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NOTIZIE

RECENSIONE: Il Pianista di Willesden Lane, Teatro St James ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

16 settembre 2016

Di

alexaterry

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Il pianista di Willesden Lane

St James Theatre

13 settembre 2016

5 stelle

Prenota i biglietti Se ci fosse un solo consiglio che potessi dare, col senno di poi, alla “me” che sostava davanti alle porte dello St James Theatre prima dell’ingresso, sarebbe questo: “Svelta — compra dei fazzoletti. La manica del tuo cardigan non basterà.” Bellissimo nella sua intimità e straordinariamente evocativo, ‘The Pianist of Willesden Lane’ di Hershey Felder e Mona Golabek è, senza dubbio, uno degli spettacoli più belli e toccanti che abbia mai visto. In questo one-woman show, Golabek racconta la storia vera di sua madre, Lisa Jura, giovane pianista di talento che da Vienna venne mandata in Gran Bretagna come rifugiata ebrea grazie al Kindertransport — un programma di salvataggio che portò 9.354 bambini in luoghi più sicuri allo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Lisa Jura è una ragazza innocente che vive in un clima di antisemitismo crescente e sogna, un giorno, di suonare al Musikverein di Vienna. Durante una partita a carte, il padre di Lisa vince un unico biglietto per il Kindertransport, costringendo i genitori a scegliere un solo figlio da mettere in salvo. Di conseguenza, Lisa è costretta a dire addio alla sua famiglia ma, nonostante un futuro incerto, la madre la incoraggia a non rinunciare al suo dono per la musica. Con una determinazione incredibile e una carica travolgente, Jura approda all’ostello della signora Cohen a Willesden Lane, a Londra, e, pur con la paura costante per il destino dei suoi cari, mantiene la promessa fatta alla madre e realizza il sogno di diventare una pianista da concerto.

Grandi cornici dorate, riccamente decorate, incorniciano il palco e il progetto video di Andrew Wilder le riempie di immagini della famiglia e degli amici di Jura, oltre che dei luoghi che visita tra Vienna e la Gran Bretagna. Vengono proiettati filmati di famiglie ebree strappate l’una all’altra per strada, uomini trascinati fuori dalle proprie case e bambini indifesi che, con una speranza ostinata, vengono mandati in salvo: un elemento che amplifica la concretezza e la forza del racconto.

Mona Golabek è una narratrice calorosa e coinvolgente e, pur trattandosi di sua madre, racconta questa vicenda con assoluta modestia e generosità. Le persone che popolano la vita di Lisa Jura prendono forma grazie alla drammaturgia a tratti arguta e intensamente toccante di Hershey Felder e alle sfumate caratterizzazioni di Golabek. Gli eventi narrati sono accompagnati da brani di Grieg, Beethoven e Debussy, eseguiti da Golabek stessa con naturalezza e ardore su un pianoforte a coda nero, a dimostrazione del suo talento straordinario. Quando Golabek si siede al pianoforte per l’ultima volta, dopo aver pronunciato le ultime parole strazianti del suo monologo di 90 minuti, si tuffa nel terzo movimento culminante del Concerto per pianoforte in la minore (op. 18) di Grieg e suona con un fuoco così potente da toglierti letteralmente il respiro.

Lo spettacolo è raccontato in modo bellissimo e semplice, senza spettacolarizzazioni o illusioni aggiunte: solo una donna, il suo pianoforte e una storia — e io ero aggrappata a ogni parola e a ogni nota. Mi aspettavo qualche singhiozzo sparso e il fruscio dei fazzoletti, ma è stato tra l’esecuzione della Sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven e il “Clair de Lune” di Debussy che ho ceduto all’esercito di nodi allo stomaco e al groppo in gola e ho pianto — proprio di quelli con le spalle che sobbalzano.

Tornato allo St James Theatre dopo aver concluso la sua precedente tournée all’inizio di quest’anno, sono stato abbastanza fortunato da assistere alla serata di Gala di ‘The Pianist of Willesden Lane’ a sostegno di World Jewish Relief, e ho incontrato Mona Golabek dopo lo spettacolo, riuscendo a biascicare qualche parola di gratitudine. Questo lavoro evocativo e splendissimo è di un’attualità disarmante — una storia che non appartiene solo a Lisa Jura e a tutti i rifugiati delle guerre passate, ma anche a chi oggi prende il mare per fuggire dai confini siriani e turchi, sperando di trovare una vita migliore.

La madre di Mona Golabek è stata la sua ispirazione e, a sorreggere questo racconto, c’è un legame madre-figlia indissolubile. Mentre camminavo lungo l’umida Buckingham Palace Road verso la stazione di Victoria, ancora scosso dall’emozione, ripensavo all’immagine di Lisa Jura seduta al pianoforte, che suona musica meravigliosa e racconta la sua storia alla figlia — una storia destinata un giorno a diventare uno spettacolo acclamato dalla critica — e ho sentito all’improvviso l’urgenza di dare alla mia mamma una stretta davvero forte.

‘The Pianist of Willesden Lane’ è in scena allo St James Theatre fino al 22 ottobre 2016.

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