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NOTIZIE

RECENSIONE: Ho Amato Lucy, Arts Theatre ✭✭

Pubblicato su

Di

julianeaves

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Sandra Dickinson nel ruolo di Lucille Ball e Matthew Scott nel ruolo di Lee Tannen. Foto: Alessia Chinazzo I Loved Lucy

Arts Theatre

24 luglio 2017

Prenota i biglietti Sandra Dickinson è mancata dalle scene del West End per fin troppo tempo. Credo, in effetti, che l’ultima volta che Londra l’abbia vista sia stato come sostituta di Angela Lansbury in Blithe Spirit – quando ebbe modo di andare in scena durante le repliche riservate alle understudy – e per una sola recita, perché la Lansbury non saltò nemmeno una replica. Prima ancora, ci sono state apparizioni più consistenti nel West End in musical come Singin’ In The Rain e Chitty-Chitty, Bang-Bang. È stata anche una presenza molto amata e deliziosa in numerose pantomime in giro per il Paese e in alcuni film: una prova del suo richiamo trasversale. Ma perché non l’abbiamo vista più spesso in ruoli di prosa? Dopo aver assistito a questa interpretazione travolgente di Lucille Ball al The Arts Theatre, una risposta convincente sembra più sfuggente che mai.

Dickinson è superba. Tiene una vera masterclass su come incantare e trattenere l’attenzione partecipe del pubblico, trasformando persino la sua concentrazione sul lancio dei dadi sul tavolo da backgammon in un momento di magia. La sua capacità di trovare e credere nella verità del personaggio è impeccabile. Siamo con Ball al tramonto della carriera: ormai ritirata dalle scene, intreccia un rapporto con un giovane uomo, apparentemente piuttosto senza meta, lo accoglie sotto le sue ali ben finanziate e si diverte a plasmarlo secondo bisogni e capricci. Diventa il suo piccolo progetto, divertente e bizzarro. In cambio, la sua giovinezza e semplicità sembrano ridare vita alla star che invecchia: lei organizza un ritorno alla trionfale celebrità televisiva; il comeback fallisce, la relazione si disintegra; c’è una separazione, una reunion all’ultimo minuto e poi – inevitabilmente – non resta che la morte.

Sandra Dickinson nel ruolo di Lucille Ball e Matthew Scott nel ruolo di Lee Tannen in I Loved Lucy. Foto: Alessia Chinazzo

È una situazione che potrebbe generare un dramma interessante o, quanto meno, conversazioni con una certa sostanza e profondità lungo il percorso. Nelle mani di un terzo, forse, al testo sarebbe stata data una forma più significativa. Qui, però, è lo stesso giovane uomo, Lee Tannen, ad aver preso in mano la penna della posterità per costruire due ore di chiacchiere fra questi due individui piacevolmente e stranamente assortiti. Matthew Scott, affascinante protagonista di Broadway, è stato chiamato ad assumere il ruolo dell’autore e non sbaglia un colpo nel presentarlo con costanza come una persona simpatica, sincera, gentile, autentica e riflessiva. E sì: anche lui ha avuto le sue difficoltà; essere gay lo ha reso impopolare a scuola e in famiglia, e questo racconto costituisce la sostanza di molti dei suoi monologhi rivolti al pubblico quando la signora Dickinson è assente. Anzi, in più di un’occasione sembra che sia proprio questo il vero argomento dello spettacolo.

Forse non a caso, la risposta di Ball a queste confessioni è quella di liquidarle e spingere Tannen a dedicarsi all’attività più importante: giocare con lei a un gioco da tavolo – a volte per ore. È possibile che in queste scene ci siano accenni a lati del rapporto che la drammaturgia non sempre scava con particolare energia. Be’, non fino allo scoppio del secondo atto che provoca la rottura e l’allontanamento. Chissà.

Così com’è, la vera “carne” della serata (o della matinée, e – soprattutto – se vuole funzionare, questo spettacolo dovrebbe puntare ad attirare un solido pubblico di matinée) è data dal divertente racconto di Ball dei suoi incontri con i grandi e i famigerati di Hollywood e Burbank. Dickinson ne ricava il massimo e spesso sono così coinvolgenti e gustosi che viene da chiedersi se non potrebbe raccontarli da sola, al pubblico, ancora meglio, senza dover indirizzare tanta parte delle battute di profilo, parlando con l’alter ego di Mr Tannen, Lee.

Sandra Dickinson nel ruolo di Lucille Ball e Matthew Scott nel ruolo di Lee Tannen in I Loved Lucy. Foto: Alessia Chinazzo

Nel frattempo, il regista discreto Anthony Biggs fa procedere la conversazione con buon passo; Gregor Donnelly fornisce un enorme cartello LUCY e un allestimento da talk show su una pedana “a cuore sanguinante” (facendo sempre chiedere che cosa sarebbe stato esplorare davvero quel formato in questo spettacolo – il talk show, s’intende, non l’iconografia cattolica); le luci di Tim Mascall sono impeccabili dall’inizio alla fine, valorizzando con creatività una scenografia essenziale; e Yvonne Gilbert gestisce più livelli sonori con grande finezza. Dickinson può sfoggiare alcuni outfit eleganti forniti da Donnelly (supponiamo) e ha a disposizione una sola borsa rosso rossetto. Immagino che quello che vediamo sia ciò che il budget permetteva.

Come lo spettacolo potrà giocarsela nel West End è difficile dirlo. Nel copione ci sono diversi riferimenti a storie simili che hanno avuto un grande successo in città – e altrove – con protagoniste star femminili avanti con gli anni che frequentano uomini molto più giovani. Ma non vorrei tentare la sorte citandole qui.

BIGLIETTI PER I LOVED LUCY

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