, un impianto visivo interessante e riesce a far crescere la tensione drammatica, rendendo il crollo di Norma ancora più toccante. In collaborazione con il coreografo Stephen Mear, questo Sunset ha un taglio cinematografico e scorre con grande eleganza, mentre alcune scene svaniscono e altre iniziano in contemporanea.
Il cast di Sunset Boulevard
James Noone ha creato un sistema di passerelle su più livelli che funziona come molteplici ambientazioni, tra cui l’ampia villa di Desmond e i teatri di posa alla Paramount; questi ultimi sfruttano persino il backstage del Coliseum.
Se mai, la natura di questo allestimento mette ancora più in risalto le interpretazioni e mostra i notevoli talenti di Close, Xavier e dell’intero cast di Sunset Boulevard. Il film noir di Wilder si trasferisce alla perfezione in questa versione da concerto.
A giudicare dalla lunga standing ovation a teatro pieno, Glenn Close ha conquistato cuore e mente del pubblico londinese nella sua prima volta nel West End. Speriamo di rivederla presto. Bravo!
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Foto: Richard Hubert Smith
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