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RECENSIONE: Il Cavaliere del Mortaio Ardente, Barbican Centre di Londra ✭✭✭✭

Pubblicato su

Di

markludmon

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Mark Ludmon recensisce la produzione di The Knight of the Burning Pestle di Cheek by Jowl e del Teatro Drammatico Puškin di Mosca al Barbican Centre

Foto: Johan Persson The Knight of the Burning Pestle

Barbican Centre, Londra

Quattro stelle

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Otto attori siedono su sedie di plastica lungo un ampio palcoscenico, per il resto spoglio, a eccezione di una grande scatola bianca. Il volto di uno degli attori viene proiettato sulla scatola mentre, lentamente, recita l’oscuro prologo della commedia del 1607 di Francis Beaumont, The Knight of the Burning Pestle. La musica sonora di Pavel Akimkin conferisce un tono minaccioso, mentre il cast è avvinto da movimenti stilizzati che prefigurano le vicende dei loro personaggi. Sembra di essere pronti per una serata di classico teatro giacobiano in stile continentale europeo. Poi, però, il palcoscenico viene improvvisamente invaso da Nell e George, una coppia tra il pubblico, e l’azione precipita in uno spettacolo caotico e divertente che esplora la forma teatrale e il modo in cui gli spettatori reagiscono al teatro.

Foto: Johan Persson

È un altro classico reinventato dal regista Declan Donnellan e dal designer Nick Ormerod di Cheek by Jowl, ma gran parte di questa consapevole e autoreferenziale “meta-teatralità” è farina del sacco di Beaumont. Benché pesantemente ridotta, la pièce resta costruita attorno alla messa in scena di un dramma familiare borghese, The London Merchant, in cui il ricco uomo d’affari Venturewell cerca di ostacolare la relazione tra sua figlia Luce e il suo apprendista Jasper, dandola in sposa all’amico Humphrey. Come al Blackfriars Theatre di Londra nel 1607, George e Nell intervengono per lamentarsi dello spettacolo, finendo per spingere un altro spettatore, il loro nipote Rafe, a unirsi al cast e ad aggiungere una nuova trama improvvisata su un valoroso cavaliere, che richiama Don Chisciotte.

Lo spettacolo fu notoriamente un fiasco, e la colpa venne attribuita al fatto che il pubblico giacobiano non ne cogliesse l’ironia satirica. Oggi siamo molto più abituati al “meta”, sia a teatro sia in TV, ma c’è ancora qualcosa di sovversivo nel rompere la quarta parete tra il palcoscenico e la platea in penombra, soprattutto in un luogo monolitico come il Barbican Centre. Cheek by Jowl attualizza Beaumont con videocamere, proiezioni e microfoni, e non sono soltanto i testi e gli spettatori del Seicento a essere presi di mira: quando Nell dice “ci dovrebbero essere una scenografia bellissima e dei costumi”, dà voce a molti che rimpiangono il realismo naturalista rifiutato dai registi europei contemporanei. “È un’idea registica”, si difende uno degli attori, ma le loro interpretazioni stilizzate vengono ripetutamente smascherate come artificiali dalla più “vera” Nell e dal più “vero” George, che condividono i loro commenti critici dal lato del palco.

Foto: Johan Persson

Agrippina Steklova e Alexander Feklistov sono irresistibili e spassosi nei panni della coppia che incarna tutte le caratteristiche che gli spettatori abituali di solito detestano. Chiacchierano, interrompono e sgranocchiano per tutta la durata dello spettacolo, senza curarsi di bloccare l’azione per ottenere un autografo o un selfie. Il resto del cast sfoggia espressioni di crescente esasperazione e sconforto mentre asseconda ogni capriccio della coppia, trascinato come un burattino nella loro fantasia cavalleresca. Kirill Chernyshenko e Anna Vardevanian, nei ruoli di Jasper e Luce, e Kirill Sbitnev come Tim, riluttante “scudiero” di Rafe, sono deliziosi nella loro sofferenza – Vardevanian in particolare, alla fine, appare come un guscio spezzato e traumatizzato.

Questa è l’ultima coproduzione tra Cheek by Jowl e il Teatro Drammatico Puškin di Mosca, a testimonianza del coinvolgimento pluridecennale della compagnia con il teatro russo. In scena al Barbican con sopratitoli in inglese, è un’altra splendida occasione per vedere il meglio del teatro europeo continentale, anche se, stavolta, Cheek by Jowl se ne sta divertendo a prenderlo bonariamente in giro.

In scena fino all’8 giugno 2019.

SITO WEB DEL BARBICAN CENTRE

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