Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: Rothschild and Sons, Park Theatre ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

Condividi

Mark Ludmon recensisce la prima nel Regno Unito del musical Rothschild & Sons di Bock e Harnick

Rothschild & Sons Park Theatre

Quattro stelle

Prenota i biglietti

Un ebreo devoto sogna di fuggire dalla povertà e dall’oppressione dell’antisemitismo, mentre pianifica il futuro dei suoi cinque figli accanto all’amata moglie. Bock e Harnick hanno creato un capolavoro senza tempo con Il violinista sul tetto, ma il loro musical successivo, The Rothschilds, non ebbe la stessa fortuna, nonostante la star Hal Linden vinse un Tony per l’originale produzione di Broadway del 1970. A un certo punto i due musical erano in scena contemporaneamente sulla Great White Way e, per le caratteristiche in comune, sembrano quasi opere sorelle. Se Tevye poteva solo immaginare “Se fossi ricco”, Mayer Rothschild usa l’astuzia per diventare favolosamente facoltoso e, invece di cinque figlie, ha cinque figli che lo aiutano a costruire una dinastia bancaria che prospera ancora oggi.

Nonostante una partitura ricca e diversi brani orecchiabili, The Rothschilds viene raramente riproposto; più di recente, però, il paroliere Sheldon Harnick e il librettista originale Sherman Yellen hanno reimmaginato lo spettacolo come il leggermente più breve e più serrato Rothschild & Sons, della durata di poco meno di due ore e senza intervallo. Dopo il successo Off-Broadway, lo spettacolo arriva ora alla sua prima nel Regno Unito, portando con sé Robert Cuccioli nel ruolo di Mayer e Glory Crampton in quello della moglie, Gutele.

Banche e obbligazioni non sono un tema tipico per un musical, ma qui il focus è sulla storia umana di un uomo che lotta per sfuggire al bigottismo istituzionalizzato del ghetto per il bene della moglie e dei figli. Ripercorrendo gli inizi della carriera di Mayer, bottegaio che commercia monete rare a Francoforte alla fine del XVIII secolo, lo spettacolo traccia rapidamente la sua ascesa fino a diventare banchiere del principe ereditario Guglielmo d’Assia e mostra come, cogliendo le opportunità offerte dai tumulti in Europa, riuscì a creare un impero bancario internazionale. La componente più intima emerge nel suo amore per Gutele e nel modo in cui guida i cinque figli affinché la famiglia possa uscire dal ghetto conquistando ricchezza e status.

I banchieri raramente sono eroi a teatro, ma in questo spettacolo Rothschild e i suoi figli non sono mossi da un’avidità pura e semplice: a guidarli è il desiderio disperato di sfidare l’antisemitismo che li ostacola e di guadagnare abbastanza per poter lasciare il ghetto di Francoforte. Inoltre, gli autori valorizzano un dettaglio meno noto della fonte dello spettacolo, la biografia dei Rothschild di Frederic Morton, mettendo in luce i loro tentativi di usare il proprio potere contrattuale per smantellare le leggi che discriminavano gli ebrei in tutta Europa. L’odio e la diffidenza radicati nei confronti degli ebrei dell’epoca sono una macchia scura che attraversa l’intera vicenda, contribuendo a un tono serio, spezzato solo occasionalmente dall’umorismo.

Pur non essendo corretto paragonare troppo lo spettacolo a Il violinista sul tetto, Rothschild & Sons manca di parte di quel calore e di quell’energia che rendono così amabile la storia di Tevye. Ma questa produzione ha molto con cui farsi perdonare, a cominciare dalla musica, eseguita qui da cinque musicisti guidati dal direttore musicale Ben van Tienen. Dai brani più briosi di Mayer, “He Tossed A Coin” e “Sons”, fino all’esaltante “Everything”, che esprime speranze e sogni della famiglia, non mancano numeri deliziosi, con melodie che continuano a risuonarti in testa anche dopo.

Il cast è impeccabile, guidato da Cuccioli e Crampton. Gary Trainor cattura alla perfezione la determinazione e i dubbi di Nathan Rothschild, che emerge come il più in vista tra i cinque figli quando avvia gli affari in Inghilterra. Richard Dempsey, Tom Giles, Stephen Webb e Kris Marc-Joseph sono altrettanto solidi nei panni degli altri quattro fratelli, ciascuno con una personalità distinta ma capaci anche di funzionare benissimo insieme, nel canto come nel movimento. Tony Timberlake è eccellente come il principe William e il principe Metternich, unendo umorismo e minaccia, mentre David Delve è delizioso nel ruolo del funzionario finanziario del principe ereditario e alleato di Mayer, Buderus.

Il regista Jeffrey B Moss mantiene un passo narrativo costante e, anche se lo spettacolo non decolla mai del tutto, la storia coinvolgente e le interpretazioni forti risultano ipnotiche. Per chi ama i musical, e in particolare il lavoro di Bock e Harnick, questa è un’occasione imperdibile per scoprire e godersi altra loro musica, splendidamente cantata da un cast di altissimo livello.

In scena fino al 17 febbraio 2018

PRENOTA I BIGLIETTI PER ROTHSCHILD AND SONS

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI