Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Tori Scott - Thirsty, Vaults Festival ✭✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

julianeaves

Share

Tori Scott Tori Scott: ‘Thirsty’

Vaults Festival

14 marzo 2018

5 stelle

Questo spettacolo è stato una gioia assoluta.  Si apre con un inno pop ad alta energia, ‘I’m Feelin’ Sexy And Free’, e la prosperosa forza della natura che è la diva americana Tori Scott parte esattamente come intende proseguire.  E proseguire lo fa eccome!  Nella sua implacabile dimostrazione di carisma, grinta, bellezza vocale ed espressività non risparmia nulla né nessuno, il tutto intervallato dalla sua arguta, sfacciata verve da newyorkese: ‘Questo non è uno spettacolo che vi renderà felici.  Non vi cambierà.  Non vi farà uscire pensando che il mondo sia un posto migliore. (Pausa)  Anzi, il contrario’.

Ma prima di arrivare alle battute — oh, quante battute! — dovevamo seguirla nell’inno di potenza n. 2, ‘Climb’, che aggiunge ancora più swing al suono del suo formidabile trio: il MD Adam Wachter al pianoforte, Jamie Wilkins al basso e Lisa Martin alla batteria.  Wachter e lei sono vecchi amici di New York, così in confidenza che lei non ha problemi a presentarlo come ‘single, vers-bottom’: Scott sa benissimo chi la segue, e la componente gay è grande e amatissima.  Un po’ come la Bette Midler dei tempi dei bagni di St Mark’s, si rivolge a quel pubblico con la stessa naturalezza con cui conquista la folla del gin tonic arrivata da Hampstead e Holland Park, che la adora e accorre in numeri rispettabili per renderle omaggio.

E perché no, quando si può dimenticare la realtà (uno dei suoi obiettivi dichiarati) in compagnia di un’antieroina così adorabilmente vamp, che serve a mestolate aneddoti ruvidi e sporchi capaci di decontestualizzare gran parte del suo repertorio?  Così, una storia fulminante su un passeggero della metro che si è esibito davanti a lei per auto-gratificarsi sfocia con inquietante pertinenza in ‘Zing, Went The Strings Of My Heart’.  È una donna grande, con una voce grande e un coraggio colossale, e può raddoppiare comodamente il tempo dopo quel numero per infilare anche ‘The Trolley Song’, con Wachter che ci aggiunge un sacco di effetti orchestrali scintillanti sul suo strumento, suonato con dita velocissime.

Un senso di quasi-realtà si insinua con alcuni aneddoti di gossip dello showbiz scelti con intelligenza, che si appoggiano alle sue origini e ci raccontano dei ‘papà gay’ che le furono amici nelle profondità culturalmente desolate della provinciale Arlington, Texas, dove il primo spettacolo che scoprì fu ‘Evita’.  Cue: ‘What’s New, Buenos Aires?’, ripassata in chiave latina e saltellante dalla band potenziata.  E poi una storia di ‘poppers’ ci lancia in un medley di ‘I’m Flying’ e ‘Wake Me Up When It’s Over’.  Da qui si arriva a riflessioni un po’ più sobrie sullo stato attuale della nazione americana, mescolate al funk solare di ‘Tightrope’ di Janelle Monáe, qui con più soul di quanto siamo forse abituati a sentire.  Scott ha qualche anno in più sulle spalle e riesce a trovare risonanze in questi brani che i cantanti più giovani semplicemente non sanno nemmeno che esistono (a meno che, naturalmente, non siano Judy Garland).

Ed eccoci poi in un altro territorio musicale: ‘Under Pressure’ di Queen e Bowie.  Sentire cosa fa questa voce straordinaria con il pezzo è una meraviglia: ogni volta che pensi di averla inquadrata, ti porta da un’altra parte.  E anche il modo in cui lo interpreta!  Il numero è fatto alla Lindsay Lohan, con tanto di arrampicate maniacali in platea, su e giù per la navata centrale, coronate dall’osservazione: ‘Secondo Google, questa è la versione americana del NHS’.

Prossima fermata: ‘And I Feel Like I Just Got Home’ di Madonna, eseguita con una gravitas che non crederesti possibile, persino nelle mani di una cantante così.  È stato folgorante.  E il meglio doveva ancora arrivare.  Attraverso un aneddoto su raccapriccianti ipocriti battisti del Sud del Texas, arriva la voce di Hozier, ‘Take Me To Church’.  Una voce semplice, pura, che cresce fino a un attacco più ottonato e grintoso.  E poi, tra calde reminiscenze di sbronze adolescenziali, ci regala un frizzante ‘And Then He Kissed Me’, e ‘Do What You Want With My Body’: pessimi ricordi di bevute che ci stringono in un abbraccio con — cos’altro — ‘Chain of Fools’, qui mashata con ‘I’ve Had A S**t Day’.  Ancora memorie di vodka portano a qualche storia di Tinder, e questo ci catapulta in una resa francese di ‘La vie en rose’ incredibilmente onesta e precisa.  Sublime!

Una transizione intelligente — da vera maestra del genere — ci conduce a una versione sentita e toccante di ‘Wrecking Ball’ che Scott riesce a far sfociare, pensa un po’, in ‘The Man That Got Away’.  Quest’ultimo numero ha davvero fermato lo show: lo ha eseguito con una fedeltà attentissima al fraseggio di Garland, eppure con abbellimenti vocali e colori timbrici, alcuni presi da Doris Day, altri da Dinah Shore, che lo rendono totalmente suo.  Wachter è al suo massimo nella parte di accompagnamento.  Ed è stato chiarissimo per tutti noi che non solo è la regina del repertorio pop contemporaneo, ma si colloca con decisione nella tradizione delle grandi interpreti dell’American Songbook.  Che meraviglia.

A sollevarci da questo dolore emotivo arriva una scorribanda ubriaca dentro ‘Hedwig and the Angry Inch’, ‘I’m Miss Beehive 1963’, che culmina in una standing ovation per ‘What’s Going On’, sparata a tutto gas in puro stile texano.  Naturalmente ci voleva un bis, e così eccoci una dolce e bellissima ‘Do You Wanna Dance?’, con un cuore angelico alla Karen Carpenter che incontra Diana Ross.  Oh, sì, Miss Scott.  Sì, vogliamo eccome.  Ancora presto, per favore!

SCOPRI DI PIÙ SU TORI SCOTT

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI