NOTIZIE
RECENSIONE: Il Sapore della Città, Rose Theatre Kingston ✭✭✭✭
Pubblicato su
Di
markludmon
Share
Mark Ludmon recensisce il nuovo spettacolo di Nick Dear, The Taste of the Town, seguito di The Art of Success: in scena insieme come Hogarth's Progress al Rose Theatre di Kingston
Ian Hallard e Keith Allen in The Taste Of The Town. Foto: Manuel Harlan Hogarth's Progress: The Taste of the Town Rose Theatre, Kingston
Quattro stelle
Nel testo del 1986 di Nick Dear, The Art of Success, l’autore esplorava il ruolo dell’artista nella società attraverso il pittore e incisore William Hogarth, in una vicenda ampiamente comica, quasi farsesca, piena di energia e di colpi di scena. Nel suo seguito, The Taste of the Town, ritroviamo Hogarth al tramonto della vita: più contemplativo e meno energico, ma altrettanto appassionato del proprio mestiere. Pur potendo essere visto anche come spettacolo a sé, il nuovo testo ha avuto la sua prima mondiale come compagno di un riallestimento del lavoro precedente, ampliandone molti temi e aprendone di nuovi, il tutto scritto nello stesso registro vernacolare, spesso anacronistico.
Sylvestra Le Touzel e Keith Allen in The Taste Of The Town. Foto: Manuel Harlan
Nonostante le risonanze tematiche, pochi degli stessi personaggi sono rimasti. Se in origine Dear ci presentava Hogarth nei suoi esuberanti primi trent’anni, intorno al 1730, sono passati più di tre decenni e ora lo troviamo stabilito nella sua grande casa fuori città a Chiswick con l’affezionata moglie Jane e la sua madre irascibile. Malgrado il successo ottenuto con incisioni come A Rake's Progress e Marriage A-la-Mode, Hogarth anela al riconoscimento delle sue capacità di pittore a olio, sperando di ottenerlo con la sua ultima opera magna, Sigismunda Mourning Over the Heart of Guiscardo. La sua condizione di outsider di umili origini, accennata in The Art of Success, lo tormenta ancora di più adesso, con i critici che lo liquidano come un semplice “pittore d’insegne” e “l’Hogarth del mercato di Smithfield”. “Una volta ero al centro delle cose,” si lamenta. “Ora sono solo una macchia a margine.” Le sue preoccupazioni di lasciare un’eredità sono diventate ancora più pressanti, dato che lui e Jane non hanno figli.
Al centro del testo c’è la sua rabbia per una stroncatura al vetriolo dello scrittore Horace Walpole – figlio del suo alleato occasionale nel primo spettacolo, il primo ministro Robert Walpole. Il “progresso” di Hogarth lo porta a mettersi in viaggio attraverso la campagna fino alla vicina dimora gotica del giovane autore, Strawberry Hill, per affrontarlo nel suo ornato covo. Se The Art of Success si interrogava su chi possieda un’opera d’arte – l’artista, il soggetto o chi compra le copie – The Taste of the Town guarda anche a chi controlla un’opera d’arte: il suo creatore o l’acquirente.
Ruby Bentall, Emma Cunniffe, Susannah Harker e Sylvestra Le Touzel in The Taste Of The Town. Foto: Manuel Harlan
La mobilità sociale viene indagata attraverso l’amicizia di Hogarth con l’attore e drammaturgo David Garrick, anche lui asceso da un contesto di piccola borghesia. Più a suo agio nel frequentare l’élite, “Davey” è stato anche un agente di cambiamento artistico grazie ai suoi sforzi per introdurre il realismo nella recitazione. Ciò che muove Hogarth è il desiderio di affermare uno stile d’arte inglese o britannico pari a quello dell’Europa continentale, un tema che suona particolarmente attuale mentre l’identità nazionale è sotto i riflettori della Brexit.
Il cambiamento sociale è al centro anche del percorso di Jane nel corso dello spettacolo. Forse come risposta alla misoginia espressa dai personaggi di The Art of Success, la vediamo uscire dall’ombra del marito più anziano e allontanarsi dai valori tradizionali della madre dominante, entrando nel mondo protofemminista delle donne istruite e intellettuali della Blue Stockings Society.
Jasmine Jones e Mark Umbers in The Taste Of The Town. Foto: Manuel Harlan
In questo senso, il secondo testo parla più del “progresso” degli Hogarth: Susannah Harker è notevole mentre accompagna Jane in un cammino verso una maggiore indipendenza, pur restando profondamente innamorata del marito. Keith Allen eccelle come Hogarth invecchiato e brontolone, ancora pieno di ardore mentre affronta la concorrenza di una generazione più giovane guidata dal ritrattista “Josh” Reynolds. Sylvestra Le Touzel è spassosissima nei panni della madre di Jane, Lady Thornhill, che sferza battute come un incrocio fra Lady Bracknell e la Contessa Madre di Downton Abbey, per poi virare verso un tono più toccante e cupo.
Tutto il cast della prima parte del dittico torna in The Taste of the Town, con Mark Umbers giustamente magnifico come l’affascinante, grandiloquente Garrick e Ruby Bentall ed Emma Cunniffe memorabili come una coppia di “bluestockings”. Ian Hallard fa un’apparizione divertente come Horace Walpole, un esteta vezzoso e privilegiato che, chiaramente, nutre una sincera ammirazione per l’artista che gli si è rivoltato contro.
Ian Hallard ed Emma Cunniffe in Taste Of The Town. Foto: Manuel Harlan
Diretto ancora una volta da Anthony Banks, The Taste of the Town è inevitabilmente un lavoro più pacato e riflessivo, intriso dell’imminenza del declino e della morte, ma è scritto con altrettanta precisione e con molta comicità a fare da contrappunto. Insieme alla scenografia e ai costumi di Andrew D Edwards, la produzione sfrutta bene le incisive proiezioni video di Douglas O’Connell, evocando una fuga rurale in contrasto con l’ambientazione urbana frenetica di The Art of Success. Considerati in coppia, i due spettacoli sono un’esplorazione intelligente e molto divertente di cosa significhi fare arte – idealmente da vedere come dittico nello stesso giorno.
In scena insieme a The Art of Success come parte del dittico Hogarth’s Progress fino al 21 ottobre 2018
Leggi la nostra recensione di The Art Of Success
PRENOTA ORA PER THE TASTE OF THE TOWN
PRENOTA ORA PER THE ART OF SUCCESS
Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta
Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.
Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy