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RECENSIONE: Il Crogiuolo, Gielgud Theatre Londra ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

pauldavies

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Paul T Davies recensisce il trasferimento nel West End della produzione del National Theatre di The Crucible di Arthur Miller, ora in scena al Gielgud Theatre.

Milly Alcock nel ruolo di Abigail e Brian Gleeson in quello di John Proctor. Foto: Brinkhoff Moegenburg The Crucible

Gielgud Theatre

17 giugno 2023

5 stelle

Prenota i biglietti

Con ex leader che accusano i propri procuratori di “caccia alle streghe” e processi farsa, tra teorie del complotto, cancel culture e menzogne e accuse che rimbalzano sui social, il testo di Arthur Miller sembra più attuale che mai. Quello che per molti è il più grande dramma del Novecento si rinnova come classico senza tempo nella produzione maestosa e incalzante di Lyndsey Turner, in cui ogni battuta è forgiata con energia e totale dedizione. Trasferendosi con naturalezza dal National Theatre, la splendida scenografia di Es Devlin incornicia e comprime l’azione; persino la pioggia che cade ha un che di claustrofobico, e dalle ombre emerge un cast esemplare che dimostra come un testo non debba essere “reinventato” per conservare intatta la sua forza. La storia dei processi alle streghe di Salem del 1692, allegoria del maccartismo nel 1953, diventa un monito per tutti noi nel 2023, senza che venga cambiata una sola parola.

Matthew Marsh nel ruolo del vicegovernatore Danforth e il cast di The Crucible. Foto: Brinkhoff Moegenburg

Brian Gleeson è eccellente nei panni di John Proctor, un uomo con i piedi per terra, lavoratore, onesto e diretto, che rimpiange e paga il prezzo del suo adulterio con la manipolatrice Abigail Williams. (Notevole l’interpretazione di Milly Alcock, tanto più incisiva proprio grazie alla sua ordinarietà.) La sua rabbia e la determinazione a dimostrare false le accuse alimentano l’energia dello spettacolo, e il suo percorso diventa straziante: “Perché è il mio nome!” inchioda il pubblico alla poltrona.

Milly Alcock nel ruolo di Abigail e Caitlin Fitzgerald in quello di Elizabeth. Foto: Brinkhoff Moegenburg

Caitlin FitzGerald dona a Elizabeth Proctor dignità e fragilità, e il cast delle “streghe” è straordinario: in perfetta sincronia, un nido di menzogne e paura, che sottolinea come, qualunque cosa abbiano fatto le ragazze, siano stati gli uomini a interpretarne le azioni e a firmare le condanne a morte.

Il cast di The Crucible. Foto: Brinkhooff Moegenburg

Il terzo atto, con il pubblico che cerca disperatamente di non mettersi a scrutare le travi in cerca di uccelli, è da brividi: potente ed emozionante, con un teatro allo stato puro. L’autorità è resa con grande efficacia: Fisayo Akinade è ottimo nel ruolo del reverendo Hale, che ribalta la propria posizione quando vede i processi per quello che sono; Matthew Marsh sprigiona convinzione e sicurezza in sé come Danforth dominante; e l’immancabile Karl Johnson, sempre eccellente, sfrutta il suo tempismo impeccabile per regalare qualche risata quanto mai necessaria nei panni di Giles Corey.

È un brutale blocco di storia e, con il sound design che amplifica l’atmosfera, questa eccellente riproposta di un classico è caldamente consigliata.

In scena al Gielgud Theatre fino al 2 settembre 2023

Leggi anche: la produzione del National Theatre di The Crucible si trasferisce al Gielgud Theatre

 

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