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RECENSIONE: Il Letto Magico e le Scope Volanti, Theatre Royal Norwich (In tournée) ✭✭✭✭
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Di
Libby Purves
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La nostra TheatreCat Libby Purves recensisce Bedknobs and Broomsticks, il musical Disney, al Theatre Royal Norwich, nell’ambito del tour nel Regno Unito. Chi ha bisogno del panto? Un’elegante fuga nella fantasia in tournée.
Dianne Pilkington in Bedknobs and Broomsticks Tour. Foto: Johan Persson Bedknobs and Broomsticks the musical
Theatre Royal Norwich (in tournée)
4 stelle
Calendario del tour di Bedknobs and Broomsticks
Questo spettacolo, che ho avuto la gioia di vedere in un Theatre Royal Norwich gremito, accanto a tanti bambini piccoli entusiasti, sa esattamente come catturare subito la loro attenzione. Una cameretta accogliente, incorniciata da una finestra centrale ordinata, viene fatta a pezzi da un assordante scoppio di bomba, trasformandosi in un grande quadro di rovine di mattoni sbreccati. Lascia tre bambini orfani, sballottati sui treni dell’evacuazione e scaricati in un sinistro museo civico in attesa della loro sistemazione temporanea. La regia di Candice Edmunds offre un avvio da bravura, sostenuto al meglio dalla scenografia di Jamie Harrison – pensata con intelligenza per la tournée – e dall’ulteriore brivido di una vera band che accorda gli strumenti nella buca dell’orchestra prima dell’inizio (con alcuni bimbi sporgersi emozionatissimi, realizzando che era tutto vero e non un film).
Il cast principale di Bedknobs and Broomsticks UK Tour. Foto: Johan Persson
La sua genealogia è interessante: negli anni ’40, prima di scrivere la più celebre serie dei Borrowers, Mary Norton pubblicò due romanzi su tre bambini e la zitella-mago dalla rigidità tutta “perbene” della porta accanto. Eglantine Price incanta un pomello del letto, così che il letto di ottone possa portarli in volo ovunque vogliano – se lo si gira in un verso – oppure in qualsiasi epoca scelgano, se lo si gira nell’altro. Ne seguono avventure sfrenate, tra cui un viaggio per salvare Emelius, un negromante medievale accusato di stregoneria. Io sono cresciuta con quel libro e lo consiglio. Il film musicale Disney del 1971 che ne prese spunto (con musiche degli Sherman) eliminò del tutto il viaggio nel tempo, trasformò i bambini in evacuati della Seconda guerra mondiale e diede alla strega Miss Price una missione: sventare un’invasione tedesca.
Ci sta, e non sarebbe una produzione Disney senza grandi numeri di danza scatenati (“Portobello Road” è particolarmente riuscito), un balletto subacqueo di pesci luminosi, e una relazione da rom-com che sboccia tra la strega ed Emelius (stavolta un mago in declino con un negozio di scherzi). Ma come farà, con tutta questa magia, a funzionare in palcoscenico?
Portobello Road. Foto: Johan Persson
La risposta è: “alla grande!”. Gli adulti in cerca di qualcosa che non sia puro panto questo inverno, e che non abbiano voglia dei costi esorbitanti e della trama bizzarra di Frozen, sono fortunati. Dianne Pilkington è una strega piena di grinta, all’inizio elegante e intimidatoria con i bambini (qui reinventati come piccoli combattenti cockney), ma con una vera finezza emotiva e una fisicità piacevolmente agile mentre si misura con la sua prima scopa recalcitrante. E sì, decolla, in modo magnifico, arrivando perfino a trasportarla, a quanto pare, attraverso una cornice di finestra. Vola anche il letto, di nuovo inspiegabilmente, contro uno sfondo sapientemente scuro. Nella scena dell’isola tropicale c’è della magia “da vicino” davvero di classe, sia da parte di Pilkington sia dell’Emelius di Charles Brunton, e i reperti museali di armature e armi vengono incantati con impressionante efficacia per sconfiggere gli Unni dall’elmo luccicante.
La compagnia di Bedknobs and Broomsticks. Foto: Johan Persson
Ma una delle cose splendide del buon teatro per ragazzi è mostrare giusto quanto basta del meccanismo: i trucchi, il gioco di prestigio e l’attrezzatura potenzialmente “fatta in casa”, per mandarli a casa determinati a inventarsi il loro spettacolo. Ne abbiamo bisogno più che mai, mentre il teatro a scuola si assottiglia o si trasforma in un attivismo terapeutico di maniera. Qui dunque c’è il teatro di figura (due personaggi trasformati in simpatici conigli, e alcuni meravigliosi animali sull’isola guidati da un leone pomposo e oratore che mi ha fatto ricordare all’improvviso che era iniziata la stagione dei congressi di partito). Mentre le spade volano magicamente nell’aria e le scarpe si muovono da sole nella scena di battaglia, ci sono comunque momenti di abilità attoriale che ci raggirano a metà, e un ensemble consistente e scattante fa accadere tutto a velocità sorprendente.
I bambini di Bedknobs and Broomsticks UK Tour. Foto: Johan Persson
E c’è anche un’emozione autentica. Pensavo che la “disneyficazione” avrebbe smussato l’asprezza della malinconia del dopoguerra di Mary Norton, ma le ultime scene diventano, per un po’, davvero da far venire le lacrime agli occhi, mentre i bambini accettano che nulla di tutto questo sia accaduto fuori dalla loro immaginazione, che i genitori sono ancora morti, e che sono tre orfani soli in un posto estraneo e sconcertante. Le bambine nella fila davanti a me si sono irrigidite, in ansia. Ma la realtà si riscatta: scope e pomelli magici vanno benissimo, ma la gentilezza degli adulti vince su tutto. Anche i bambini l’hanno capito.
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