Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

Dal 1999

Notizie e recensioni affidabili

26

anni

il meglio del teatro britannico

Biglietti ufficiali

Scegli i tuoi posti

  • Dal 1999

    Notizie e recensioni affidabili

  • 26

    anni

    il meglio del teatro britannico

  • Biglietti ufficiali

  • Scegli i tuoi posti

NOTIZIE

RECENSIONE: La Signora del Mare, Donmar Warehouse ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

Share

Finbar Lynch (dott. Wangel) e Nikki Amuka-Bird (Ellida) in The Lady from the Sea. Foto: Manuel Harlan The Lady from the Sea

Donmar Warehouse

Quattro stelle

Prenota i biglietti The Lady from the Sea di Ibsen riceve una nuova, fresca veste nell’eccellente adattamento di Elinor Cook per il Donmar Warehouse. Le montagne della Norvegia occidentale lasciano il posto a un’isola tropicale dei Caraibi, mentre l’ambientazione tardo vittoriana viene spostata ai primi anni Cinquanta. Questo salto temporale non danneggia affatto i temi centrali dell’opera, nella sua esplorazione della scarsa indipendenza delle donne dagli uomini: che si sentano intrappolate nel matrimonio, come Ellida, la signora venuta dal mare, oppure intrappolate da un senso del dovere, come la sua figliastra Bolette. Con Nikki Amuka-Bird nei panni di Ellida, lontana dal mare, il casting non è “colour-blind”, ma suggerisce una separatezza culturale tra i personaggi afro-caraibici e i norvegesi bianchi che, con grande delicatezza, rispecchia l’architettura tematica del testo di Ibsen.

Diretto con grande tensione da Kwame Kwei-Armah, lo spettacolo è perfettamente bilanciato tra naturalismo ed elementi mitici, in una storia che mette al centro la figlia di un guardiano del faro innamorata del mare, tormentata dai ricordi di un’appassionata relazione adolescenziale, mentre fatica a trovare il proprio spazio nei confini di un matrimonio con un medico più anziano e gentile e nel ruolo di matrigna delle sue due figlie. Ridotta a 100 minuti senza intervallo, l’azione può risultare più affrettata rispetto all’originale, ma dona una chiarezza avvincente alle delicate svolte della narrazione. A sostenerla c’è anche la scenografia di Tom Scutt, con una piccola vasca che rappresenta non solo le acque interne ma anche il mare, con una nave e una casa in miniatura immerse nelle sue acque torbide. Le luci atmosferiche di Lee Curran accentuano le qualità mitiche, creando a tratti un’inquietante sensazione di estraneità.

Amuka-Bird è notevole nel ruolo di Ellida, mantenendo il personaggio ben ancorato alla realtà nonostante l’attrazione verso un melodrammatico altrove. In un cast molto solido, Helena Wilson spicca come la pragmatica Bolette, divisa tra la famiglia e il desiderio di fuggire all’università, mentre Finbar Lynch coglie con precisione l’amore paziente del marito di Ellida. Tom McKay è convincente e saldo nei panni del vecchio amico di lei ed ex precettore delle ragazze, Arnholm, affiancato da momenti più leggeri grazie a Jonny Holden nel ruolo di un giovane scultore in difficoltà ed Ellie Bamber in quello della schietta sorella adolescente di Bolette.

Dopo aver esplorato l’amicizia femminile nel suo potente Out of Love per Paines Plough, Cook si sta confermando una drammaturga da tenere d’occhio. Anche se The Lady from the Sea risale al 1888 ed è stato riallestito negli anni Cinquanta, il tormento di Ellida ha un sapore decisamente contemporaneo, mentre cerca di costruirsi un’identità come individuo al di fuori del rapporto con gli uomini della sua vita.

In scena fino al 2 dicembre 2017

PRENOTA I BIGLIETTI PER THE LADY FROM THE SEA

Condividi questo articolo:

Condividi questo articolo:

Ricevi il meglio del teatro britannico direttamente nella tua casella di posta

Sii il primo ad accedere ai migliori biglietti, alle offerte esclusive e alle ultime novità sul West End.

Puoi annullare l'iscrizione in qualsiasi momento. Politica sulla privacy

SEGUICI